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 Go'el - Chile

 

IL TEATRO A LA PINTANA

Scritto da: Guerra

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Questa settimana in radio si é parlato delle varie attivitá teatrali del PPS Acuarela.

Per questo mi sembra buona cosa reportare una breve presentazione del Corso di Teatro che anche quest’anno si sta svolgendo con i ragazzi nella collaborazione tra il Progetto Go’El e l’Acuarela.

 

L’obiettivo principale del  laboratorio è la creazione di uno spazio creativo, ludico e partecipativo che possa contribuire allo sviluppo personale, sociale e culturale di un gruppo di adolescenti nel quartiere della Pintana.  Il  teatro  è un prezioso strumento di intervento perché permette di lavorare in due dimensioni. Da un lato il teatro incentiva  in ciascun attore un lavoro personale (lavorare con le paure, le potenzialità, i limiti)  e al tempo stesso  si proietta oltre le singole individualità   lavorando ad un obiettivo comune (la creazione di un' opera di teatro, che richiede cooperazione, rispetto, ascolto).

Da questo lavoro di ricerca, nel quale i partecipanti al laboratorio (“taller”) sono stati accompagnati da Cristian Castro (attore di teatro) e dai Caschi Bianchi in Servizio Civile all’estero, sono state create tre opere di teatro: “Mundo Frio” nel 2006, “Lapsus” nel 2008 e “La vida en 7 capitulos” nel 2009.

 

Tutte le opere, realizzate nel corso degli anni, sono pensate e inventate in forma collettiva con gli adolescenti e parlano di una violenza quotidiana, piccola, domestica, fatta di indifferenza, silenzi, incomunicabilità, pugni, grida. Una violenza che i giovani conoscono, vivono e sperimentano ogni giorno sulla propria pelle.

In attesa della nuova opera teatrale...

Buon Ascolto

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La rivoluzione degli studenti Chileni

Scritto da: Guerra

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Questa settimana credo sia opportuno proseguire sul tema dell’educazione in Chile. La mobilitazione non si ferma nonostante siano passati piú di 4 mesi e la stragrande maggioranza degli studenti medi ed universitari perderá l’anno scolastico. Mi permetto di riportare una mia analisi della situazione cilena, sperando di dare un po’ di chiarezza rispetto a quelle che sono le motivazioni che spingono a questa lotta, ovviamente dal mio personale punto di vista.

Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione in Termini (Salvador Allende)

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La Rivoluzione degli studenti cileni

Da piú di 4 mesi gli studenti cileni stanno scioperando ed occupando scuole e università per chiedere al governo una riforma radicale del sistema scolastico cileno. Quello che chiedono è che l'istruzione sia gratuita e di qualità per tutti e di impedire che i privati applichino un sistema lucrativo nell'educazione.
Negli ultimi 4 mesi si sono viste manifestazioni praticamente settimanali che hanno portato in piazza una quantità sempre maggiore di partecipanti.
 
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Marcha 9 de agosto


Quello che sta vivendo il Chile in questo momento peró è molto di più di una protesta per il diritto all'istruzione; è la presa di coscienza di una nazione rispetto alla sua situazione sociale, economica e di diritto. Il diritto all'istruzione si traduce nella denuncia di un popolo contro un intero sistema costruito allo scopo di mantenere ben nette le differenze economiche e sociali tra le classi. 

Come ha dichiarato Camila Vallejo, presidente della Confederazione degli Studenti dell’Università del Cile, “Le richieste rispetto al tema educativo puntano alla costruzione di un paese con un orientamento differente. Un paese libero, giusto, con maggiore democrazia e uguaglianza. E per raggiungere questo orizzonte, abbiamo bisogno di una educazione di qualità per tutti”.
La generazione che sta portando avanti questa lotta è quella nata al fine della dittatura militare, la generazione a cui la dittatura non è riuscita a instillare la paura delle proprie idee, una generazione che vuole finalmente rivoluzionare il proprio paese e che vuole farlo rivoluzionando anche il modo di manifestare mettendo in campo fantasia e creatività. Balli di gruppo davanti alla Moneda (palazzo del governo) e una maratona podistica di 1800 ore non stop nel centro di Santiago (1800 come i milioni di dollari necessari a coprire i costi per garantire l'istruzione a 300.000 cileni) sono solo alcuni degli esempi di creatività messa in atto per contrastare un sistema che troppe volte ha risposto con violenza. Violenza che i governanti mettono in atto sistematicamente non solo attraverso la repressione della polizia, ma anche attraverso una mancanza costante di risposte alle richieste degli studenti. Si chiede un cambio radicale del sistema educativo e il governo propone la riduzione del tasso di interesse sui prestiti per pagare le rette universitarie, risposte che di fatto non affrontano il problema alla radice. E la radice di questo problema è che per studiare all'università, il costo medio mensile è di $ 250.000, in un paese dove lo stipendio minimo (molto diffuso) è di $ 172.000 mensuale. Lo studio universitario è quindi un privilegio e non un diritto e chi vuole accedere all'università, se non fa parte di quel 20% della popolazione cilena che detiene 80% della ricchezza del paese, deve indebitasi con le banche dando vita ad un' intera generazione indebitata per almeno 20 anni ancora prima di entrare nel mondo del lavoro.
Quello che realmente sento è che dall'esasperazione di un popolo che non vede riconosciuti i propri diritti, sta nascendo la forza di modificare le sorti di un intero paese dove le persone siano più importanti dei soldi.
 
PROVA
Abuelos en Marcha
 
Mi sento onorato a manifestare con loro e quando sono in piazza qui a Santiago sento sempre di manifestare anche per l’educazione del mio paese dove sembra che la direzione che si stia prendendo sia la stessa presa dal Chile (sotto la dittatura militare di Pinochet) piú di 30 anni fa e che ora si sta tentando di cambiare.
 
 

MI SENTO FORTUNATO

Scritto da: Guerra

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Questa settimana per le vacanze invernali dei ragazzi dell’Acuarela, la trasmissione non si é potuta realizzare ma per stare in tema con gli avvenimenti che stanno muovendo il Chile in questo momento, sia alla radio Siglo XXI che in Yastaradio.com mandiamo in onda l’intervista a Cesar Crusat, professore di storia e geografia che ci fa una riflessione in merito alla situazione della scuola pubblica in Chile.

Di seguito vi riporto una mia riflessione rispetto a quello che stiamo vivendo.
Buon Ascolto 
 
 
Siamo fortunati!
Da ormai 3 mesi gli studenti medi e universitari si sono mobilizzati per chiedere che l'istruzione di questo paese diventi gratuita e di qualitá per tutti.
Il vero punto focale di questa mobilitazione non è basato su una questione economica, ma su una questione di diritto. Non si sta chiedendo la riduzione dei costi a carico delle famiglie per permetere ai figli di studiare, si sta chiedendo che si rispetti il diritto all'istruzione e che questa sia accessibile a tutti.
Martedì 9 agosto più di 100 mila persone tra studenti, professori, genitori e nonni hanno nuovamente invaso  pacificamente Santiago per chiedere questo.
 
 
La manifestazione è stata impressionante, intere strade piene di striscioni e colori, musica e balli, gente che dalle finestre incitava i ragazzi a resistere nonostante siano consapevoli di perdere l'anno scolastico.
Inoltre ormai quotidianamente gli abitanti di Santiago scendono in strada, battendo pentole e mestoli (cacerola) come si usava durante la dittatura militare, per far sentire la loro voce di opposizione e desiderio di cambiamento.
Oggi una ragazza di 15 anni è salita sul bus chiedendo una cooperazione economica per sostenere l'occupazione del suo liceo. La cosa più bella che ha detto è che lei sa che non godrà dei benefici che arriveranno da questa mobilitazione ma vuole che sua sorella minore, sua cugina de i sui figli possano goderne e possano essere fieri di lei.
Siamo fortunati ad essere qui, adesso, in questo momento dove i giovani chileni voltano pagina per scrivere la storia!

 

 

LIBERTÁ DI PARTECIPARE

Scritto da: Guerra

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Questa settimana alla Radio Acuarela, Los Derechos Humanos a Todo Color. oltre a Willyam ci hanno accompagnato Maria, Lilian e Jesenia del grupo di San Riccardo dell’Acuarela.

Le ragazze sono venute a presentare le loro attivitá con l’Acuarela degli ultimi mesi, delle votazioni “La Mia Opinione Conta” svoltesi in giugno sul tema dei diritti dei bambini, alle attivitá svolte negli anni con il loro gruppo ed in particolare sul calendario dei diritti dei giovani e adolescenti che loro stesse hanno realizzato. Come indicato nel precedente post il gruppo San Riccardo ha realizzato un calendario dove mese per mese viene trattato un diritto umano, con particolare reguardo ai diritti che i ragazzi di San Riccardo ritengono meno rispettati.
Sotto la guida degli educatori i ragazzi hanno individuato i diritti da trattare; hanno deciso come realizzare le fotografie dal vestuario allo sfondo, hanno selezionato le frasi di accompagnamento delle immagini e dopo la stampa del calendario, lo hanno presentato alle varie istituzioni della Comuna della Pintana.
 
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Il processo di costruzione di questo calendario a mio avviso é esemplificativo di come opera il PPC Acuarela operi con i ragazzi.
Attraverso la realizzazione di un progetto di interesse dei ragazzi (che potrebbe essere qualsiasi) si portano i vari gruppi a ragionare, discutere e prendere coscienza di quelli che sono i loro diritti, di come la loro partecipazione alla vita sociale sia importante e di come la loro voce debba essere ascoltata.
Detta in questi temini sembra pura demagogia ed effettivamente i risultati educativi sui ragazzi non sono sempre cosí evidenti; peró quello che si percepisce é che il messaggio in un certo modo passa e questo si evidenzia vedendo i ragazzi tornare tutte le settimane. In un certo senso ci conferma come si sentano accolti e sentono che di essere importanti all’interno dell’Acuarela, a fronte di una realtá fuori che tende a sopprimere, in forma diretta o indiretta, quasiasi forma di partecipazione attiva in particolare dei piú giovani.

Buon Ascolto

 

 

I Diritti dei Bambini - Calendario dell'Acuarela

Scritto da: Guerra

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 La trasmissione di questa settimana ha visto la presentazione del calendario dei Diritti dell’Infanzia creato dal gruppo di San Riccado.

Questo calendario, progettato, descritto e realizzato dai ragazzi, é stato utilizzato come strumento per far emergere quelli che sono i diritti che i giovani de La Pintana sentono meno rispettati. Successivamente questo calendario verrá distribuito alle famiglie e alle istutuzioni comunali al fine di sensibilizzare rispetto a questi temi fondamentali.

Pensando che alcune cose si capiscono meglio vedendole, in questo post metto alcune tra le pagine del calendario piú significative...

Buon ascolto

 

LA MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI E IL LUCRO NELL’EDUCAZIONE

Scritto da: Guerra

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Questa settimana in radio Wilyam ha intervistato Guillermo Gonzalez, Presidente del Centro de Alumno del Colegio Mariano la Torre (la Pintana), scuola superiore attualmente occupata dagli studenti che stanno chiedendo al governo una riforma sostanziale dell’istruzione cilena. Guillermo, come portavoce del suo istituto superiore si fa voce anche del suo e di tutti i comuni periferici di Santiago dai quali far uscire le proprie istanze é ancora piú difficile.
Questa settimana vorrei condividere questa analisi di César Cruzat Guerrero, Professore di Storia e Geografia di Santiago, rispetto alla situazione attuale della scuola in Cile e piú in generale sulla situazione sociale di questo paese.
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Rispetto al problema che sta affrontando oggi l’educazione e la grande mobilitazione degli studenti che in questi giorni si sta realizzando in Cile, non é possibile definire in modo isolato un punto di inizio o un fattore determinante, peró é possibile evidenziare un concetto ampio e complesso, che si puó considerare come elemento centrale scatente del conflitto, questo concetto é il Lucro.

cartello

Sappiamo bene che nella storia del Cile, l’educazione non é sempre stato un elemento centrale di preocupazione, (se fosse stato cosí attualmente non affronteremo il problema in questione), peró é importante dire che giá nel governo di Pedro Aguirre Cerda (dal 1938 al 1944) il tema dell’educazione comincia ad acquisire importanza perché considerata come il punto centrale della crescita e dello sviluppo di una nazione. La differenza é che in questi anni il concetto di Lucro nell’educazione non esisteva, si considerava un compito dello stato e se esistevano istituzioni private con che si occupavano di educazione, queste erano principalmente organizzazioni religiose senza fine di lucro.

Il punto di rottura di questa politica educativa si attua negli anni oscuri della dictatura, quando, negli anni 80, nasce il concetto di lucro nell’educazione in Cile. La dittatura di Pinochet imponendo un modello neoliberale nell’economia, attraverso i “Chicago Boys”, ed é in questo decennio che la consegunte riforma dell’educazione porta alla municipalizzazione dell’educazione e all’ ingresso nel sistema scolastico di istituzioni con fine di lucro, dove la logica della libera impresa e della competitivitá comincia ad essere predominante. Da questo momento l’educazione viene concepita come un altro mercato, al pari della salute o del sistema pensionistico.
se vendeÉ la spinta neoliberale che alimenta la tesi della santificazione del Lucro come motore dello sviluppo, dell’efficenza, dell’innovazione, dell’aumento di produttivitá. Il problema di questa logica é che, come accade per tutti i beni di consumo, l’educazione non é piú un diritto, diventa un privilegio destinato solo a chi puó permetterselo economicamente, dando vita ad un circolo vizioso che provoca la replica costante delle classi sociali, impedendo la mobilitá all’interno dell’attuale piramide sociale cilena, facendo sprofondare la societá in una immobilitá frustrante dove i ricchi sono sempre piú ricchi ed i poveri sempre piú poveri.Non c'è dubbio che questa logica ha generato questo disagio sociale, in cui il popolo insoddisfatto e oppresso nel suo ruolo sociale comincia a scuotersi dalla sonnolenza ereditata dalla dittatura e si fa protagonista nella lotta per un futuro migliore. Per ora dobbiamo sperare che questo movimento sociale prenda forza e sia capace di canalizzare il malcontento generale e di generare le riforme opportune, senza essere sedotta dal potere, cosí da realizzare alla fine una vera e propria statalizzazione dell’educazione, per cominciare a costruire una societá migliore e igualitaria.

César Cruzat Guerrero

Professore di Storia e Geografia

 

 

VOCE AI RAGAZZI – LA PROTESTA DEGLI STUDENTI

Scritto da: Guerra

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La trasmissione di questa settimana tratta e approfondisce il tema delle votazioni svoltesi nella Comuna de La Pintana ed in tutto il resto del Cile denominate Mi Opinión Cuenta che come giá evidenziato nel precedente post da la possibilitá ai bambini e ragazzi di comunicare ai governanti quali sono i diritti che nel loro territorio non vengono rispettati.

In particolare la trasmissione ha visto la partecipazione di Miguel Alfaro dell’OPD (Oficina de Proteccion de Derechos) de La Pintana che, intervistato da Escarlet, ha spiegato le motivazioni di queste votazioni e la loro importanza.

In questo momento l’opinione dei ragazzi qui a Santiago si sente piú forte che mai. Proprio in queste settimane stiamo assistendo ad una massiccia mobilitazione degli studenti medi ed universitari che stanno chiedendo al governo un cambiamento radicale del sistema scolastico che allo stato attuale é quasi completamente in mano ai privati che lucrano sull’educazione permettendo l’accesso ad una scuola di qualitá esclusivamente a chi si puó permettere di pagarla.

Sempre nel merito di dar voce ai ragazzi, rispetto a questo tema riporto l’intervista fatta a Guillermo Gonzalez (17 anni) Presidente del Centro de Alumno del Colegio Mariano la Torre (la Pintana):

Cosa stanno chiedendo gli studenti al governo rispetto al tema dell’educazione pubblica?

Gli studenti stanno chiedendo che si cambi la costituzione che fu scritta durante la dittatura militare. Una costituzione che non rappresenta il popolo perché fu imposta in un clima di terrore, dove erano pochi quelli che si compromettevano nel protestare il loro dissenso rischiando la morte. Questa costituzione garantisce la libera impresa nel campo dell’educazione ma al contempo non assicura la qualitá dell’insegnamento. Assicura solamente che chiunque abbia terminato le superiori e abbia le capacitá economiche possa aprire una scuola e guadagnare con l’istruzione.

Questo lo troviamo profundamente ingiusto.

Dopo una settimana di sciopero quali sono state le risposte del governo?

Il signor ministro (Lavín), tra di noi detto il carissimo ministro, ha conversato e si é esposto con gli studenti universitari pensando che in questo modo il movimento degli studenti si sarebbe fermato. Noi (studenti delle superiori) pensiamo che gli universitari debbano analizzare bene le proposte del ministro, perché sappiamo che sempre é presente una trappola. Noi dobbiamo fare lo stesso affinche la proposta sia realmente nella direzione di una educazione pubblica e di qualitá

Per quanto tempo si pensa di proseguire con la protesta?

Siamo perfectamente coscenti del fatto che si sta chiedendo un cambiamento di largo respiro e sappiamo che per ottenerlo possiamo stare in occupazione per un intero anno, peró il nostro principale “nemico”, dopo il governo, é la stanchezza e la routin che puó debilitare il movimento. Inoltre sappiamo che il governo non intende ascoltarci anche perché gli stessi membri di governo guadagnano con l’educazione. Lo stesso ministro Lavín ha ricevuto utili dall’Universidad del Desarrollo, una universitá privata, quindi: cosa si puó sperare da un ministro dell’educazione al quale stiamo dicendo che l’educazione non puó avere fine di lucro, quando lui é il primo che si approfitta di questo? Crediamo che non dovrebbe essere ministro se guadagna soldi con l’educazione. É come qualcosa di logico. Bisogna combatiere perché non avvenga piú.

Come pensate di far sentire la vostra voce?

Noi siamo una scuola di periferia e per questo non abbiamo tanto peso, peró siamo altrettanto importanti per la protesta. Quindi quello che cerchiamo di fare é il generare un movimento sociale ne La Pintana, al fine che la gente sia informata e che si schieri realmente per l’educazione. Sappiamo che gli studenti delle scuole del centro hanno piú opportunitá perché sono piú riconosciuti, sono i primi che partecipano alle manifestazioni e hanno piú possibilitá di essere ascoltati. Peró noi, assieme all’Universitá del Cile che ha una sede qui ne La Pintana, dobbiamo fare un lavoro sociale nel nostro comune per sensibilizzare la gente e generare la coscienza di una migliore educazione per tutti.

 

 

LA MIA OPINIONE CONTA

Scritto da: Guerra

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Questa settimana il PPC Acuarela si é mobilitato per le votazioni indette dal SENAME (Servicio Nacional del Menor) alle quali sono chiamati a participare i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni.

Queste votazioni, strutturate come vere e proprie votazioni per gli adulti e quindi con scrutatori e camerini per il voto segreto, sono state gestite completamente dai ragazzi con il sostegno degli educatori dell’Acuarela.

Ai bambini ed adolescenti veniva richiesto di individuare tra 10 diritti del banbino quale é, a loro avviso, il diritto piú e meno rispettato all’interno della sua comuna.

Questa votazione, che si inserisce all’interno del mese della partecipazine infantile, indetta dallo stesso SENAME, ha visto, per la sola Comuna de La Pintana, la partecipazione di piú di 150 ragazzi. Le votazioni si sono svolte in tutti i luoghi dove il PPC Acuarela svolge la sua attivitá e sono state sempre accompagnate da varie attivitá ludiche e musicali cosí da rendere festoso la realizzazione del diritto di espressione dei bambini.

Con questa votazione si é giunti alla cuarta edizione. Alle ultime del 2009 questi sono stati i risultati:


Diritti piú rispettati a livello nazionale:

31,2% Diritto a vivere in famiglia

21,5% Diritto ad una buona educazione

9,6% Diritto a essere seguito da una figura adulta


Diritti meno rispettati a livello nazionale

21,5% Diritto a che si ascolti la mia opinione

20,9% Diritti a vivere in un ambiente pulito e senza inquinamento

11,4% Diritto a essere trattato bene fisicamente e psicológicamente


Questi risultati dovrebbero dare impulso al SENAME per attivarsi verso ció che i ragazzi sentono come il loro diritto meno rispettato al fine di soddisfare le loro esigenze.

Ovviamente i temi sono ampi e necessitano di tempo e molto impegno da parte di tutta la societá civile per la loro piena realizzazione ma la cosa piú importante é che si parte dall’esigenze dirette dei ragazzi.


Buon ascolto



ALTERNATIVE A HIDROAYSÉN

Scritto da: Guerra

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Questa settimana il tema di HidroAysén é stato trattato nuovamente in trasmissione.

Marcelo ha intervistato Juan Pablo Varga, biologo e attivista contro il progetto della mega centrale idroelettrica.
Al fine di evidenziare come le posizioni di protesta contro questo progetto non siano di pura opposizione ma prevedono delle proposte concrete, questa settimana traduco e riporto un articolo del Ciudadano, uno dei mensili cileni di informazione libera, che tratta il tema della produzione elettrica attreaverso delle Mini centrali idroelettiche che conciliano i vantaggi di questo tipo di produzione, come l’assenza di scorie o fumi nocivi, con il rispetto dell’ambiente e dei cittadini senza dimenticare il l’aspetto economico.

I VANTAGGI DELLE MINI CENTRALI IDROELETTRICHE

(PER IL CIUDADANO MÉLISSA QUILLIER)

A differenza del megaprogetto idroelettrico di HidroAysén le mini centrali idroelettriche sono un alternativa economica e con minimo impatto ambientale per la comunità. Inoltre, permettono di controllare le risorse energetiche senza costi maggiori per la trasmissione.

La legge cilena definisce le mini centrali idroelettriche quelle che generano un livello di energia minore ai 20 mega watts con una diga di altezza massima di 15 metri

Questo tipo di produzione elettrica gia’ si realizza nella regione di Aysén, dove la mini centrale idroelettrica é di proprietá della municipalitá. Cosí, gli abitanti del Comune non pagano l’energia. Pare chiaro che questa é un'eccezione al modello attuale cileno in cui le aziende energetiche hanno aumentato il valore delle loro azioni dopo decenni in cui hanno fatto pagare ai cittadini piú del valore reale dell’energia consumata.

La discussione rispetto alla politica energetica da parte dei mass media infatti ha omesso completamente il grado di centralizzazione delle imprese elettriche in Cile. La mini centrale idroelettrica offre un cammino radicalmente diverso e democratico per lo sviluppo del progetto energetico, piú vicino alle comunitá che consumeranno questa energia.

Questo tipo di centrale non ha niente a che vedere con la gigantesca idroelettrica. “E’ un’equazione abbastanza semplice: Piú grande é il progetto, piú impatto genera. E’ un principio di scala, esistono alcune eccezioni ma questa é la regola”, spiega Juan Pablo Orrego, presidente della ONG Ecosistemas e coordinatore internacional del Consejo de Defensa de la Patagonia. La centrale con grande serbatoio idrico genera un impatto sociale devastante. E’ il caso delle centrali, come quelle costruite nell’alto Bío-Bío, Pangue e Ralco con dighe alte tra i 100 e i 120 metri, che causano la morte della vita biologia dei fiumi, della catena alimentare, dell’ecosistema che inoltre alimenta le coste del fiume. Cosí un serbatoio idrico puó intaccare la catena trofica a distanza di cento chilometri.

MINORI COSTI
Miguel Márquez, docente, ricercatore e direttore ejecutivo Energía Inteligente Ltda, mette in evidenza il fatto che le mini centrali idroelettriche “sono meno vulnerabili, tendono ad abbassare i prezzi, sono più accessibile, provocano un minore impatto ambientale e hanno una migliore gestione delle capacità di della distribuzione dell’energia elettrica

A differenza del modello attuale, la mini centrale idroelettrica non sono piú care e meno efficenti delle grandi. Il presidente di Acera (Asociación Chilena de Energías Renovables), Rolf Fiebig, precisó che “Il costo dell’installazione di una mini centrale di prima qualitá oscilla tra i 2500 e i 3 milioni di dollari per megawatt. Le grandi centrali sono piú economiche ma hanno bisogno di un periodo tra i 6 e i 10 anni per iniziare a funzionare dall’inizio dei lavori, mentre le mini centrali sono operative in 2 anni. C'è un recupero dei costi di investimento piú rapido nel tempo con le mini centrali perché iniziano a lavorare prima ed il denaro arriva dopo due anni.”

PIU’ EFFICENZA E MENO SPRECHI

Un progetto di produzione elettrica diffusa inoltre permette una “migliore distribuzione dell’energia”. Il vantaggio delle mini centrali é che possono servire i consumatori che stanno nelle vicinanze dell’impiato: vi é cosí una minor dispersione di energia nella trasmissione. Se si deve trasportare l’energia per molte miglia per arrivare al consumatore molta energia viene sprecata. Il progetto di Hidroaysén richiede per porteare l’energia dalla Patagonia alla zona centrale del paese, dove vi é maggior consumo, una linea di trasmissione di 2500 Km.

Inoltre il presidente di Acera sottolinea che le mini centrali diffuse possono risolvere un ulteriore problema. Se queste centrali potessero disconnettersi dalla rete centrale, in caso di calamitá naturale o emergenza provocata da un incidente, non ci sarebbe una perdita dell’energia. Per esempio, dopo il terremoto dello scorso anno buona parte del páe

se si trovó senza luce; se ci fosse stato un sistema di produzione diffusa dell’energia si sarebbe potuto disconnettere dalla rete la sola parte danneggiata dal terremoto e il resto del paese avrebbe comunque avuto l’energia elettrica che necessitava.

 

HIDROAISEN – DICONO SIA LA SOLUZIONE

Scritto da: Guerra

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La puntata di questa settimana tratta in particolare di Hidroaysen progetto per la costruzione di una mega centrale idroelettrica nella regione di Aysén nella Patagonia cilena.

Il progetto prevede la costruzione di 5 centrali idroelettriche ed i progettisti stimano che una produzione annua indicativa di 18.430 GWh pari al 100% di tutta la produzione elettrica cilena del 2008 coprendo il 35% delle esigenze energetiche del paese.

Il progetto che ha un costo stimato di 3.200 milioni di dollari statunitensi dovrebbe andare ad implementare in modo sostanziale la produzione energetica del Chile in previsione della triplicazione delle esigenze energetiche del paese nei prossi 20 anni.

I tre elementi su cui si fonda la campagna publicitaria a favore della costruzione di queste centrali sono che l’energia prodotta con le centrali di Hidroaysen è pulita, rinnovabile e cilena, punti che credo vadano analizzati con un pò di attenzione.

Effettivamente la produzione di energia idroelettrica non causa emissione di gas nocivi e tantomeno produce scorie o rifiuti tossici. È altresì vero però che il progetto di Hidroaysen prevede la realizzazione di 5 bacini idrici che copriranno complessivamente 5920 ettari, pari a 8500 campi da calcio, di foreste e aree naturali della Patagonia Chilena. Naturalmente questa vera e propria inondazione avrà un impatto devastante per la flora e la fauna di queste aree che sono tra le più ricche del pianeta e uniche nel loro genere.

Inoltre, considerato il fatto che l`esigenza energética maggiore e’ a Santiago, il progetto prevede una línea di distribuzione dell’energia lunga più di 2000 Km con il posizionamento di più di 5000 torri alte 50 metri ad una distanza di 400 metri l’una dall’altra attraversando parchi naturali, aree turistiche e territorio abitati dagli indigeni con un impatto su questi territorio probabilmente piú devastante dei bacini idrici programmati.

Può l’impatto ambientale di questa faraonica opera essere coinsiderato pulito?

L’acqua è sicuramente una fonte energética rinnovabile che si auto alimenta, ma è altresì vero che il sistema naturale su cui va ad impattare quest’opera si fonda su degli equilibri che una volta devastati difficilmento possono rigenerarsi.

Può la l’inondazione e la distruzione di un area naturale così vasta essere considerato in linea con i principi di rinnovabilitá energetica?

Come terzo punto la pubblicitá a favore del progetto di HidroAysén, con una certa vena di patriotismo, comunica che l’energia che si va a produrre è cilena. Effettivamente le risorse naturali utilizzate per la produzione di energía e il territorio che viene occupato sono cileni; quello che la pubblicitá non esplicita peró è il fatto che l’azienda che va costruire le centrali e che ne trarrà i profitti non appena messe in opera è Endesa, societá spagnola controllata da Enel (societá italiana) per il 92%. Questo comporta che i benefici economici che deriveranno da questa grande opera non saranno a favore ne del Chile ne del popolo cileno che dovrá consumare l’energia prodotta con il sacrificio della loro terra pagando e arrichendo un’azienda che porterá i suoi guadagni all’estero.

Inoltre questa opera va a produrre una vera e propia dittatura energética con il 35% dell’energia consumata in Chile in mano ad un’unica azienda.

Puó questo progetto economico essere considerato cileno?

Buon ascolto.

Per Approfondire e inviare una lettere ad Enel per impedire che questa opera venga portata a compimento

http://www.patagoniasinrepresas.cl/final/index-it.php