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LABORATORIO DI TEATRO “MONDO URBANO”

Scritto da: serena

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Da 3 anni l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, presente in Cile da più di 10 anni, ha deciso di sviluppare, in collaborazione con il PPC (Programma di Prevenzione Comunitaria) “Acuarela”, un progetto (di intervento) teatrale con adolescenti del “Comuna” della Pintana.
Questo lavoro ha ricevuto il supporto economico e amministrativo del progetto “Go’el Italia” che lavora in diversi paesi del mondo dove si vivono situazioni di guerra e violenza, sviluppando attività di promozione e difesa dei diritti umani. Anche se il Cile non è un paese apertamente in guerra, è ancora uno dei tanti stati nel mondo dove la violenza è naturalizzata come unica forma di risoluzione dei conflitti e dove le prime vittime di questo sistema violento sono i bambini e i giovani. Per queste ragioni si è deciso di iniziare un laboratorio di teatro con l’idea di generare uno spazio creativo, ludico e partecipativo in grado di contribuire allo sviluppo personale, sociale e culturale di un gruppo di adolescenti della Comuna. Quest’esperienza si è realizzata e si realizza insieme all’équipe di professionisti del PPC Acuarela che mira a prevenire violazioni dei diritti infantili - giovanili (insieme alle famiglie e ad altri attori comunitari) favorendo la conoscenza da parte loro della Convenzione Internazionale sui diritti del Bambino e la formazione di gruppi di bambini e giovani promotori dei loro diritti. 

In questo senso il teatro, nella sua doppia dimensione di processo di gruppo e di sviluppo personale, si presenta come una forma di intervento capace di stimolare la creatività e il protagonismo giovanile. In prima istanza il teatro non può esistere senza un gruppo. E’ impossibile immaginare un montaggio senza la coesione e la coordinazione di un gruppo che deve apprendere a lavorare e costruire insieme, ascoltando e rispettando i tempi di ognuno. Se da un lato il teatro chiede un progettarsi che vada più in là delle singole  individualità, allo stesso tempo e’ di questa individualità che si nutre, perché l’interpretazione teatrale chiede a ognuno di lavorare con le proprie potenzialità, paure e limiti.

Da questo lavoro di ricerca, nel quale i ragazzi sono stati accompagnati da Cristian Castro, attore di teatro, sono nate tre opere teatrali: “Mondo freddo” nell’anno 2007, “Lapsus” nell’anno 2008 e “La vita in sette capitoli” nell’anno 2009. Tutte le opere realizzate fino a questo momento sono state il frutto di un processo di creazione collettiva insieme ai giovani che hanno partecipato al laboratorio e parlano della violenza quotidiana, piccola, domestica, fatta di indifferenza, silenzi, incomunicabilità, colpi e grida. Una violenza che i ragazzi conoscono, vivono, sperimentano sulla loro pelle.
Quest’anno il laboratorio Mondo Urbano 2010 si propone una nuova sfida, suggerita dalla voce degli stessi giovani che hanno partecipato al laboratorio 2009: dare vita ad un montaggio comico.
Il lavoro si concentrerà sulla figura del clown. Il clown è il recupero dell’innocenza e la situazione di comicità bianca, che passa attraverso una ricerca interiore degli aspetti più ridicoli che ognuno possiede nella sua intimità. Il clown non è un personaggio pensato o costruito (armato). Già esiste, bisogna solo permettere che venga alla luce attraverso il gioco, senza giudicarsi, senza criticarsi, senza interpretarsi.  I ragazzi stanno facendo un ottimo lavoro mettendoci impegno e anima, sono sicura che riusciranno a creare qualcosa di veramente fantastico.