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La rivoluzione degli studenti Chileni

Scritto da: Guerra

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Questa settimana credo sia opportuno proseguire sul tema dell’educazione in Chile. La mobilitazione non si ferma nonostante siano passati piú di 4 mesi e la stragrande maggioranza degli studenti medi ed universitari perderá l’anno scolastico. Mi permetto di riportare una mia analisi della situazione cilena, sperando di dare un po’ di chiarezza rispetto a quelle che sono le motivazioni che spingono a questa lotta, ovviamente dal mio personale punto di vista.

Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione in Termini (Salvador Allende)

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La Rivoluzione degli studenti cileni

Da piú di 4 mesi gli studenti cileni stanno scioperando ed occupando scuole e università per chiedere al governo una riforma radicale del sistema scolastico cileno. Quello che chiedono è che l'istruzione sia gratuita e di qualità per tutti e di impedire che i privati applichino un sistema lucrativo nell'educazione.
Negli ultimi 4 mesi si sono viste manifestazioni praticamente settimanali che hanno portato in piazza una quantità sempre maggiore di partecipanti.
 
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Marcha 9 de agosto


Quello che sta vivendo il Chile in questo momento peró è molto di più di una protesta per il diritto all'istruzione; è la presa di coscienza di una nazione rispetto alla sua situazione sociale, economica e di diritto. Il diritto all'istruzione si traduce nella denuncia di un popolo contro un intero sistema costruito allo scopo di mantenere ben nette le differenze economiche e sociali tra le classi. 

Come ha dichiarato Camila Vallejo, presidente della Confederazione degli Studenti dell’Università del Cile, “Le richieste rispetto al tema educativo puntano alla costruzione di un paese con un orientamento differente. Un paese libero, giusto, con maggiore democrazia e uguaglianza. E per raggiungere questo orizzonte, abbiamo bisogno di una educazione di qualità per tutti”.
La generazione che sta portando avanti questa lotta è quella nata al fine della dittatura militare, la generazione a cui la dittatura non è riuscita a instillare la paura delle proprie idee, una generazione che vuole finalmente rivoluzionare il proprio paese e che vuole farlo rivoluzionando anche il modo di manifestare mettendo in campo fantasia e creatività. Balli di gruppo davanti alla Moneda (palazzo del governo) e una maratona podistica di 1800 ore non stop nel centro di Santiago (1800 come i milioni di dollari necessari a coprire i costi per garantire l'istruzione a 300.000 cileni) sono solo alcuni degli esempi di creatività messa in atto per contrastare un sistema che troppe volte ha risposto con violenza. Violenza che i governanti mettono in atto sistematicamente non solo attraverso la repressione della polizia, ma anche attraverso una mancanza costante di risposte alle richieste degli studenti. Si chiede un cambio radicale del sistema educativo e il governo propone la riduzione del tasso di interesse sui prestiti per pagare le rette universitarie, risposte che di fatto non affrontano il problema alla radice. E la radice di questo problema è che per studiare all'università, il costo medio mensile è di $ 250.000, in un paese dove lo stipendio minimo (molto diffuso) è di $ 172.000 mensuale. Lo studio universitario è quindi un privilegio e non un diritto e chi vuole accedere all'università, se non fa parte di quel 20% della popolazione cilena che detiene 80% della ricchezza del paese, deve indebitasi con le banche dando vita ad un' intera generazione indebitata per almeno 20 anni ancora prima di entrare nel mondo del lavoro.
Quello che realmente sento è che dall'esasperazione di un popolo che non vede riconosciuti i propri diritti, sta nascendo la forza di modificare le sorti di un intero paese dove le persone siano più importanti dei soldi.
 
PROVA
Abuelos en Marcha
 
Mi sento onorato a manifestare con loro e quando sono in piazza qui a Santiago sento sempre di manifestare anche per l’educazione del mio paese dove sembra che la direzione che si stia prendendo sia la stessa presa dal Chile (sotto la dittatura militare di Pinochet) piú di 30 anni fa e che ora si sta tentando di cambiare.