Acuarela, il Blog

 

Progetto Go'el Italia

 Go'el - Chile

 

EXPLOTACIÓN SEXUAL DE L@S NIÑ@S Y ADOLESCENTES

Scritto da: serena

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Il 18 maggio, in Cile si é celebrato il Día Nacional  contra la Explotación Sexual Comercial de los niños, niñas y adolecentes, ESCIA (giorno nazionale contro lo sfruttamento sessuale commerciale infanto- adolescenziale) .
Secondo la definizione ufficiale lo sfruttamento sessuale commerciale infantile é:
“una violazione dei diritti umani che avviene quando una persona o un gruppo di persone includono bambini o adolescenti in attivitá sessuali, per la soddisfazione di interessi e desideri di terzi o di se stessi, in cambio di una retribuzione economica o di altri tipi di benefici e/o regali.”
Da non confondere con abuso sessuale e prostituzione due pratiche ancora diverse. Lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti è una forma moderna di schiavitù, che non tutti sanno riconoscere, e che rappresenta una delle forme piu gravi della violazione dei diritti umani.
 
Patricia e suo figlio 
 
In cile, uno studio realizzato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT) e il Servizio Nazionale di Minori (SENAME) stima come 3.719 la popolazione infanto-adolescente utilizzata in questa orrenda forma di sfruttamento. Quasi l’80% è costituita da donne e l’etá media delle vittime é di 12 anni (dati del 2004).
Se poi vogliamo andare nello specifico dobbiamo fare riferimento ad un indagine condotta dalla Corporación Opción (corporazione non governativa con sedi in tutto il Cile) la quale sviluppa programmi che offrono un’attenzione specializzata alle vittime con l’obiettivo di interrompere e riparare il danno fatto da questo sfruttamento.
La ricerca risale al 2007 e rivela il precoce inizio della ESCIA nelle donne, tra i 10 e i 12 anni, e negli uomini, tra i 13 e i 15 anni. Lo studio segnala che il 53% delle vittime vive con almeno uno dei genitori, e il 28% con altre persone non specificate. Inoltre, questi bambini svolgono attivitá  come lavorare, fare lavori domestici, occuparsi dei fratelli minori che dovrebbero essere compiti dei genitori.
Altri dati allarmanti sono che piú del 70% delle vittime consuma droga e che il 52% dei bambini in questa situazione vive con il papá, la mamma o con un altro familiare. Dall’altra parte, il 51% degl’intervistati riconosce la mamma come la persona adulta responsabile della sua crescita e solo il 15,8% ha avuto entrambi i genitori presenti nella sua vita.
Questo dato é preoccupante perché significa che si tratta di bambini che probabilmente sono stati  indotti dalla stessa famiglia allo sfruttamento, o la stessa famiglia non ha saputo proteggerli.
 
Vale e Patricia
 
Negli ultimi anni, il governo e la societá civile, hanno creato numerose iniziative per rispondere a questa impattante e complessa realtà, caratterizzata per essere multicasuale e dannosa.
Per mezzo dei suoi programmi il SENAME  attende 100 delle vittime dello sfruttamento sessuale infantile, come le vittime delle pratiche del commercio sessuale di strada o della produzione di pornografia, che come potete confrontare voi stessi é molto poco rispetto alle necessitá.
Di fatto pochi sono anche gli altri centri che offono un trattamento ai bambini vittime di sfruttamento sessuale (nella regione metopolitana ci sono solo 4 centri).
Il Cile deve ancora compire grandi passi sotto tutti i punti di vista, anche la legge di fatto,  non prevede una pena specifica sullo Sfruttamento Sessuale commerciale Infanto-Adolescenziale.
Basti pensare che tutt’ora per essere punito come sfruttatore sessuale commerciale il carnefice deve essere colto sul fatto.
Quello che possiamo fare é peró parlare del tema, e prevenire questo tipo di pratica come abbiamo fatto noi invitando alla trasmissione Patricia Domingez che lavora nel Centro Remolino che lavora con i bambini vittime dello sfruttamento sessuale nella Comuna della Florida.
 

JESU CRISTO SUPERSTAR

Scritto da: serena

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In questa puntata sono venuti alla radio alcuni dei ragazzi di Laura Rosa un quartiere della Pintana dove lavora l’Acuarela. Ci parlano delle loro attività, dei loro interessi e del grande spettacolo su cui hanno lavorato per molti mesi JESU CRISTO SUPERSTAR.  Ho fatto un montaggio con alcune delle foto e anche se è stato più bello dal vivo, vi lascio un assaggio solo per farvi vedere cosa vi siete persi.
 
 
 

Javiera

Scritto da: Utenti Vari

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Mi nombres es Javiera Inacia Ibarra, tengo 10 año.

Mi escuela se llama Liceo 523 en el Parque Las Americas.
Yo vivo a La Pintana en villa Gabriela Mistral, Viento Norte 1516.

En la Acuarela partecipo en el grupo de Villa Gabriela y ahora estamos preparando una marcha con el titulo: “por la noviolencia y el buentrato”.

Me gusta pintar, bailar y ir a la Acuarela porqué es entratenido y me enseña mucho.

Javiera

 Il mio nome è Javiera Inacia Ibarra, ho 10 anni.

La mia scuola si chiama Liceo 523 nel Parco La Americas.

Io vivo alla Pintana in Villa Gabriella Mistral, Viento Norte 1516.

All’Acuarela partecipo nel gruppo di Villa Gabriela e ora stiamo preparando una marcia con il titolo: “per la violenza e il buon tratto”.

Mi piace dipingere, ballare e andare all’Acuarela perché è divertente e mi insegna molto.

Javiera

 

I diritti umani e i diritti della natura sono due nomi della stessa dignita'

Scritto da: serena

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Il 21 e il 22 aprile scorso si è svolta a Cochabamba in Bolivia la conferenza mondiale dei popoli sul cambio climatico e i diritti della madre terra, nella quale si è parlato delle responsabilità che hanno i paesi sviluppati  rispetto la condizione di salute del nostro pianeta. Inoltre gli viene chiesto di assumersi le loro colpe non solo a livello economico (pagando i danni) ma soprattutto con una giustizia riparatoria per restituire l'integrità alle persone e ai membri che formano una comunità di vita (la madre terra).
Prima di tutto questo, però, i popoli del mondo devono riconoscere la madre terra come un essere vivo con la quale si ha una relazione invisibile, interdipendente, complementare e spirituale.
Bisogna quindi assumere un nuovo sistema di vita basato sul principio di:
  •     armonia ed equilibrio tra tutti e tutto
  •     benessere collettivo e soddisfazione delle necessità fondamentali di tutti in armonia con la madre terra
  •     riconoscimento dell'essere umano per quello che è, non per quello che  possiede
  •     eliminazione di ogni forma di colonialismo, imperialismo e interventismo
  •     pace tra i popoli e con la madre terra
   
In un sistema interdipendente dove gli esseri umani sono uno dei due componenti non si possono riconoscere i diritti solo alla parte umana senza provocare uno squilibrio nel sistema. Così per  garantire i diritti umani e ristabilire l'armonia con la naturalezza è necessario riconoscere e applicare effettivamente i diritti della madre terra:
  • diritto alla vita e ad esistere
  • diritto ad essere rispettata
  • diritto alla continuazione dei suoi cicli e processi vitali senza contaminazioni umane
  • diritto a mantenere la sua identità e integrità, in quanto essere differente, autoregolato
  • diritto all’acqua come fonte di vita
  • diritto all'aria pulita
  • diritto alla salute integrale
  • diritto ad essere libero dalla contaminazione dei rifiuti tossici e radioattivi
  • diritto a non essere alterata geneticamente e modificata nella sua struttura minacciando la sua integrità o funzionamento vitale.
  • diritto alla riparazione dei danni fatti dalla violazioni dei diritti, riconosciuti nella Dichiarazione, per mano dell'uomo.
Nella puntata che andrà in onda abbiamo parlato del giorno della terra, la sua importanza e abbiamo lasciato alcuni consigli per ridurre al minimo l'inquinamento del nostro pianeta.

Di seguito troverete parte del messaggio che Eduardo Galeano ha inviato alla cumbre della madre terra.
 
“Purtroppo non potrò stare con voi.(...) Pero’ voglio accompagnarvi in qualche modo in questa riunione
che e’ vostra ma che sento anche mia. Vi mando queste parole per manifestare il mio stare con voi, pur nell’assenza. Voglio dirvi che spero si possa fare tutto il possibile e l’impossibile affinché la Cumbre della Madre terra sia la prima tappa verso la espressione collettiva dei popoli che non governano la politica
mondiale, pero’ che la subiscono. Magari fossimo capaci di parlare poco e fare molto (...) Siamo stanchi dell’ipocrisia dei paesi ricchi che ci stanno lasciando senza pianeta mentre pronunciano pomposi discorsi per dissimulare il sequestro (...) Io voglio festeggiare la forza della veritá che illumina le parole e i silenzi che nascono dal la comunione umana con la natura (...) . Ci sono voci del passato che parlano al futuro. La Bolivia e’ una delle nazioni americane dove la cultura indigena ha saputo sopravvivere e queste voci, oggi, risuonano con piu’ forza che mai, nonostante la lunga persecuzione e il disprezzo. Il mondo intero, stordito come é, vacillando come un cieco nel mezzo di una sparatoria, dovrebbe ascoltare queste voci. Esse ci insegnano che noi, piccoli uomini, siamo parte della natura, parenti di tutto ció che ha gambe, zampe, ali o radici. La conquista europea condannò per idolatria gli indigeni che vivevano questa comunione con la natura, e per credere in essa sono stati massacrati, macellati o bruciati vivi. A partire da quel tempo che chiamiamo Rinascimento europeo, la natura diventó una merce di scambio e un ostacolo al progresso umano. Ad oggi continua questo divorzio tra noi e lei fino al punto che ci sono ancora persone di buona volontá che si commuovono per la povera natura cosí tanto maltrattata, cosí tanto ferita peró guardandola da fuori. Le culture indigene, invece, la guardano da dentro. Guardandola, mi vedo. Quello che faccio contro di lei, lo faccio contro me stesso. In essa mi ritrovo, le mie gambe sono parte del suo cammino. Celebriamo, quindi, questa Cumbre della madre terra. E che i sordi possano ascoltare: i diritti umani e i diritti della natura sono due nomi della stessa dignitá.
 
 

Las juntas de vecinos

Scritto da: serena

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Juntas de vecinos Laura Rosa
 
In Cile ogni “Comuna” (che in Italia corrisponderebbe al Comune) possiede dei consigli di quartiere che in castigliano si chiamano juntas de vecinos. Nella Pintana il PPC Acuarela collabora giá da molti anni con le juntas de vecinos  che come il PPC lavorano per potenziare il tessuto sociale.
Le juntas de vecinos  hanno radici antiche che possono essere rintracciate nelle società di muto soccorso del 1800. Solamente nel 1968 vengono riconosciute come le conosciamo oggi.  5 anni più tardi,  però, con il golpe militare le juntas de vecinos, si trovano quasi a scomparire data  la violenta politica di repressione che la dittatura impose su  tutte le forme di organizzazione sociale viste come minacce all’ordine imposto con la forza e la violenza. Questa situazione durò per più di 15 anni, infatti poco prima della fine della dittatura venne emanata una legge che riconosce le juntas de vecinos ma che di fatto non ne esplica il ruolo e nemmeno la funzione.  Bisognerà aspettare  il 1995 (cinque anni dopo la attesa democrazia) perché una legge la 19.418 definisca in forma chiara gli obiettivi delle juntas de vecinos , incorporandole di fatto al concetto di organizzazioni funzionali.
Questa legge riconosce le juntas de vecinos come organizzazioni comunitarie di carattere territoriale, che rappresentano le persone che risiedono nello stesso vicinato Il loro obbiettivo è quello di promuovere lo sviluppo della comunità, difendere gli interessi della stessa e garantire una collaborazione con le autorità e con la municipalità.
Per essere membro del consiglio di quartiere bisogna avere almeno 14 anni ed essere residente  nel vicinato corrispondente. La direzione e l’ amministrazione sono formate da almeno 5 membri titolari, che stanno in carica per un periodo di due anni, eletti a votazione diretta e segreta.
Il consiglio di quartiere mira a promuovere l'integrazione, la partecipazione e lo sviluppo delgli abitanti del vicinato, inoltre deve:
  • rappresentare il vicinato di fronte alle autorità
  • gestire la risoluzione dei problemi di fronte alle autorità
  • proporre ed attivare progetti di cui possa usufruire l’intero vicinato
  • determinare le carenze delle infrastrutture (illuminazione, strade..etc .)
  • sviluppare attività di indole sportiva, medio ambientale, educativa, ricreativa o culturale che coinvolgano il settore
  • collaborare con il municipio per la sicurezza cittadina con la fiscalizzazione dei locali in cu si vende alcool o con piani di impegno per la comuna, oltre ad altre cose che permettono  il miglioramento del benessere del vicinato.
In questa puntata abbiamo intervistato la presidente della juntas de vecinos di Laura Rosa, Ana Meneses, settore in cui opera l'Acuarela da alcuni anni. La stessa presidente ci racconta l'importanza di questa collaborazione che ha permesso una rinascita del quartiere.
 
 Ana Meneses
 

Valentina

Scritto da: serena

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Valentina, Ninoska 
 

Mi nombres es Valentina Morales, tengo 12 años y vivo con mi mamà Heidi, mi papa Rolando, mi hermana Catalina, mi hermano Gabriel y mi perrito Pelusa.
Mi escuela se llama Liceo 523 en el Parque La America.
La comida que mas me gusta es el pastel de choclo.
En el dia me gusta salir a jugar con mis amigos.

All’Acuarela partecipo en el grupo de Laura Rosa y ahora estamos ensallando “Jesus Cristo Superestrella” donde yo hago parte de el pueblo y salgo en casi toda la obra.
Estoy super feliz de estar en la radio por què la encuentro entratenida.


Un saludo a los italianos.
Vale

Il mio nome è Valentina Morales, ho 12 anni e vivo con mia mamma Heidi, mio papà Rolando, mia sorella Catalina, mio fratello Gabriel e il mio cane Pelusa.
La mia scuola si chiama Liceo 523 nel Parco La America.
Il piatto che mi piace di più è il Pastel di Choclo.
Durante il giorno mi piace uscire a giocare con gli amici.

All’Acuarela partecipo nel gruppo di Laura Rosa e ora stiamo preparando “Gesù Cristo Superstar” dove io faccio parte del popolo e ci sono in quasi tutta l’opera.
Sono molto felice di fare la radio perché la trovo divertente.


Un saluto agl’italiani.
Vale

 
Questa è la presentazione di una delle nuove protagoniste di “Acuarela derechos humanos a todo color” dopo le dichiarazioni di Ninoska, che tutti voi conoscete bene, la quale ritiene che è finito il ciclo della sua esperienza radiale, e quindi cede il microfono ad una sostituta.
In questa puntata sentirete la presentazione timida della Valentina e quella poco chiara di Serena e Sarah... i due caschi bianchi che per quest'anno appoggiano “los tios” dell' Acuarela.
 Ninoska, Valentina, ed io
 

Un Casco Bianco alla radio

Scritto da: serena

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La prima volta che sono entrata alla RADIO SIGLO XXI , era  il 17 dicembre 2009 ero arrivata da poco in Chile insieme con i miei compagni di avventura e chiaramente ho fatto scena muta:  non parlavo spagnolo (anche adesso non lo parlo alla perfezione, pero' riesco a comunicare)
Questa settimana riproponiamo l’ultima trasmissione del 2009 per poi iniziare con quelle nuove che assolutamente non dovete perdervi per farvi grosse risate…
 
Io all'Acuarela
 
Sono Serena ho 22 anni e vengo dal Piemonte, per quest’anno sono un casco bianco con l’arduo compito di seguire il progetto della radio e del blog ….
Chissá,  non tutti forse sanno che cosa significa “casco bianco” : provo a spiegarvelo....un casco bianco e' una persona con etá compresa tra 18 e i 28 anni che decide di svolgere un anno di servizio civile all'estero con l'obiettivo di partecipare in progetti  volti alla difesa delle fasce piu' deboli della popolazione, diffondere e promuovere i diritti umani e la risoluzione noviolenta dei confliti nonché di essere voci o   “antenne” di denuncia e controinformazione atrraverso racconti e interviste che vengono pubblicate nel sito www. antenne di pace.org
Il compito e' arduo, a volte stancante ma permette di vivere un esperienza che fa crescere e maturare una coscienza sociale e politica che  di fronte alle ingiustize non gira la testa e sceglie di lottare.....perché come ha scritto un caro amico della radio, Alessandro Lodi, “un altro mondo è possibile, ed in Cile necessario!!!!” e io credo che il cambiamento debba partire da noi tutti.
(saluto a nome di tutto l’equipo della radio l’Ale che in questo momento sta operando in un altro importante progetto in Colombia.. buona fortuna Ale e torna presto tra di noi!!!!)

Ritornando a noi, i caschi bianchi in giro per il mondo sono tanti e affrontano molte di difficoltà ma la voglia di aiutare il prossimo è più forte di tutte …

Ho deciso di fare il casco bianco per tutto questo e soprattutto per sentirmi parte del mondo e viverlo  al meglio …ho scelto un esperienza forte che mi cambi la vita e mi insegni a vivere come protagonista nel mondo …
Spero e mi auguro di portare un sorriso a tutte le persone che incrocerò nella mia strada e  nel mio viaggio, Molti sono i sorrisi che ho fatto e molti quelli che ho ricevuto....sono sicura che chi mi ascolterà in radio, Cileni e italiani, si fará un mondo di risate ascoltando il mio castillano quanto mai  precario e maccheronico.
Voglio regalarvi una poesia che rappresenta un po’ il mio stile di vita, il mio motto


Il valore di un sorriso
Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed é segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.

-Paul faber- 

Marco, Io ed Elisa
 

PPC ACUARELA, UN NOME E MOLTI CUORI

Scritto da: serena

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Il Programa Prevenciòn Comunitaria “Acuarela” (programma di Prevenzione Comunitaria Acuarela) nasce in collaborazione con il SENAME (Servicio Nacional de Minores- Sevizio Nazionale dei Minori) ed è gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il progetto vuole prevenire le violazioni dei diritti infantili e giovanile nel settore della comuna della Pintana insieme ai bambini, adolescenti, le loro famiglie e diversi attori comunitari come la giunta comunale, club giovanili, gruppi sportivi, etc...
Questo spazio nasce dalla ferrea convinzione che gli utenti diventino i protagonisti del loro futuro:
  • promuovendo la partecipazione della fascia cittadina più giovane;
  • ricercando iniziative di cura e approccio non violento sull'infanzia e l'adolescenza,
  • sviluppando una forma di prevenzione precoce delle violazioni dei diritti;
  • considerando le caratteristiche di etnia, genere, disabilità e sviluppo evolutivo presente nella popolazione partecipante...
L’Acuarela opera per la promozione delle buone relazioni familiari e per prevenire i maltrattamenti e gli abusi sui minori. Questo centro diurno accoglie dalle 18,30 alle 21,00  gruppi di bambini e giovani dai 6 ai 18 anni, per un totale di 180 presenze. I bambini sono coinvolti in attività culturali, artistiche e sportive, mentre le famiglie vengono seguite per prevenire episodi di violenza e per riparare ai danni nel caso in cui questa violenza sia stata subita dal bambino. Questo si realizza interrompendo tali situazioni, facilitando il superamento del trauma da parte del bambino, fortificando psicologicamente e socialmente il benessere di questi minori.
Il centro è fornito di uno psicologo, un assistente sociale e 3 educatori, che lavorano a stretto contatto con le famiglie e i bambini.
All'Acuarela è legato un altro progetto, il Go'el che opera all'interno dello stesso settore con due attività principali, la RADIO e il TEATRO.
Entrambe le iniziative servono per dare una valvola di sfogo ai ragazzi della comuna che quotidianamente maneggiano parole come violenza, arroganza, aggressività, droga o altro.

Da qui nasce Acuraela Derechos Humanos a Todo Color il programma radiale che ogni settimana spero allieti le vostre domeniche e i vostri martedì...  questa settimana va in onda la registrazione dove parlano i miei due capi, Irene Antonietti e Alejandro Duran con sua figlia Millantun, ripercorrendo la storia dell'Acuarela.
 
 

RADIO SIGLO XXI: UNA RADIO, UNA COMUNITÀ E UN CUORE

Scritto da: serena

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Radio Siglo XXI che da tre anni ospita il nostro programma “derechos humanos a todo color”  nasce nel 1998 quando un gruppo di persone partecipanti al Cedeco (Centro di Sviluppo Comunale Siglo XXI) pensarono alla necessità di avere un proprio mezzo di comunicazione, dove le persone del quartiere potessero esprimersi. C'era la voglia di lanciarsi nell' avventura però il progetto necessitava di una concessione radiofonica (che sostanzialmente corrispondeva al permesso da parte del governo per poter trasmettere),  i macchinari, la antenna, l'affitto di uno spazio e altre spese...in totale per poter incominciare c'era bisogno di un milione di pesos!!! Soldi che non arrivarono con sovvenzioni (nemmeno il Muncipio contribuì alla nascita della radio) ma furono raccolti dai membri stessi del Cedeco, che arrivarono a tirar fuori di tasca propria 200 mila pesos.... I sogni erano piu' forti delle diffcoltà e radio Siglo XXI trovò la sua voce.
Certo e' che la vita di questa piccola radio continua a non essere semplice, come quella delle molte radio comunitare sparse per il mondo che si trovano a gestire  valori e idee soffocate da un sistema di radio commerciali che fanno il gioco delle grandi case discografiche e della pubblicità.
Esistono in America Latina approssimativamente mille radio  che si possono considerare comunitarie, educative, popolari o cittadine. Si identificano per i loro obiettivi politici di trasformazione sociale, di ricerca di un sistema giusto, con il rispetto dei diritti umani. Si riconoscono perchè non hanno fini di lucro,  non si sottomettono alla logica del denaro nè della propaganda.  Per le radio comunitarie la comunità e' quella che, molto spesso, tiene il controllo sulla proprietà e la stessa comunità partecipa allo sviluppo e alla vita della radio. In questo senso le radio comunitarie sono distinte:  le loro energie positive sono poste al servizio della società civile. Un servizio, naturalmente, altamente politico: si tratta di  influenzare l'opinione pubblica, di coinvolgere gli insoddisfatti, di creare un consenso, di ampliare la democrazia, di creare domande e dare risposte. In definitiva, e per questo il nome, di costruire una comunità.  Ogni radio comunitaria tiene l'impronta ben chiara di quelli che la ascoltano, le sue onde riflettono la realtà culturale in cui è sita: canzoni, musica, scrittura e allo stesso tempo fornisce una finestra sulla comunità e sul mondo. La cosa più importante è la ricerca della differenza.
Quando una radio promuove la partecipazione dei cittadini e difende i suoi interessi; quando  offre speranza e buonumore; quando informa veramente; quando aiuta a risolvere i mille  e uno  problemi della vita quotidiana; quando nel suo programma si confrontano idee e si rispettano tutte le opinioni; quando si incentiva la diversità culturale e non la omogenità commerciale; quando la donna diventa protagonista della comunicazione e non è una semplice voce decorativa o un  avviso pubblicitario; quando non si tollera nessuna dittatura, neanche quella della musica imposta dal commercio; quando le parole di tutti volano senza discriminazioni e censure, QUESTA È UNA RADIO COMUNITARIA. Questo vuole essere SIGLO XXI ...
(nella trasmissione che va in onda questa settimana parla un’associazione della pintana parla un membro del programma per adolescenti... un aiuto alle tante domande della comuna..)

Presentazione di radio SIGLO XXI in spagnolo
http://www.youtube.com/watch?v=kSr_rU_vvZ8&feature=related

associazione mondiale radio comunitarie
http://www.amarc.org/

associazione cilena
http://www.radioscomunitariaschile.cl/
 

Dia de la mujere

Scritto da: serena

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La storia del giorno della donna ha inizio l'8 marzo 1857, quando un gruppo di operaie di un'impresa tessile scende per le strade di Nueva York per protestare contro il mattarattamento sul lavoro e il mancato riconoscimento del diritto al sindacato. Le forze dell'ordine intervengono in maniera violenta generando un forte impatto sull'intera popolazione.
Cinquant’anni dopo un altro gruppo di operaie,  licenziato per aver tentato di creare un sindacato, scende nuovamente in piazza a Nueva York.
L'esito della marcia produce un incidente dove, 120 donne muoiono dando origine ad una mobilitazione mondiale.
Nel 1977 l'assemblea generale delle nazioni unite invita tutti gli stati a proclamare un giorno dell'anno come il Giorno delle Nazioni Unite per i Diritti della Donna e la Pace Internazionale.
Il Cile inizia solo nell'anno 1936 a celebrare questo giorno grazie l'iniziativa del Movimento  Pro-Emancipazione della donna Cilena (MEMECH). Ma solo l'8 marzo del 1988, durante il governo del Presidente Eduardo Frei, viene istituito ufficialmente l'8  di Marzo come Giorno Internazionale della Donna in Cile.
 
 Marcia il giorno della donna
 
Da molti anni le organizzazioni quotidianamente lavorano nella difesa dei diritti delle donne e lottano contro la discirminazione che ancora oggi, nel 2010, fa si che le donne paghino le cure santiarie piu' dell’uomo, che i salari siano piu' bassi, e che, come dichiarato nelle raccomandazioni che le Nazioni Unite fanno allo Stato cileno, manchi una seria politica di genere che produca e replichi le discrimanzioni fin dalle scuole.
Quest'anno le oganizzazioni si preparavano a celebrare i 100 anni dell'8 di Marzo con una grande manifestazione per le strade di Santiago. Il terremoto del 27 di Febbraio ha pero' fatto inevitabilmene modificare il programma. Le donne hanno preferito un atto meno massivo, quasi a volersi raccogliere intorno al dolore delle tante sorelle che nel sud avevano perso tutto. Da qui e' nata la esigenza di invitare a partecipare al sit-in organizzato nel Parque Bustamante raccogliendo prodotti di prima necessita' con un occhio di riguardo ad alcune necessità femminili  a volte dimenticate (tra le alre cose assorbenti, saponi, dentifricio, riso, olio, latte in polvere, pannolini per i bambini etc...).
Una folla numerosa si e' cosi' riunita per abbracciare simbolicamente  chi e' stato colpito dal terremoto e attraverso delle danze mapuche ha potuto invocare la forza energetica della madre terra da inviare al sud.
 
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