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Scritto da: MAT2020

Questo utente ha pubblicato 2003 articoli.

Il mondo della musica è cambiato.

È cambiato tanto che dal grande Joe Cocker, con la sua esibizione a Woodstock, siamo passati a Lady Gaga. È cambiato… prima guardavi verso il palco e ora guardi lo smartphone per farti un selfie con dietro la star. Prima era partecipazione ora è solo intrattenimento con te nella foto che sei più importante della rockstar. O meglio, è più importante dire nei social che stai lì... e magari non stai sentendo una mazza!

(Carlo Verdone)

 

Vojo tornà a vedè i concerti così!!!!!

In occasione del compleanno di Carletto Verdone (tra l’altro grande conoscitore di musica), mi è tornata questa sua frase che ho pubblicato. Ognuno è figlio della propria era, per carità, però e sacrosanto dire che oggi, chi va ad un concerto, diventa lui il protagonista. Si comincia con pubblicare la foto del biglietto, poi la locandina fuori il teatro, selfie con il primo personaggio famoso che incontri, mini filmati del concerto, e se disgraziatamente becchi l’artista e ti fai una foto, allora diventi il re della serata. E il concerto? La musica? Al massimo qualcuno ti scrive “IO c’ero”! E se c’eri allora di qualcosa, racconta agli altri quello che hai visto, sentito, provato”. A meno che non vai al concerto dei King Crimson, dove Fripp ti “sodomizza” se accendi il telefonino, allora tutti diventano controllori e moralisti, se beccano uno, daje giù ad apostrofarlo subito con un “brutta merdaccia” di Fantozziana memoria, ma pronti con il telefono in tasca, aspettando che il concerto finisca, per scatenarsi a fotografare di tutto, e scrivere sui social “IO c’ero”

Io un “cero” lo metterei… alla Madonna, affinché faccia rinsavire la gente. Con il covid ci stanno privando dei concerti proponendoceli in “streaming”, ci faremo l’abitudine come per il playback… o torneremo a vederli con gli occhi?

Wazza

 

 

 

Fripp fotografa e i “selfisti anonimi” muti !!!
 
Loro c’erano!
 

Suggerimenti dalla rete…

Mentre svariati festival cercano di arginare il fenomeno dei selfie stick, più per questioni di effettiva sicurezza per il pubblico che per i nervi degli artisti, ancora nessuno sembra riuscire a fermare una delle più grandi piaghe degli ultimi anni, il sovrautilizzo di telefonini da parte degli spettatori, per immortalare in foto, video e clip audio qualche istante della performance dei propri beniamini.

A pronunciarsi duramente contro il trend - aggiungendosi a una lunga lista di artisti fortemente infastiditi dalla cosa - è Sebastian Bach che, intervistato dal SiouxCityJournal, ha dichiarato: "Perché non provate a godervi il momento? Così facendo, vi distraete, distraete gli altri e distraete l'artista. Posate quel fottuto telefonino, cazzo. Tanto lo sapete, non riguarderete mai i video che avete registrato. Non serve a niente."