Acuarela, il Blog

Séptimo día

Scritto da: irene

Questo utente ha pubblicato 18 articoli.

Brayan, Ninoska, Irene

E' fine aprile, siamo in pieno autunno sudamericano... Il tio Leo va in vacanza lasciandomi in bilico tra una coordinazione precaria e una organizzazione sempre più improvvisata. Cerco di confidare nel caso, o meglio, nella fantasia e nella creatività di chi mi accompagna in questa sfida... La ricerca dell'ospite settimanale è spesso un'impresa difficile che a volte incontra un esito negativo; è quello che succede per la puntata del 30 Aprile e io non so bene come coinvolgere Brayan, Ninoska e Connie. Fortunatamente Irene viene in mio soccorso consigliandomi di trattare un tema specifico: e perché non parlare del giorno dopo, ovvero del Primo Maggio? Inizio quindi a cercare del materiale che possa aiutarci a raccontare agli ascoltatori di Acuarela: los derechos humanos a todo color come è nata storicamente la festa dei lavoratori, cosa succede in Cile, come viene celebrata nel resto del mondo. Le letture e gli spunti di riflessione proposti sono tanti: dalla nascita del movimento operaio, agli scioperi e alle lotte sindacali nordamericane di fine '800... I toni della trasmissione mettono a dura prova i nostri piccoli conduttori, specialmente Ninoska che è responsabile della lettura di un passo della Cantata de Santa Maria de Iquique:

9. Relato

Del quince al veintiuno,

mes de Diciembre,

se hizo el largo viaje

por las pendientes.

Veintiseis mil bajaron,

o tal vez más,

con silencios gastados

en el Salar.

Iban bajando ansiosos,

iban llegando,

los miles de la pampa,

los postergados.

No mendigaban nada,

sólo querían

respuesta a lo pedido,

respuesta limpia.

Algunos en Iquique

los comprendieron

y se unieron a ellos,

eran los Gremios.

Y solidarizaron

los carpinteros,

los de la Maestranza,

los carreteros,

los pintores y sastres,

los jornaleros,

lancheros y albañiles,

los panaderos,

gasfiteres y abasto,

los cargadores.

Gremios de apoyo justo,

de gente pobre.

Los Señores de Iquique

tenían miedo;

era mucho pedir

ver tanto obrero.

El pampino no era

hombre cabal,

podía ser ladrón

o asesinar.

MIentras tanto las casas

eran cerradas,

miraban solamente

tras las ventanas.

El comercio cerró

también sus puertas:

había que cuidarse

de tanta bestia.

Mejor que los juntaran

en algún sitio,

si andaban por las calles

era un peligro.

9. Racconto

Dal quindici al ventuno,

del mese di dicembre,

durò il lungo viaggio

attraverso i pendii.

Ventiseimila uomini

o anche di più

con i silenzi consumati

nelle miniere di salnitro.

Scendevano ansiosi,

arrivavano a migliaia

dalla pampa,

gli emarginati.

Non mendicavano nulla,

solo chiedevano

risposta alle richieste,

risposte chiare.

Alcuni a Iquique

li capirono

e si unirono a loro,

erano i Sindacati.

E solidarizzarono con loro

i carpentieri,

Le maestranze,

i carrettieri,

gli imbianchini e i sarti,

i lavoratori a giornata,

i barcaioli e i muratori,

i panettieri,

i gasisti e magazzinieri,

i facchini.

Sindacati giusti,

di povera gente.

I Padroni di Iquique

avevano paura;

erano troppe richieste

da tanti operai.

Il "pampino" non era

uomo onesto,

poteva essere ladro

o uccidere.

Intanto le case

erano chiuse,

guardavano solo

da dietro le finestre.

Il commercio chiuse

anche le sue porte,

bisognava difendersi

da tante bestie.

Meglio che li riunissero tutti

in qualche luogo,

se circolavano per le strade

era un pericolo.

Connie, Brayan 

La Cantata de Santa Maria de Iquique racconta “ciò che la storia non vuole ricordare”, che accadde a Iquique, Nord del Cile, nel 1907. Composta nel 1969 da Luis Advis e diventata celebre nella versione dei Quilapayún, narra i fatti avvenuti nella scuola Santa Maria di Iquique, dove “tremilaseicento sguardi si spensero, tremilaseicento operai vennero uccisi”.

Agli inizi del ‘900 gli operai cileni non avevano nessuna legislazione sociale che li tutelasse ma già si stavano velocemente diffondendo tra di essi gli ideali socialisti e anarchici e il massacro della scuola Santa María di Iquique rappresentò lo spartiacque nella storia del movimento operaio cileno.

Tra il 15 e il 21 dicembre 1907, circa 10.000 minatori della regione di Tarapacà scioperarono per le precarie condizioni di vita e di lavoro a cui erano sottoposti. Le loro richieste non vennero accettate dalle multinazionali, le trattative non ebbero nessun esito positivo e di fronte al rifiuto dei dirigenti del movimento operaio di far evacuare la scuola, il generale Silva Renard dette ordine di sparare.

Lo stato cileno ammetterà solo 195 deceduti e 390 feriti ma altre fonti parleranno di 3600 morti, come nella canzone...

I nastri originali della Cantata furono distrutti dopo il golpe militare e l'esecuzione della canzone fu proibita dalla dittatura di Pinochet fino al 1990.

Il tema musicale che segue la lettura della Cantata, No me doy por vencido di Luis Fonsi, ci dà la possibilità di cambiare argomento e di rilassarci. Parliamo di concerti, del Leo in vacanza in Europa e delle proposte future per il nostro programma, in particolare della possibilità di avere un blog in yastaradio.com... Uno spazio importante per i nostri racconti, per dare ai nostri pensieri una voce nuova.

Don Evaristo