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Te recuerdo Victor

Scritto da: Alessandro Lodi

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Victor Jara, cantautore, musicista e regista teatrale oltre che importante militante del Partito Comunista Cileno, é stato senza dubbio uno dei simboli della grande esperienza storica, politica e culturale che rappresentó il governo di Unidad Popular di Salvador Allende.

L’11 settembre 1973, il colpo di stato del generale Augusto Pinochet lo sorprese nel suo ufficio all'Università del Cile. Venne condotto all’Estadio Nacional de Chile, trasformato in campo di concentramento, dove rimase prigioniero diversi giorni. Venne brutalmente torturano, le mani gli furono fratturate con il calcio di una pistola: “Suonala adesso la chitarra comunista di merda”, sembra gli abbia gridato uno dei suoi carnefici. Il 16 settembre vari colpi di pistola posero fine alle sue sofferenze. La moglie Joan fu costretta ad accompagnarlo al cimitero quasi clandestinamente.

Il 5 di Dicembre del 2009, approfittando dell’esumazione del corpo, ordinata dai Giudici che ancora stanno indagando sul suo omicidio, si sono svolti, a distanza di 36 anni dalla morte, i suoi funerali pubblici. Migliaia di persone hanno accompagnato il feretro in un lungo e commovente corteo che ha attraversato Santiago. Impossibile spiegare a parole quello che Victor Jara rappresenta per milioni di cileni che si identificarono, e ancora oggi si riconoscono, nelle sue splendide canzoni. Canzoni che raccontano la difficile vita di contadini e operai, le lotte per la libertá e la dignitá di un popolo che in quegli anni, dopo decenni di oppressione, stava rialzando la testa.

 Balli Tradizionali

Il corteo 

Il feretro tra la folla 

La scuola di teatro dell'Università del Cile saluta il suo maestro

 
Anche Acuarela - derechos humanos a todo color vuole omaggiare il grande cantautore cileno proponendo a tutti i suoi ascoltatori alcuni dei suoi capolavori.
 
Riportiamo, inoltre, l’ultima poesia scritta da Victor durante la sua prigionia, poche ore prima di essere assassinato. Il testo é giunto fino a noi grazie ai suoi compagni di cella, ognuno dei quali ne ha imparato a memoria un pezzo.

  Javi e Sole

 

¡Canto que mal me sales
cuando tengo que cantar espanto!
Espanto como el que vivo
como el que muero, espanto,
de verme entre tantos y tantos
momentos del infinito
en que el silencio y el grito
son las metas de este canto.
Lo que veo nunca vi.
Lo que he sentido y lo que siento
hará brotar el momento...

Canto, come mi vieni male
quando devo cantare la paura!
Paura come quella che vivo,
come quella che muoio, paura.
di vedermi fra tanti, tanti
momenti dell'infinito
in cui il silenzio e il grido
sono le mete di questo canto.
Quello che vedo non l'ho mai visto.
Ciò che ho sentito e che sento
farà sbocciare il momento...

Javi e Sole

Questa trasmissione speciale dedicata a Victor Jara ha visto il debutto in radio di Javiera (Javi) e Estefany (Sole) che non si sono limitate a raccontarci le attivitá che svolgono all’Acuarela -  in particolare la marcia per commemorare i 20 anni dall’approvazione della Convenzione Internazionale dei diritti dei bambini -  ma hanno dimostrato a tutti di essere delle ottime cantanti. Sole e Javi, infatti, hanno partecipato ad un laboratorio “musicale” nel corso del quale hanno contribuito alla stesura di un brano hip hop di denuncia che hanno cantato in diretta e in esclusiva per Radio Siglo XXI!

Ecco il testo:

Ojo los adultos que nos vienen a explotar su deber es trabajar, y el de nosotros estudiar,

Vamos amigo súmate a esta unión y sigamos todos juntos contra la explotación, explotación, explotación, explotación, explotación.

Mamá, papá mi derecho es estudiar y tu solo me obligas a ir a trabajar basta de abusos y de la explotación quiero recrearme tal y como soy, como soy, como soy como soy como soy!!

Occhio agli adulti che ci vengono a sfruttare, il loro dovere é lavorare, e il nostro é studiare,

Dai amico unisciti a questo gruppo e continuiamo tutti insieme a lottare contro lo sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento, sfruttamento,

Mamma, Papá ho diritto di studiare e tu invece mi obblighi ad andare a lavorare, basta agli abusi e allo sfruttamento, voglio divertirmi cosí come sono, come sono, come sono, come sono!!!!

Javi

Sole