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La notte delle pentole e dei cucchiai di legno (contro i gas lacrimogeni)

Scritto da: Utenti Vari

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Autore: Irene Antonietti
 
Piccolo racconto di Irene Antonietti su quanto successe e sta succedeno in Cile con il movimento studentesco che chiede una educazione pubblica, gratuita e di qualitá...

Doveva essere un giovedi qualsiasi, come mille altri giovedí sul calendario pero’ no. Giovedí 4 Agosto non e’ stato un giorno come gli altri per il Cile.

Ci siamo svegliati sapendo che nuovamente, come accade ormai settimanalmente, gli studenti avevano decisio di manifestare per l’Alameda (la Strada principale del Centro di Santiago) anche senza aver ottenuto l’autorizzazione dell’Intendenza municipale.

Sono stanchi ma ancora in piedi questi studenti che, come ha scritto Eduardo Galeano, mentre lottano per l’educazione stanno educando a ognuno di noi. Sono ancora lí nonostante i mesi di lotte, di occupazione, di manifestazioni, di repressione per chiedere che il Governo ponga le prime pietre per i cambi legislativi e costituzionali necessari per garantire che il Cile possa costruire nel futuro (ma incominciando dal presente) una educazione pubblica, di qualitá che smetta di essere nelle mani degli interessi economici dei privati.

Non si accontentano delle risposte vaghe.... dei ma, dei se e dei pero’. Vogliono chiarezza e affidabilitá e chiedeno un plebiscito popolare perché il popolo si esprima.

Per queste e mille altre ragioni nuevamente si erano dati appuntamento in Piazza Italia.....ma non sono nemmeno riusciti ad arrivare nella piazza perché le forze dell’ordine hanno incominciato a disperdere i gruppi che arrivavano armati di bandiere e cartelli con i carri lancia acqua e i gas lacrimogeni. Una repressione il cui unico effetto e’ stato scatenare una battaglia campale, che si e’ sparsa a macchia d’olio in tutta la metropoli. Pietre e bastoni contro i blindati della polizia. Scene che in Cile si ripetono ad ogni manifestazione ma che questa volta hanno messo in mostra una violenza estrema, che si e’ protratta per tutto il giorno fino al calare della notte. Nelle strade del centro, come della periferia si sono allora accesi i fuochi e costruite le barricate, mentre le strade erano presidate da carabinieri a cavallo e da elicotteri nel cielo. Uno scenario che a molti cileni ha ricordato con timore le notti oscure della dittatura. quelle del coprifuoco, delle candele accese per i tagli della luce, quelle dove l’odore di lacrimogeno impregnava le strade.

 

E poi d’imporvviso alle 20.30 si sono incomnciate a sentire le pentole suonare. La cittá e’ stata invasa da un cacerolazo (forma di protestare tipica latinoamericana con pentole, coperchi e cucchiai di legno) comenon si vedeva da anni. Migliaia di pentole sono apparse alle finestre, nelle strade, nei quartieri ricchi come in quelli poveri. Migliaia di pentole, che hanno suonato piu’ forte delle sirene dei carabinieri, piu’ forte delle botte e degli arresti. Migliaia di pentole come grido di disapprovazione per quello che stava accadendo e ricordando agli studenti che non erano soli.

Il bilancio della notte e’ stato di 552 persone arrestate, 29 carabinieri feriti (solo 2 giovani secondo le cifre ufficiali che sembrano non contare le intossicazioni o le manganellate....).

Alla mattina si potevano vedere nelle strade le ferite della battaglia notturna, come i segni tangibili che quello che avevamo vissuto non era irreale.

I giorni sucessivi sono trascorsi in una calma apparente tra le dichiarazioni del governo (che non e’ disposto a cedere) e quelle dei rappresentanti degli studenti (univeristari, delle scuole superiori e professori) che chiedono credibilitá e risposte piu’ concrete di quelle date finora. Ricordo che il Ministro dell’educazione aveva presentato il lunedí anteriore alla manifestazione una proposta di 21 punti su cui lavorare, proposta che e’ stata unimamente rifiutata da studenti e professori perché non contempla cambi strutturali al sistema educativo e propone paliativi, che secono la maggioranza delle persone nascondono le radici del problema.

Domenica una nuova marcha ha attraversato pacíficamente le strade del centro e per domani e’ previsto uno sciopero nazionale.

Non ci resta che prendere di nuovo in mano le pentole e i cucchiai di legno.... 

Un link dove potete vedere immagini di quanto e’ accaduto.

http://www.youtube.com/watch?v=y43eP_LEn0w