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ALTERNATIVE A HIDROAYSÉN

Scritto da: Guerra

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Questa settimana il tema di HidroAysén é stato trattato nuovamente in trasmissione.

Marcelo ha intervistato Juan Pablo Varga, biologo e attivista contro il progetto della mega centrale idroelettrica.
Al fine di evidenziare come le posizioni di protesta contro questo progetto non siano di pura opposizione ma prevedono delle proposte concrete, questa settimana traduco e riporto un articolo del Ciudadano, uno dei mensili cileni di informazione libera, che tratta il tema della produzione elettrica attreaverso delle Mini centrali idroelettiche che conciliano i vantaggi di questo tipo di produzione, come l’assenza di scorie o fumi nocivi, con il rispetto dell’ambiente e dei cittadini senza dimenticare il l’aspetto economico.

I VANTAGGI DELLE MINI CENTRALI IDROELETTRICHE

(PER IL CIUDADANO MÉLISSA QUILLIER)

A differenza del megaprogetto idroelettrico di HidroAysén le mini centrali idroelettriche sono un alternativa economica e con minimo impatto ambientale per la comunità. Inoltre, permettono di controllare le risorse energetiche senza costi maggiori per la trasmissione.

La legge cilena definisce le mini centrali idroelettriche quelle che generano un livello di energia minore ai 20 mega watts con una diga di altezza massima di 15 metri

Questo tipo di produzione elettrica gia’ si realizza nella regione di Aysén, dove la mini centrale idroelettrica é di proprietá della municipalitá. Cosí, gli abitanti del Comune non pagano l’energia. Pare chiaro che questa é un'eccezione al modello attuale cileno in cui le aziende energetiche hanno aumentato il valore delle loro azioni dopo decenni in cui hanno fatto pagare ai cittadini piú del valore reale dell’energia consumata.

La discussione rispetto alla politica energetica da parte dei mass media infatti ha omesso completamente il grado di centralizzazione delle imprese elettriche in Cile. La mini centrale idroelettrica offre un cammino radicalmente diverso e democratico per lo sviluppo del progetto energetico, piú vicino alle comunitá che consumeranno questa energia.

Questo tipo di centrale non ha niente a che vedere con la gigantesca idroelettrica. “E’ un’equazione abbastanza semplice: Piú grande é il progetto, piú impatto genera. E’ un principio di scala, esistono alcune eccezioni ma questa é la regola”, spiega Juan Pablo Orrego, presidente della ONG Ecosistemas e coordinatore internacional del Consejo de Defensa de la Patagonia. La centrale con grande serbatoio idrico genera un impatto sociale devastante. E’ il caso delle centrali, come quelle costruite nell’alto Bío-Bío, Pangue e Ralco con dighe alte tra i 100 e i 120 metri, che causano la morte della vita biologia dei fiumi, della catena alimentare, dell’ecosistema che inoltre alimenta le coste del fiume. Cosí un serbatoio idrico puó intaccare la catena trofica a distanza di cento chilometri.

MINORI COSTI
Miguel Márquez, docente, ricercatore e direttore ejecutivo Energía Inteligente Ltda, mette in evidenza il fatto che le mini centrali idroelettriche “sono meno vulnerabili, tendono ad abbassare i prezzi, sono più accessibile, provocano un minore impatto ambientale e hanno una migliore gestione delle capacità di della distribuzione dell’energia elettrica

A differenza del modello attuale, la mini centrale idroelettrica non sono piú care e meno efficenti delle grandi. Il presidente di Acera (Asociación Chilena de Energías Renovables), Rolf Fiebig, precisó che “Il costo dell’installazione di una mini centrale di prima qualitá oscilla tra i 2500 e i 3 milioni di dollari per megawatt. Le grandi centrali sono piú economiche ma hanno bisogno di un periodo tra i 6 e i 10 anni per iniziare a funzionare dall’inizio dei lavori, mentre le mini centrali sono operative in 2 anni. C'è un recupero dei costi di investimento piú rapido nel tempo con le mini centrali perché iniziano a lavorare prima ed il denaro arriva dopo due anni.”

PIU’ EFFICENZA E MENO SPRECHI

Un progetto di produzione elettrica diffusa inoltre permette una “migliore distribuzione dell’energia”. Il vantaggio delle mini centrali é che possono servire i consumatori che stanno nelle vicinanze dell’impiato: vi é cosí una minor dispersione di energia nella trasmissione. Se si deve trasportare l’energia per molte miglia per arrivare al consumatore molta energia viene sprecata. Il progetto di Hidroaysén richiede per porteare l’energia dalla Patagonia alla zona centrale del paese, dove vi é maggior consumo, una linea di trasmissione di 2500 Km.

Inoltre il presidente di Acera sottolinea che le mini centrali diffuse possono risolvere un ulteriore problema. Se queste centrali potessero disconnettersi dalla rete centrale, in caso di calamitá naturale o emergenza provocata da un incidente, non ci sarebbe una perdita dell’energia. Per esempio, dopo il terremoto dello scorso anno buona parte del páe

se si trovó senza luce; se ci fosse stato un sistema di produzione diffusa dell’energia si sarebbe potuto disconnettere dalla rete la sola parte danneggiata dal terremoto e il resto del paese avrebbe comunque avuto l’energia elettrica che necessitava.