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LA MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI E IL LUCRO NELL’EDUCAZIONE

Scritto da: Guerra

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Questa settimana in radio Wilyam ha intervistato Guillermo Gonzalez, Presidente del Centro de Alumno del Colegio Mariano la Torre (la Pintana), scuola superiore attualmente occupata dagli studenti che stanno chiedendo al governo una riforma sostanziale dell’istruzione cilena. Guillermo, come portavoce del suo istituto superiore si fa voce anche del suo e di tutti i comuni periferici di Santiago dai quali far uscire le proprie istanze é ancora piú difficile.
Questa settimana vorrei condividere questa analisi di César Cruzat Guerrero, Professore di Storia e Geografia di Santiago, rispetto alla situazione attuale della scuola in Cile e piú in generale sulla situazione sociale di questo paese.
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Rispetto al problema che sta affrontando oggi l’educazione e la grande mobilitazione degli studenti che in questi giorni si sta realizzando in Cile, non é possibile definire in modo isolato un punto di inizio o un fattore determinante, peró é possibile evidenziare un concetto ampio e complesso, che si puó considerare come elemento centrale scatente del conflitto, questo concetto é il Lucro.

cartello

Sappiamo bene che nella storia del Cile, l’educazione non é sempre stato un elemento centrale di preocupazione, (se fosse stato cosí attualmente non affronteremo il problema in questione), peró é importante dire che giá nel governo di Pedro Aguirre Cerda (dal 1938 al 1944) il tema dell’educazione comincia ad acquisire importanza perché considerata come il punto centrale della crescita e dello sviluppo di una nazione. La differenza é che in questi anni il concetto di Lucro nell’educazione non esisteva, si considerava un compito dello stato e se esistevano istituzioni private con che si occupavano di educazione, queste erano principalmente organizzazioni religiose senza fine di lucro.

Il punto di rottura di questa politica educativa si attua negli anni oscuri della dictatura, quando, negli anni 80, nasce il concetto di lucro nell’educazione in Cile. La dittatura di Pinochet imponendo un modello neoliberale nell’economia, attraverso i “Chicago Boys”, ed é in questo decennio che la consegunte riforma dell’educazione porta alla municipalizzazione dell’educazione e all’ ingresso nel sistema scolastico di istituzioni con fine di lucro, dove la logica della libera impresa e della competitivitá comincia ad essere predominante. Da questo momento l’educazione viene concepita come un altro mercato, al pari della salute o del sistema pensionistico.
se vendeÉ la spinta neoliberale che alimenta la tesi della santificazione del Lucro come motore dello sviluppo, dell’efficenza, dell’innovazione, dell’aumento di produttivitá. Il problema di questa logica é che, come accade per tutti i beni di consumo, l’educazione non é piú un diritto, diventa un privilegio destinato solo a chi puó permetterselo economicamente, dando vita ad un circolo vizioso che provoca la replica costante delle classi sociali, impedendo la mobilitá all’interno dell’attuale piramide sociale cilena, facendo sprofondare la societá in una immobilitá frustrante dove i ricchi sono sempre piú ricchi ed i poveri sempre piú poveri.Non c'è dubbio che questa logica ha generato questo disagio sociale, in cui il popolo insoddisfatto e oppresso nel suo ruolo sociale comincia a scuotersi dalla sonnolenza ereditata dalla dittatura e si fa protagonista nella lotta per un futuro migliore. Per ora dobbiamo sperare che questo movimento sociale prenda forza e sia capace di canalizzare il malcontento generale e di generare le riforme opportune, senza essere sedotta dal potere, cosí da realizzare alla fine una vera e propria statalizzazione dell’educazione, per cominciare a costruire una societá migliore e igualitaria.

César Cruzat Guerrero

Professore di Storia e Geografia