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Noveno día

Scritto da: irene

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Computador Don Evaristo

Quando si lavora con adolescenti in una radio comunitaria della periferia di una metropoli  come Santiago del Cile, gli imprevisti sono all'ordine del giorno...

Il 14 maggio avrebbe dovuto accompagnarci l'educatore di una scuola elementare della Pintana che il 13 maggio alle 23,59 mi avvisa dell'impossibilità di farci visita.
Mi affido quindi alla buona volontà dei ragazzi di raccontare qualche notizia relativa al 15 maggio: dalla Giornata Mondiale degli Obiettori di Coscienza alla commemorazione della Nakba (la tragedia) palestinese.

L'obiezione di coscienza è un tema che sta molto a cuore a noi antimilitaristi, soprattutto al tio Thomas (ex obiettore, militante delle storiche lotte italiane contro il servizio militare obbligatorio, nostro autista ufficiale, voce silenziosa del programma, presenza rassicurante che in ogni puntate latita nella saletta di Don Evaristo conversando e immortalando, da bravo fotografo, tutti i colori della trasmissione).

La Giornata Mondiale degli Obiettori di Coscienza nasce nel 1981 dall'Incontro Internazionale sull'Obiezione di Coscienza, organizzato annualmente da gruppi che appartengono all'Internazionale di resistenza alla guerra. Nei primi anni gli obiettivi principali erano l'intercambio di idee e il mantenimento di una rete internazionale di attivisti, ma col tempo si sommarono altre funzioni: in quei paesi in cui la situazione degli obiettori è precaria, la presenza di attivisti internazionali serve a dar maggior forza alle iniziative degli obiettori. Non solo, quindi,  si continuano a sviluppare nuove strategie d'azione, ma si contribuisce anche a elevare concretamente la importanza dei gruppi nonviolenti.

Data la tematica, non possiamo fare a meno di citare la Red Chilena de Objeción de Conciencia al Servicio Militar Obligatorio (ROC-Chile), rete che raggruppa quattordici organizzazioni provenienti da diversi ambiti di società civile che appoggiano il diritto alla obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, lavora per il suo riconoscimento all'interno della legislazione cilena e supporta i giovani che si dichiarano obiettori. I parametri d'azione della ROC e la diffusione del diritto all'obiezione sono la cultura della pace e la trasformazione nonviolenta dei conflitti.

 

 “El Gobierno de la Presidenta Michelle Bachelet ha enviado al Congreso Nacional el proyecto de ley que pretende reconocer el derecho a la objeción de conciencia al servicio militar obligatorio y crear un servicio alternativo al militar. La ROC trabaja con el fin de reforzar el debate público sobre este tema y analizar las distintas posiciones y aristas sobre este derecho, invitando en particular a los jóvenes, porque son los que están obligados a realizar este servicio, a presentar sus visiones con respecto al tema y ver los posibles consensos que puedan nacer a partir de la exposición de las ideas, así como enriquecer, en la perspectiva de los derechos humanos, el proyecto de ley con el que se espera reconocer este derecho.”

Trad.: Il Governo della Presidentessa Michelle Bachelet ha inviato al Congresso Nazionale il progetto di legge che vuole riconoscere il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio e creare un servizio alternativo. La ROC lavora con il fine di rafforzare il dibattito pubblico su questo tema e analizzare le distinte posizioni e angolazioni su tale diritto, invitando in particolare i giovani, perché obbligati a svolgere il servizio, a presentare la loro visione in relazione al tema e i possibili consensi che possano nascere a partire dalla esposizione di idee, così come arricchire, nella prospettiva dei diritti umani, il progetto di legge con il quale si spera di riconoscere questo diritto. 

ROC-Chile:

AMNISTIA INTERNACIONAL, Sección Chilena
Agrupación de Educación para la Paz, PAZ Y ACCION
Centro Ecuménico "Diego de Medellín", CEDM
Comunidad Papa Juan XXIII
Corporación de Derechos Ciudadanos, SEAL
Confraternidad Cristiana de Iglesias CCI
Corporación de Promoción y Defensa de los Derechos del Pueblo, CODEPU
Corporación chilena pro derechos juveniles, CODEJU
Corporación Servicio Paz y Justicia, SERPAJ CHILE
Depto. Justicia Paz y Ecología, CONFERRE
Pastoral Juvenil de la Iglesia Evangélica Luterana en Chile
Vicaría Pastoral Social y Vicaría Pastoral de los Trabajadores del Arzobispado de Santiago

 
Dall'obiezione di coscienza si passa quindi alla storia di un popolo e di un territorio occupato militarmente: la Palestina.
Il 15 maggio, infatti, ricorre l'anniversario della Nakba, la catastrofe, commemorata ogni anno dal popolo palestinese.

Al-Nakba è l’appellativo che i Palestinesi danno al 15 maggio 1948, data in cui lo stato d'Israele si è impossessato delle loro terre, delle loro case e delle loro vite.

Al-Nakba è stato il giorno in cui il popolo palestinese si è trasformato in una nazione di rifugiati. 750.000 Palestinesi sono stati espulsi dalle loro case e sono stati costretti a vivere nei campi profughi. Molti di quelli che non sono riusciti a scappare sono stati uccisi.
Nel 1948 più del 60 per cento della popolazione palestinese è stato espulso.
Più di 530 villaggi palestinesi sono stati evacuati e distrutti completamente.
Finora Israele ha impedito il ritorno di circa sei milioni di rifugiati palestinesi, violando la risoluzione Onu 194, e continua ancora oggi a cercare di espellere i palestinesi dalla loro terra. Queste operazioni assumono di volta in volta forme e nomi diversi, attualmente vengono chiamati “trasferimenti”.    
 
 
I rifugiati palestinesi sono fuggiti in diversi posti; alcuni sono fuggiti nei paesi limitrofi, altri sono fuggiti all'interno della Palestina e vivono nei campi profughi costruiti appositamente dalle agenzie ONU, e altri si sono dispersi in vari paesi del mondo (la comunità palestinese di Santiago del Cile è la più numerosa del Sud America).
Tutti questi rifugiati hanno un sogno in comune: ritornare nelle loro case di origine, e questo sogno è rinnovato ogni anno attraverso la commemorazione della Nakba.

A tal proposito Brayan legge una poesia del poeta palestinese Mahmud Darwish dedicata alla sua terra natia:

A MI MADRE

Añoro el pan de mi madre,
El café de mi madre,
Las caricias de mi madre...
Día a día,
La infancia crece en mí
Y deseo vivir porque
Si muero, sentiré
Vergüenza de las lágrimas de mi madre.

Si algún día regreso, tórname en
Adorno de tus pestañas,
Cubre mis huesos con hierba
Purificada con el agua bendita de tus tobillos
Y átame con un mechón de tu cabello
O con un hilo del borde de tu vestido...
Tal vez me convierta en un dios,
Sí, en un dios,
Si logro tocar el fondo de tu corazón.

Si regreso. Tórname en
Leña de tu fuego encendido
O en cuerda de tender en la azotea de tu casa
Porque no puedo sostenerme
Sin tu oración cotidiana.

He envejecido. Devuélveme las estrellas de la infancia
Para que pueda emprender
Con los pájaros pequeños
El camino de regreso
Al nido donde tú aguardas.

Mahmud Darwish (1941-2008)

 

Per mia Madre

Bramo il pane di mia madre
il caffè di mia madre
il tocco di mia madre
Cresce in me l’infanzia
giorno dopo giorno
ed amo la mia vita… perché
nell'ora della mia morte
mi vergogno delle lacrime di mia madre!

E se tornassi indietro un giorno
prendimi velo per tue ciglia
e copri le mie ossa con erba
benedetta dalla tua caviglia.
E stringi le mie catene
con un ricciolo dei tuoi capelli
con un filo penzolante dall’orlo del tuo vestito.
Forse diverrei un dio
un dio diverrei…
se toccassi le profondità del tuo cuore!

Se tornassi indietro … usami
combustibile nella fornace del tuo fuoco,
corda da panni sul tetto della tua casa,
perché divenni debole per stare in piedi
senza la tua preghiera giornaliera.

Diventai vecchio decrepito.
Restituiscimi le stelle dell’infanzia
così che io
condivida con i piccoli uccelli
il percorso di ritorno
verso il nido della tua attesa.

Mahmud Darwish(1941-2008)

Trattare certi argomenti in diretta radiofonica e pretendere l'appoggio di due adolescenti della Pintana è forse una pretesa troppo grossa. Brayan e Ninoska non sempre si lasciano coinvolgere, ma dopotutto sono cresciuti in un ambiente che lascia poco spazio alla voglia di sognare. E proprio quando la piccola saletta di radio Siglo XXI sembra metterci tutti alla prova, ci sentiamo complementari e parte di un percorso che è bene affrontare uniti; il timore di non riuscire nell'intento di portere avanti il programma lascia quindi spazio a quella sensazione piacevole e leggera di soddisfazione e felicità d'essere componente di una piccola e bizzarra famiglia. 

Brayan, Ninoska

Brayan, Ninoska, Irene, Don Evaristo

Irene, Ninoska

 

Thomas, Don Evaristo