Acuarela, il Blog

Quotidianitá

Scritto da: Utenti Vari

Questo utente ha pubblicato 211 articoli.

Autore: Irene Antonietti

AUTUNNO SEGRETO

Quando le amate parole quotidiane
perdono il loro senso
e non si puo' nominare nè il pane,
nè l'acqua, nè la finestra
e la tristezza e' come un anello perso sotto la neve
e il ricordo una falsa speranza da mendicante,
e ci sembra falso ogni dialogo che non sia
con la nostra desolata immagine,
possiamo pero' tornare a guardare le stampe consumate
nel libro del fratello minore,
possiamo tornare a salutare i piatti e le tovaglie apparecchiate sopra il
tavolo,
e vedere che nella vecchia credenza conservano la loro allegria
il liquore di ciliege che preparò la nonna
e le mele nascoste a riposare.

Quando la forma degli alberi
non è altro che il lieve ricordo,
come una bugia inventata dalla oscura memoria dell'autunno,
e i giorni tengono la confusione
della soffitta dove nessuno vuole entrare
e il crudele biancore dell'eternità
fa si che la luce fugga da se stessa,
qualcosa ci ricorda la verità
che amiamo prima di conoscere:
i rami scricchiolano lentamente,
il granaio sogna un'altra volta con il sole,
accendiamo per la festa
i pallidi candelabri del salotto polveroso
e il silenzio ci rivela il segreto
che non volevamo ascoltare.

Jorge Teillier

 

OTOÑO SECRETO

Cuando las amadas palabras cotidianas
pierden su sentido
y no se puede nombrar ni el pan,
ni el agua, ni la ventana,
y la tristeza ha sido un anillo perdido bajo nieve,
y el recuerdo una falsa esperanza de mendigo,
y ha sido falso todo diálogo que no sea
con nuestra desolada imagen,
aún se miran las destrozadas estampas
en el libro del hermano menor,
es bueno saludar los platos y el mantel puestos sobre la mesa,
y ver que en el viejo armario conservan su alegría
el licor de guindas que preparó la abuela
y las manzanas puestas a guardar.

Cuando la forma de los árboles
ya no es sino el leve recuerdo de su forma,
una mentira inventada por la turbia
memoria del otoño,
y los días tienen la confusión
del desván a donde nadie sube
y la cruel blancura de la eternidad
hace que la luz huya de sí misma,
algo nos recuerda la verdad
que amamos antes de conocer:
las ramas se quiebran levemente,
el palomar se llena de aleteos,
el granero sueña otra vez con el sol,
encendemos para la fiesta
los pálidos candelabros del salón polvoriento
y el silencio nos revela el secreto
que no queríamos escuchar.

Jorge Teillier

 

 Cij acuarela actividades promocionales

Vivire un terremoto, come quello che ha fatto tremare il Cile lo scorso 27 febbraio  segna un punto indelebile nella vita delle persone.  C'è un prima e c'è un dopo. Ovviamente il dolore di chi ha perso amici, parenti, case è imparagonabile a ciò che sente chi, come me, non ha che un paio di tazze rotte, una librería caduta, un po' di disordine (dentro e fuori a uno stesso).

Però credo che sia inevitabile confrontarsi con la sensazione di precarietà, con la forza di una natura a cui solo ci si può abbandonare, e questo chissà  ci fa sentire come nella poesia di Teillier, incapaci di ritornare alla  quotidianità, che ci sembra spogliata anche dal profumo del pane.
Si resta lì, un po' sospesi, un po' impauriti, muovendo passi però senza troppa convinzione.
Chissà in questi momenti davvero si tratta di ritornare alle cose piccole, a quelle che apparentemente non hanno significato, ma che sono briciole impareggiabili di vita....nel fondo, come dice la poesia, tornare a credere nella tavola apparecchiata.....
Personalmente sento che per me, che da due anni ho scelto di vivere in questa terra così distante dalle persone che amo, questo momento è un invito a ritrovarmi, a ritrovare  le motivazioni di una scelta che sembrano essersi nascoste e cercare le candele per illuminare, un' altra volta, il cammino.

Per questo, con Alessandro, siamo andati a scovare una vecchia trasmissione della radio. Ci siamo messi ad ascoltarla. C'è Edoardo che ride, Ninoska che parla dei diritti dei bambini. Ci sono le parole snocciolate in un castigliano quanto mai precario, ci siamo noi, in un ricordo che prende voce, che scalda, che chissà ci  indica  dove ritrovare quel prima che oggi ci sembra così distante.