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IL BULLISMO

Scritto da: Guerra

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La puntata di questa settimana ha visto il felice ritorno di Alessandro alla conduzione del programma in supporto di Estefani e Camila.

La puntata ha trattato tra le altre cose il bullismo nelle scuole, fenomeno che qui a Santiago e’ molto diffuso tanto che, da uno studio realizzato dalla Comisión de Educación cilena il 32% degli studenti di Santiago é stata ed é vittima di bullismo. Un ragazzo su tre.

La violenza che si esprime tra i ragazzi, senza distinzione di sesso, avviene sempre nei confronti dei soggetti piú deboli e si realizza sia attraverso molestie fisiche che psicologiche. Molto spesso questo tipo di violenza porta la vittima a emarginarsi, a smettere di frequentare la scuola e ad allontanarsi da tutti con ripercussioni molto forti sulla sua vita sociale e sulla sua crescita.

Il dato numerico che emerge da questa recerca é impressionante e evidenzia nuovamente il problema della qualitá della educazione qui a Santiago ed in tutto il Chile.


Durante la riunione di preparazione della trasmissione é stato molto interessante ció che é emerso dalle ragazze. La loro posizione, pur essendo di piena condanna nei confronti di questa pratica, dava un ampio spazio di perdono ai ragazzi che praticano il bullismo. Come hanno detto loro, se un ragazzo cresce in una famiglia dove gli atti di violenza sono all’ordine del giorno, trovará normale applicare la stessa modalitá in tutte le sue relazioni sociali.

Questo a mio avviso é un ragionamento molto intelligente, che richiede una capacitá di analisi che mi ha piacevolmente colpito.


In tutto questo si riaffaccia in modo molto forte il tema dell’importanza dell’educazione nella scuola. Educazione di fondamentale importanza per lo sviluppo non solo culturale ma anche sociale di un giovane. La scuola é uno dei luoghi dove un ragazzo, al di fuori della famiglia, per la prima volta impara a relazionarsi con gli altri. Se la scuola non é nelle condizioni di fornire una buona offerta formativa ed educativa i fenomeni come il bullismo si amplificano.

La scuola quindi deve essere in grado di relazionarsi con i giovani e trasmettere dei principi di rispetto e uguaglianza che siano parte fondante della formazione del ragazzo.

Classi con 40 studenti e professori costantemente sottostimati non aiutano di certo alla realizzazione di questo. Mi riferisco naturalmete alla scuola pubblica, scuola normalmente frequentata dai ragazzi che vengono dalle classi piú povere che tra l’altro, sono le classi dove maggiormente si registrano casi di violenza famigliare. Proprio per questo, questi sono i ragazzi che andrebbero maggiormente seguiti e che per l’ennesima volta sono invece trascurati.


Buon ascolto