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Giornata del Bambino = Consumismo Infantile

Scritto da: serena

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Per il Cile, agosto, è il mese dei Bambini. Addirittura la seconda domenica è la loro giornata, la loro festa dove possono chiedere qualsiasi cosa e comportarsi malissimo. Questa data, più che per i bambini è la data in cui la gente approfitta per vendere più giochi, più hamburger con l’unico scopo di attirare l’attenzione dei più piccoli della casa. Tutto l’anno i media fanno una pressione serrata sui poveri ragazzini per intensificare le vendite.
Gli adulti cercano di soddisfare i bambini in tutto e per tutto comprando ciò che loro chiedono e dimenticandosi che potrebbero insegnare ai loro figli ad essere consumatori intelligenti. La società moderna è riuscita a creare eccellenti consumatori, non diffondendo l’intelligenza con la quale spendere i soldi, bensì con la miopia con la quale si sprecano i risparmi in un sacco di cose che non servono a niente e che non hanno altra funzione, che sopperire alle carenze proprie e collettive; nonché cercano di placare le ansie di una società nella quale ogni giorno passeggiano grossolanamente le differenze sociali e lo spreco delle risorse.
Ora, tutti sanno e riconoscono che per diventare un buon consumatore bisogna essere educati fin da piccoli. Vale, quindi, la pena riflettere sui genitori o adulti che incentivano nei loro figli lo spreco smisurato, anche quando sono totalmente coscienti del danno che stanno procurando, in quanto loro stessi sono vittime del consumismo. Si crea così un circolo vizioso nel quale l’adulto si converte da vittima a carnefice, ripetendo quelle pratiche poco salutari per la formazione del bambino e per il portafoglio.
In questa riflessione dobbiamo anche dare spazio alle “campagne subliminari”, dove vende di più chi è più diretto e frontale, insomma chi ha una pubblicità più attrattiva. I bambini sono le vittime, tanto della pratica consumistica dei genitori che delle imprese che vogliono semplicemente vendere senza un briciolo di coscienza sociale.
Lo scrittore Eduardo Galeano ha saputo analizzare la società moderna  nella sua opera “ Le vene aperte dell’America Latina” scrivendo:
“La città fa diventare più poveri i poveri, perché gli espone ad un esempio di ricchezza alla quale non avranno mai accesso. (…) Giorno dopo giorno si nega ai bambini il diritto di essere bambini. I fatti impartiscono i loro insegnamenti nella vita quotidiana. Il mondo tratta i bambini ricchi come denaro, affinché si abituino ad agire come tale. Il mondo tratta i bambini poveri come immondizia così che diventino immondizia. E per quelli nel medio, i bambini che non sono né ricchi né poveri, li tiene incollati alle gambe del televisore, così che accettino fin da subito il loro destino: quello di essere prigionieri della propria vita.
Molta magia e fortuna hanno i bambini che riescono a vivere come tali.“
La giornata del bambino è stata decretata dalle Organizzazioni Mondiali delle Nazioni Unite (ONU) nel 1954 con lo scopo di promuovere annualmente una giornata dedicata alla fraternità e conoscenza per i bambini, perché il McDonald non trasmette i valori che muovono il benessere della società e neppure l’album di figurine dei super eroi o le serie tv per adolescenti preoccupati per la moda e il blackberry.  Tutte queste cose tengono, invece, il segno di molte delle nostre mancanze e sofferenze. Rappresentano una guida di consumo infantile che prepara i più piccoli allo spreco e non al risparmio, al capriccio e non all’umiltà.