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VOCE AI RAGAZZI – LA PROTESTA DEGLI STUDENTI

Scritto da: Guerra

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La trasmissione di questa settimana tratta e approfondisce il tema delle votazioni svoltesi nella Comuna de La Pintana ed in tutto il resto del Cile denominate Mi Opinión Cuenta che come giá evidenziato nel precedente post da la possibilitá ai bambini e ragazzi di comunicare ai governanti quali sono i diritti che nel loro territorio non vengono rispettati.

In particolare la trasmissione ha visto la partecipazione di Miguel Alfaro dell’OPD (Oficina de Proteccion de Derechos) de La Pintana che, intervistato da Escarlet, ha spiegato le motivazioni di queste votazioni e la loro importanza.

In questo momento l’opinione dei ragazzi qui a Santiago si sente piú forte che mai. Proprio in queste settimane stiamo assistendo ad una massiccia mobilitazione degli studenti medi ed universitari che stanno chiedendo al governo un cambiamento radicale del sistema scolastico che allo stato attuale é quasi completamente in mano ai privati che lucrano sull’educazione permettendo l’accesso ad una scuola di qualitá esclusivamente a chi si puó permettere di pagarla.

Sempre nel merito di dar voce ai ragazzi, rispetto a questo tema riporto l’intervista fatta a Guillermo Gonzalez (17 anni) Presidente del Centro de Alumno del Colegio Mariano la Torre (la Pintana):

Cosa stanno chiedendo gli studenti al governo rispetto al tema dell’educazione pubblica?

Gli studenti stanno chiedendo che si cambi la costituzione che fu scritta durante la dittatura militare. Una costituzione che non rappresenta il popolo perché fu imposta in un clima di terrore, dove erano pochi quelli che si compromettevano nel protestare il loro dissenso rischiando la morte. Questa costituzione garantisce la libera impresa nel campo dell’educazione ma al contempo non assicura la qualitá dell’insegnamento. Assicura solamente che chiunque abbia terminato le superiori e abbia le capacitá economiche possa aprire una scuola e guadagnare con l’istruzione.

Questo lo troviamo profundamente ingiusto.

Dopo una settimana di sciopero quali sono state le risposte del governo?

Il signor ministro (Lavín), tra di noi detto il carissimo ministro, ha conversato e si é esposto con gli studenti universitari pensando che in questo modo il movimento degli studenti si sarebbe fermato. Noi (studenti delle superiori) pensiamo che gli universitari debbano analizzare bene le proposte del ministro, perché sappiamo che sempre é presente una trappola. Noi dobbiamo fare lo stesso affinche la proposta sia realmente nella direzione di una educazione pubblica e di qualitá

Per quanto tempo si pensa di proseguire con la protesta?

Siamo perfectamente coscenti del fatto che si sta chiedendo un cambiamento di largo respiro e sappiamo che per ottenerlo possiamo stare in occupazione per un intero anno, peró il nostro principale “nemico”, dopo il governo, é la stanchezza e la routin che puó debilitare il movimento. Inoltre sappiamo che il governo non intende ascoltarci anche perché gli stessi membri di governo guadagnano con l’educazione. Lo stesso ministro Lavín ha ricevuto utili dall’Universidad del Desarrollo, una universitá privata, quindi: cosa si puó sperare da un ministro dell’educazione al quale stiamo dicendo che l’educazione non puó avere fine di lucro, quando lui é il primo che si approfitta di questo? Crediamo che non dovrebbe essere ministro se guadagna soldi con l’educazione. É come qualcosa di logico. Bisogna combatiere perché non avvenga piú.

Come pensate di far sentire la vostra voce?

Noi siamo una scuola di periferia e per questo non abbiamo tanto peso, peró siamo altrettanto importanti per la protesta. Quindi quello che cerchiamo di fare é il generare un movimento sociale ne La Pintana, al fine che la gente sia informata e che si schieri realmente per l’educazione. Sappiamo che gli studenti delle scuole del centro hanno piú opportunitá perché sono piú riconosciuti, sono i primi che partecipano alle manifestazioni e hanno piú possibilitá di essere ascoltati. Peró noi, assieme all’Universitá del Cile che ha una sede qui ne La Pintana, dobbiamo fare un lavoro sociale nel nostro comune per sensibilizzare la gente e generare la coscienza di una migliore educazione per tutti.