Acuarela, il Blog

 

Progetto Go'el Italia

 Go'el - Chile

 

UN GRAZIE DI CUORE

Scritto da: Guerra

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Quest’anno é passato in fretta.

Non credo ci siano parole per riassumere in poche rige tutte le esperienze vissute, tutti i momenti importanti che hanno segnato questa esperienza e tutte le persone importanti che con la loro condivisione mi hanno fatto crescere.
Non posso che ringraziare. Ringraziare per l’accoglienza, per aver condiviso con me, per avermi aiutato a comprendere questa realtá cilena e ad immergermi in essa.
Grazie agli educatori dell’Acuarela, Patty, Mary, Ruth, Eduardo, Jimmy e Cristiano per avermi accolto ed insegnato a relazionarmi con i ragazzi.
Grazie a Dalse di Yastaradio.com per questo spazio
Grazie a Jimmy ed Eduardo, per l’amicizia che mi hanno regalato
Grazie a Leonardo che nonostante tutto ha avuto sempre fiducia in me.
Grazie a Giulia, strepitosa ed energica compagna in questa avventura.
Grazie a Irene e Alejandro che non hanno mai smesso di aiutarmi per stare nel cammino di costruzione della pace.
E soprattutto grazie a tutti i ragazzi dell’Acuarela, veri protagonisti di questo mio percorso di vita.
Questa é la mia ultima trasmissione alla radio dell’Acuarela...mi sento tremendamente fortunato ad avere avuto questa possibilitá.
Come conclusione una poesia tanto semplice quanto illuminante:

 

 

Gianni Rodari

Storia universale

In principio la terra
era tutta sbagliata,
renderla più abitabile
fu una bella faticata.
Per passare i fiumi
non c'erano i ponti.
Non c'erano sentieri
per salire sui monti.
Ti volevi sedere?
Neanche l'ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.
Per fare una partita
non c'erano palloni;
mancava la pentola e il fuoco
per cuocere i maccheroni,
C'erano solo gli uomini
con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi
si poté rimediare.
Da correggere però,
ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le mani:
c'è lavoro per tutti quanti!

Buon ascolto

 

 

 

VIOLENZA ISTITUZIONALE CONTRO I GIOVANI MAPUCHE

Scritto da: Guerra

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Giovedí 1 dicembre ho partecipato al primo seminario internazionale sulla “Violenza Istituzionale contro i Giovani Mapuche” Il seminario, tenutosi presso l’universitá Diego Portale in centro a Santiago, aveva come tema la violenza fisica e spicologica contro i giovani della comunitá Mapuche della regione dell’Auracania, regione nel sud del Cile dove é molto forte la presenza del popolo nativo anche perché luogo ancestrale di questo popolo.

Il tema, sottolineato anche nel titolo, si riferiva in particolare alla violenza Istituzionale, in altre parole la violenza che applica direttamente lo stato, atteraverso il suo braccio armato (polizia ed esercito) in questo territorio dove le grandi imprese del legname stanno rubando letteralmente la terra al popolo nativo sempre piú costretto alla povertá e alla miseria a causa degli interessi internazionali.

A questo furto i Mapuche stanno opponendo resistenza occupando i terreni e manifestando la loro indignazione. Di tutta risposta il governo ha posto un presidio militare permanente che ha lo scopo ufficiale di mantenere l’ordine ma che, piú directamente si impegna ad azzittire in modo violento qualsiasi forma di dissenso.

La repressione e le violenze aplícate dalle forze armate hanno ripercussioni sia di carattere fisico che di carattere psicologico sui bambini e sui giovani mapuche che vivono in una constante sensazione di paura e di oppressione; e tutto questo nella piú absoluta omertá dei mezzi di informazione. Arresti directamente dentro le scuole, spari con pallottole di gomma e lancio di lacrimogeni dentro le case dove vivono minori sono solo alcune delle violenze che questi ragazzi vivono quotidianamente. Come ci ha raccontato Vania Q. (17 anni) che a 15 anni é stata prelevata dalla polizia durante le lezioni nel suo liceo davanti ai compagni ed ai professori con l’accusa di terrorismo. Accusa che circa un anno dopo é caduta perché basata su prove inesistenti ma che ovviamente lascia un segno indelebile di impotenza e paura su di una ragazza che semplicemente manifestava peri l diritto alla sua terra e a veder riconosciuta la sua cultura. Tutta la famiglia di Vania é stata o é attualmente sotto processo ma nonostante tutto proseguono manifestando per veder riconosciuti i loro diritti.

 

Al seminario, oltre a 5 ragazzi Mapuche vittime della violenza istituzionale dello stato che hanno portato la loro esperienza, hanno partecipato alcuni tra i piú importanti esponenti per i diritti umani dell’america latina che con la loro presenza hanno avvalorato il seminario evidenciando e sottolinenado la necessitá di un intervento rapido ed incisivo per la salvaguardia, per lo meno, dei diritti dell’infazia dei giovani nativi cileni.

Lascia sconcertati come si ripeta la storia; come i governi si occupino e difendano piú degli interessi economici che i diritti dei suoi cittadini; come la manipolazione dell’informazione permetta che tutto questo si perpetui senza che la gente si indigni.

Citando i Modena City Ramblers in Primo Potere

Il prezzo era salato e adesso girano cambiali

In europetroldollari in banche nazionali

Mafiosi e finanzieri si contendono gli stati

Nel nome dei consumi dentro a liberi mercati

E' sempre stato così non ci sono bandiere

Da una parte la gente e dall'altra il potere

Ed è ancora così con le sue nuove frontiere

Da una parte la gente e dall'altra il potere”

 

Buon Ascolto

 

I VERI MOSTRI…

Scritto da: Guerra

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Il 25 novembre, nell’auditorium municipale de La Pintana si é tenuto lo spettacolo “Tras la Neblina” (Dietro la Nebbia), spettacolo della compagnia Mundo Urbano del progetto GoÉl Cile. Lo spettacolo si componeva di due racconti del terrore basati sulla mitologia cilena, ma questi racconti avevono come scopo il mettere in luce il fatto che sono molto piú spaventosi e paurosi i comportamenti e le violenze delle persone. Infatti l’opera, sfruttando alcuni mostri della tradizione cilena, approfitta per mettere in luce alcuni vere mostruositá del comportametno umano, come la violenza intrafamigliare e le differenze tra ricchi e poveri.

 
Proprio questo ultimo tema é particolarmente sentito qui in Cile dove le differenze tra ricchi e poveri sono tremendamente evidenti. É sufficente passare da un comune all’altro della capitale per rendersi conto evidentemente come a distanza di pochi chilometri si incontra il lusso piú sfrenato e la povertá piú forte.

Questa settimana l’OCDE (Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económico) ho pubblicato un informe sulle differenze di ricchezza tra le classi sociali dei suoi paesi menbri ed il Cile si é posto al primo posto nella disparitá tra ricchi e poveri.

In Cile il 10% della popolazione piú privilegiata guadagna 27 volte di piú del 10% della popolazione piú povera.
Direi che una differenza di questo genere si avvicina piú ad una storia del terrore che ad un informe economico.
Se vi va fate un gioco, andate su Google maps e cercate prima Las Condes, Santiago e poi La Pintana, Santiago. Questi due comuni sono a circa 20km, le differenze si notano anche dal satellite.

Buon Ascolto

Per approfondire: http://www.lanacion.cl/chile-es-el-pais-con-mas-desigualdades-de-la-ocde-aunque-va-mejorando/noticias/2011-12-05/131429.html

 

 

BALLO CONTRO LA VIOLENZA

Scritto da: Guerra

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Questa settimana in studio ad accompagnarci Eduardo, Marcelo e l’insegnante di Break Dance “El Ponce”.
La trasmissione ha trattato un po’ la storia della Break Dance, ballo che stanno praticando in questo momento i ragazzi del gruppo dei grandi di Villa Gabriela.
Il ballo, come qualsiasi altra attivitá dell’Acuarela, ha lo scopo di lavorare e far riflettere i ragazzi su temi formativi che possano annullare le influenze violente che vivono tutti i giorni. Ed in questo caso la Break Dance come risoluzione nonviolenta dei conflitti.
Nel voler mettere in luce la situazione che vivono tutti i giorni i ragazzi in Cile vi riporto un piccolo articolo estratto dal Bollettino “Piú in la del tuo naso” del Servizio Giustizia e Pace qui in Cile.
L’ANNO scorso sono morti in Cile 9 Bambini minorENNI a causa della violenza sofferta nel contesto familiare. nel 2011 sono giá 10.
Puó sembrare incomprensible, pero’ e’ la realtá dei fatti.. In settembre di erano giá 10 i bambini morti per a causa legate al maltratto dei genitori. Il direttore del Sename (Servizio Nazionale dei Minori) (Sename) Rolando Melo dichiaró al giornale la Tercera che “queste cifre ci indicano quello che puo’ succedere se si accetta il castigo fisico. Per questa ragione abbiamo lanciato la campagna “Non e’ colpa sua” Rivolta non solo ai genitori ma anche ai differenti contesti dove vivono i bambini. “
Ulteriori cifre, riguardanti i bambini che sono ingressati nei Centri del Sename per maltratto, mettono alla luce la gravitá della situazione. 16 mila 685 minorenni hanno dovuto ricevere aiuto per aver subito violenza fisica o psicologica. La maggior parte ha un etá compresa tra gli 1 e i 3 anni.
Tra questi:
10 mil 541 furono vittima della negligenza dei genitori
2 mil 655 furono vittime di matratto psicologico
1.853 furono vittime di maltratto fisico lieve, 1.323 di maltratto físico senza lesioni; 313 di maltratto fisico grave.
Le statistiche dicono che la Regione Matroplitana (Santiago) e’ quella con il maggior numero di bambini maltrattati ( 5 mila 113), seguita dalla regione del Bio Bio con 2 mila 315.
capoeira 1







 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEADER POSITIVI IN UNA SOCIETÁ STRUTTURATA CONTRO I DIRITTI

Scritto da: Guerra

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Questa settimana alla trasmissione Acuarela Los Derechos Humano a todo Color abbiamo avuto due ospiti particolari. Infatti Alejandra, che partecipa da tempo al Programma di Prevenzione Comunitaria Acuarela si é fatta accompagnare da una amica che vive anche lei ne La Pintana ma che non partecipa al progetto. Questa partecipazione quasi inaspettata ci ha fatto pensare a come il numero di banbini e adolescenti che vivono in questa comuna sia decisamente molto piú elevato di quelli a cui possiamo arrivare con il progetto. Va sottolineato che la comuna de La Pintana é l’area del Cile con il piú alto incremento demografico e questo, considerata la situazione economica e sociale che occoglie questi bambini, rende ancora piú importante l’intervento educativo e di assistenza sociale in questa area.
Il non poter arrivare direttamente a tutti i giovani de La Pintana quindi ci obbliga ad elborare una strategia che permetta di costruire delle figure di riferimento che possano essere voce per tutti quelli che non hanno la fortuna di partecipare al progetto.
Uno degli obbiettivi importanti che si pone l’Acuarela é quello di creare tra i ragazzi dei leader nel campo dei diritti umani, dei leader positivi che parlino la “lingua del barrio”, che conoscano la realtá perché in questa realtá sono nati ma che possano essere capaci di essere portavoce di tutti quelli che “non hanno voce”.
Come ben sappiamo il cambiamento, ed in questo caso la realizzazione dei diritti dei bambini, non si compie pienamente se la lotta viene portata avanti da chi non vive direttamente dentro questa realtá. C’é necessitá che almeno alcuni tra tutti i ragazzi che vivono a La Pintana abbiano gli strumenti per portare avanti i diritti di tutti e creare quel movimento sociale che possa realmente partire dal basso e combiare profondamente questa societá.

Buon ascolto

L’ACUARELA NELLA PINTANA

Scritto da: Guerra

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Questa settimana in studio ci hanno accompagnato Jean Poul e Christian, due partecipanti storici dell’Acuarela ed in particolare del gruppo di Villa Gabriella. In questo momento stanno partecipando al corso di Break Dance ed in particolare si stanno occupando di registrare ed editare un video che presenti realizzazione dello spettacolo di danza.

Un elemento a mio avviso importate discusso durante la trasmissione é lo scenario dove il gruppo di Villa Gabriella, e tutti gli altri gruppi dell’Acuarela, presentano i loro lavori.
Dopo la prima gli spettacoli si fanno girare nella comuna de La Pintana in centri per anziani, collegi per ragazzi senza famiglia e centri per ragazzi disabili.

L’idea che sta alla base, oltre a valorizzare il lavoro svolto dai ragazzi, é quello di far conoscere ai partecipanti dell’Acuarela altre situazioni di difficolta presenti vicino a casa loro, condividere con altri ragazzi che quasi sempre crescono in situazioni difficili e creare cosí dei momenti di incontro di ragazzi ed esperienze che molto spesso si accomunano.

La partecipazione dell’Acuarela alla vita sociale del comune diventa cosí non solo momento ricreativo per chi ospita gli spettacoli ma anche momento di confronto e che permette maggiormente ai giovani di rendersi conto della realta che li circonda.
Uno degli obbiettivi del progetto infatti é quello di creare tra i ragazzi dei leader positivi che possano in futuro essere portavoce delle necessitá e dei diritti negati dei loro compagni cosí da sviluppare una forza coscente direttamente all’interno della popolazione che possa cambire la storia di questo comune cresciuto al margine della grande capitale.
E questi incontri con altre realtá che si occupano di ragazzi in difficoltá cerca di aumentare ed alimentare la formazione e la conoscenza di questi futuri leader.
La strada é lunga e piena di trappole poste da una societá basata sul lucro e sul profitto ma per lo meno dall’Acuarela continuiamo a sognare

Buon Ascolto

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IL VERO SPETTACOLO SONO I RAGAZZI

Scritto da: Guerra

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Questa settimana al programma radiofonico Acuarela Los Derechos Humano a todo Color in studio abbiamo Escarlet e Camila che ci sono venute a raccontare come si é svolta la prima presentazione del Teatro Café, spettacolo realizzato dal gruppo Laura Rosa dell’Acuarela.

Lo spettacolo che si compone di tre parti differenti, una recita dei banbini piú piccoli sulla traccia del Chavo dell’8, serie televisiva molto in voga in sudamerica; uno spettacolo di ballo Pop e Hip-Hop delle ragazze e per ultimo lo spettacolo Il Cuscino Magico, spettacolo esilarante interpretato dai ragazzi piú grandi del gruppo.

feria integrativa 3

Come di consueto ogni skech contiene un riferimento ai diritti dei bambini e adolescenti, tema che viene discusso e elaborato con i ragazzi e successivamente attuato nelle attivitá ludiche che si svolgono nel gruppo.

Il risultato é stato molto positivo ed il pubblico, composto principalmente dai genitori e dagli amici dei ragazzi, é uscito decisamente soddisfatto.
Noi come animatori del gruppo ci siamo riempiti di gioia nel vedere i ragazzi divertirsi nel mettere in pratica quello che per mesi avevano provato e riprovato, nelle mille difficoltá che si vivono alla Pintana.

Buon ascolto

fieta plaza
 
 
 

Muoviamoci per una cultura integrale di diritto dei bambini, bambine e adolescenti

Scritto da: Guerra

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Nella trasmissione in onda questa settimana ad accompagnarmi c’é Brenda, partecipante storica dell’Acuarela e una delle portavoci del progetto.
In particolare Brenda in questa trasmissione é venuta a presentarci la “Proposta della societá civile per una legge di Protezione integrale dei giovani e adolescenti”. Proposta di legge che il 16 agosto 2011 é stata presentata alla Camera dei Deputati cilena dalla stessa Brenda assieme ad altri ragazzi partecipanti, a livello nazionale, ad altri progetti simili all’Acuarela.
Questa proposta di legge é stata scritta direttamente dai ragazzi che sono stati riuniti all’interno della Rete “Muovimoci per una cultura integrale di diritto dei bambini, bambine e adolescenti che vivono in Chile”, rete della quale, a livello nazionale, fanno parte piú di 300 associazioni che operano nel campo dei diritti dell’infanzia.
 
 
L’obbiettivo primario di questa rete é quello di porre le basi per una Politica Integrale dell’infanzia e dell’adolescenza che promuova e garantizi le condizioni urgenti e necessarie che permettano ai bambini ed ai giovani di essere parte rilevante della democrazia, della giustizia e della solidarietá.
Arrivare a portare alla Camera dei Deputati una legge sulla protezione dell’infanzia scritta direttamente dai ragazzi ritengo sia un gran risultato costato 3 anni di lavoro ma che ha portato i suoi frutti.
In particolare perché nell’incontrarsi, nell’analizzare e nel condividere le esperienze i ragazzi hanno appreso non solo a scrivere una legge, ma, forse piú importante, che con impegno si puó arrivare a qualsiasi risultato. Hanno capito che la loro voce deve essere ascoltata senza nessun pregiudizio ne di eta ne di estrazione sociale e che i diritti si devono conquistare con l’impegno.
 

 

 

E sul punto dell’impegno voglio sottolineare come i ragazzi nello scrivere le richieste al governo abbiano posto, nello stesso documento, le cose che ogni singolo ragazzo si impegnava a rispettare (come per esempio: si richiede che l’educazione sia gratuita e di qualitá ed i ragazzi si impegnano a studiare ed ad aver rispetto per gli insegnati e le strutture scolastiche). Questo tipo di impegno lo incotro meraviglioso e credo dovrebbe essere preso ad esempio da noi adulti.

Per maggiori informazioni vi rimando al blog http://movilizandonos.wordpress.com

Buon ascolto
 
 

“Contro il capitalismo colonizzatore, avanziamo verso la liberazione ”

Scritto da: Guerra

Questo utente ha pubblicato 30 articoli.

 

 
Il 10 ottobre a Santiago si é svolta la manifestazione dei Popoli Originari Americani, manifestazione che si ripete tutti gli anni in concomitanza con l’anniversario della cosí detta “scoperta dell’America. 
La manifestazione vuole sensibilizzare alla lotta per l’indipendenza e per l’autodeterminazione dei popoli originari che dall’arrivo dei colonizzatori piú di 500 anni fa hanno visto calpestare i loro diritti, la loro cultura, la loro libertá.

Contro il capitalismo colonizzatore, avanziamo verso la liberazione” e’ il titolo del discorso, che riporto qui di seguito, e che ha concluso la manifestazione.

Mari mari pu peñi, pu lamgen, pu wenüy. Fewla piaiñ taiñ rakiduam:

..Ogni giorno si ascolta con piú forza: il capitalismo e’ il problema! perché questo sistema non fa che portare piu’ morti, piú disuguaglianza e dominazione. Perché mentre in poche mani si concentra il potere economico delle imprese di legname, dell’energia, delle banche, delle universitá, delle miniere nelle nostre mani si concentra solo l’amarezza di una vita convertita in mercanzia. I ricchi che sono gli stessi che ci governano, hanno accumulato le loro ricchezze attraverso l’occupazione e lo sfruttamento delle nostre terre impedendoci la libera determinazione come Popolo Mapuche.
 
rebelion

Il sistema capitalista, che e’ in carne ed ossa la classe impresariale e politica del paese, ci costringe ad una condizione coloniale, non ci permette - attraverso la violenza – la autonomia che come popolo indigeno ci corrisponde. Preferisce mostrarci come oggetto folclorico e non come attori politici con diritti collettivi. Oggi, il neoliberalismo ci parla di multicultura, che passa ad essere un nuovo tipo di oppressione quando si limita a valorizzare elementi culturali usandoli come feticci della tolleranza e non ci permette di entrare a discutere la struttura del sistema politico ed economico. Veniamo identificati e si parla della nostra cultura, peró quando questa identitá e questa cultura esige diritti politici solo ci viene data, in risposta,  repressione. In questo senso il nostro orizzonte non e’ solo questionare lo Stato quanto il sistema economico che lo mantiene. (...) Mapuche, cileni e altri popoli soffriamo le conseguenze di un sistema che pretende convertire tutto in mercanzia impedendo il diffondersi di esperinze di solidarietá e autogestione, che sono la base per la costruzione di societá distinte. (...) Gli studenti cileni, insieme ai Mapuche hanno dato mostra, da piu’ di 5 mesi,  che la logica del mercato deve essere messa in discussione. Peró come responde il governo di turno? Nell’ unica forma che conosce: reprimendo...(...) La repressione picchia forte e in forme differenti. Lo sanno bene le nostre comunitá che vivono in uno stato di militarizzazione  che ogni giorno devono convivere con le forze dell’ordine. Lo sanno bene i nostri fratelli incarcerati accusati di essere terroristi. Fortunamtamente varie accuse cadono, mostrando la loro inconsistenza, come e’ accaduto con il peñi Tralcal y Waikilao o i fratelli del “Caso Bomba”. (...)

tambores en marcha

Pu peñi pu lamngen, dobbiamo continuare camminando. Il nostro cammino va per i sentieri della recuperazione delle nostre terre e della nostra autonomia. Per poter raggiungerla e’ necessaria la mobilizzazione in tutti gli spazi possibili, nelle comunitá e nelle cittá, nel sud come in Santiago. E’ compito di tutti ricostruire il popolo e la nazione Mapuche, indipendentemente da dove viviamo. Per questa ragione facciamo un appelo a tutti i cielni per incontrarci in un dialogo tra popoli distinti che convivono nello stesso spazio, per costruire un nuovo tipo di relazione basata nel rispetto e nella solidarietá. Senza razzismo e discriminazione.
Pu peñi pu lamngen, anche se stiamo lontani dal nostro Wallmapu (nazione Mapuche) possiamo lottare per i nostri diritti. La lotta e di ciascuno di noi. Abbiamo voce. Abbiamo la forza, abbiamo davanti a noi la sfida dell’Unitá e la speranza che presto il nostro popolo ritrovi la sospirata libertá.
 Organización Meli Wixan Mapu
 
 

La notte delle pentole e dei cucchiai di legno (contro i gas lacrimogeni)

Scritto da: Utenti Vari

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Autore: Irene Antonietti
 
Piccolo racconto di Irene Antonietti su quanto successe e sta succedeno in Cile con il movimento studentesco che chiede una educazione pubblica, gratuita e di qualitá...

Doveva essere un giovedi qualsiasi, come mille altri giovedí sul calendario pero’ no. Giovedí 4 Agosto non e’ stato un giorno come gli altri per il Cile.

Ci siamo svegliati sapendo che nuovamente, come accade ormai settimanalmente, gli studenti avevano decisio di manifestare per l’Alameda (la Strada principale del Centro di Santiago) anche senza aver ottenuto l’autorizzazione dell’Intendenza municipale.

Sono stanchi ma ancora in piedi questi studenti che, come ha scritto Eduardo Galeano, mentre lottano per l’educazione stanno educando a ognuno di noi. Sono ancora lí nonostante i mesi di lotte, di occupazione, di manifestazioni, di repressione per chiedere che il Governo ponga le prime pietre per i cambi legislativi e costituzionali necessari per garantire che il Cile possa costruire nel futuro (ma incominciando dal presente) una educazione pubblica, di qualitá che smetta di essere nelle mani degli interessi economici dei privati.

Non si accontentano delle risposte vaghe.... dei ma, dei se e dei pero’. Vogliono chiarezza e affidabilitá e chiedeno un plebiscito popolare perché il popolo si esprima.

Per queste e mille altre ragioni nuevamente si erano dati appuntamento in Piazza Italia.....ma non sono nemmeno riusciti ad arrivare nella piazza perché le forze dell’ordine hanno incominciato a disperdere i gruppi che arrivavano armati di bandiere e cartelli con i carri lancia acqua e i gas lacrimogeni. Una repressione il cui unico effetto e’ stato scatenare una battaglia campale, che si e’ sparsa a macchia d’olio in tutta la metropoli. Pietre e bastoni contro i blindati della polizia. Scene che in Cile si ripetono ad ogni manifestazione ma che questa volta hanno messo in mostra una violenza estrema, che si e’ protratta per tutto il giorno fino al calare della notte. Nelle strade del centro, come della periferia si sono allora accesi i fuochi e costruite le barricate, mentre le strade erano presidate da carabinieri a cavallo e da elicotteri nel cielo. Uno scenario che a molti cileni ha ricordato con timore le notti oscure della dittatura. quelle del coprifuoco, delle candele accese per i tagli della luce, quelle dove l’odore di lacrimogeno impregnava le strade.

 

E poi d’imporvviso alle 20.30 si sono incomnciate a sentire le pentole suonare. La cittá e’ stata invasa da un cacerolazo (forma di protestare tipica latinoamericana con pentole, coperchi e cucchiai di legno) comenon si vedeva da anni. Migliaia di pentole sono apparse alle finestre, nelle strade, nei quartieri ricchi come in quelli poveri. Migliaia di pentole, che hanno suonato piu’ forte delle sirene dei carabinieri, piu’ forte delle botte e degli arresti. Migliaia di pentole come grido di disapprovazione per quello che stava accadendo e ricordando agli studenti che non erano soli.

Il bilancio della notte e’ stato di 552 persone arrestate, 29 carabinieri feriti (solo 2 giovani secondo le cifre ufficiali che sembrano non contare le intossicazioni o le manganellate....).

Alla mattina si potevano vedere nelle strade le ferite della battaglia notturna, come i segni tangibili che quello che avevamo vissuto non era irreale.

I giorni sucessivi sono trascorsi in una calma apparente tra le dichiarazioni del governo (che non e’ disposto a cedere) e quelle dei rappresentanti degli studenti (univeristari, delle scuole superiori e professori) che chiedono credibilitá e risposte piu’ concrete di quelle date finora. Ricordo che il Ministro dell’educazione aveva presentato il lunedí anteriore alla manifestazione una proposta di 21 punti su cui lavorare, proposta che e’ stata unimamente rifiutata da studenti e professori perché non contempla cambi strutturali al sistema educativo e propone paliativi, che secono la maggioranza delle persone nascondono le radici del problema.

Domenica una nuova marcha ha attraversato pacíficamente le strade del centro e per domani e’ previsto uno sciopero nazionale.

Non ci resta che prendere di nuovo in mano le pentole e i cucchiai di legno.... 

Un link dove potete vedere immagini di quanto e’ accaduto.

http://www.youtube.com/watch?v=y43eP_LEn0w