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500 tamburi per la Pace!!!!

Scritto da: Alessandro Lodi

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Acuarela derechos humanos a todo color é uno spazio radiofonico

Acuarela derechos humanos a todo color é uno spazio radiofonico nato per diffondere i diritti dell’infanzia e per valorizzare il protagonismo giovanile. Questo spazio peró serve anche al PPC Acuarela per promuovere sul territorio le proprie iniziative. Ebbene oggi, grazie alla preziosa collaborazione di Hellen, ci occupiamo di promozione.

Molte sono le iniziative in programma nei prossimi giorni:

- un Bingo comunitario il cui ricavato finanzierá il prossimo campeggio estivo dei ragazzi del centro;

- la presentazione di un Musical pensato e realizzato dai ragazzi (Helen é una delle protagoniste) in un centro anziani del quartiere;

- un carnevale per la promozione dei diritti dell’infanzia che si realizzerá qui nella Pintana;

- il carnevale dei 500 tamburi per la pace.

Vorrei soffermarmi un attimo su questa ultima iniziativa. Il carnevale dei 500 tamburi per la pace (http://www.lalegua.cl/carnaval/) é molto di piú di un semplice carnevale. L’iniziativa, che nasce nel 2005 grazie al contributo di varie organizzazzioni tra cui La Caleta (http://www.lacaleta.cl/) e la Organización Furia Leguina, si svolge infatti ne La Legua. La Legua é un quartiere storico di Santiago, fondato negli anni ’40 da minatori disoccupati provenienti dal nord e da contadini che lasciarono i loro campi in cerca di migliori condizioni di vita. L’11 settembre del 1973 La Legua fu l’unico quartiere della capitale che resistette con le armi al colpo di stato guidato da Augusto Pinochet. Oggi peró questa zona di Santiago é tristemente conosciuta come il “Quartiere dei trafficanti”. Un luogo dove domina la violenza e la morte. In un contesto come questo, una sfilata rumorosa e colorata di bambini in maschera non é solo un carnevale, é un atto di resistenza.

Pubblichiamo il comunicato stampa del comitato organizzatore:

COMUNICATO 500 TAMBURI PER LA PACE NELLA LEGUA

Noi, abitanti della Legua, dichiariamo a tutta la comunitá:

1. Che il carnevale dei 500 tamburi per la pace, é la dimostrazione che in questo territorio, colpito dallo stigma della morte e della violenza, esiste una comunitá viva, che quotidianamente affronta la vita con dignitá.

2. Che in questo contesto tanto complicato dove dobbiamo vivere, si rafforza la solidarietá e l’amore per l’altro, che condividiamo la stessa storia, che siamo legati testardamente alle nostre strade, forse strette, che peró diventano larghe e grandi condividendole tra tutti noi.

3. Che questo carnevale é stato fatto a mano, unendo desideri, sguardi, abbracci e sogni, ricordando sempre la nostra origine di persone belle, che vivono lí, dove le telecamere non vogliono vedere, piene di orgoglio e che cercano di cambiare il mondo.

4. Che questa umile dimostrazione di umanitá chiamata carnevale, é la rivincita contro l’odio e gli incontri mancati. Che nella nostre battaglie utillizziamo fiori e milioni di sorrisi e di colori, armi molto piú potenti delle pallottole. Che con questo carnevale vi porgiamo la nostra altra guancia.

5. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato con il loro granello di sabbia, gente che vive in altre realtá che rimarrá nei nostri cuori, le istituzioni alle quali solo chiadiamo che ci diano fiducia, ogni uomo, donna, bambino e bambina, nonno e nonna, perché senza la loro presenza saremmo solo fantasmi.

6. Vogliamo anche salutare i bambini del nostro quartiere che ci hanno rappresentato nella coppa Chilectra e successivamente hanno battuto la squadra spagnola del Real Madrid, dimostrando tutta la grinta e la voglia di lottare che caratterizza la grande maggioranza degli abitanti del nostro quartiere, nella cui esperienza vediamo riflessa il ripetersi della vicenda di Davide e Golia.

7. Che questo carnevale dei 500 tamburi é, semplicemente, per la pace.

COMMISSIONE ORGANIZZATRICE

 

La vita in 7 capitoli

Scritto da: Utenti Vari

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23 de Octubre 2009

Brenda e Escarlet sono arrivate all’Auditorium alle 16 anche se l’appuntamento era fissato alle 17. Come loro anche la maggioranza degli altri ragazzi/e arrivavano alla spicciolata però, miracolsamente per una volta, in anticipo……

Dopo mesi di lavoro era giunto il momento di mostrare la nostra nuova opera di teatro intitolata “La vita in 7 capitoli” , frutto del laboratorio di teatro sociale che da 3 anni organizziamo in collaborazione con il progetto Go’el nel quartiere della Pintana. Questo era il momento di uscire dal salone del centro Acuarela che ci aveva accolto pe 9 mesi e di entrare in un vero teatro, con un vero palcoscenico a incontrare gli occhi degli spettatori. Era il tempo del nervosismo, della paura di non ricordarsi nulla, della voce che sembra restare impigliata nella gola; era il momento delle emozioni e degli applausi.

Mentre i ragazzi incominciavano a prepararsi e io sistemavo le ultime cose mi sono ritrovata a pensare ai mesi di intenso lavoro realizzato insieme a Cristian (attore di teatro e professore del laboratorio), Giulia e Sara, Caschi bianchi in servizio civile all’estero. Quello era per tutti un giorno speciale, un passo importante che pero’ non sarebbe stato possibile senza tutti i piccoli passi camminati insieme nel corso dell’anno. Non sarebbe stato possibile senza le volte che avevamo inciampato dovendo rialzarci e ricominciare da capo; le volte che questi 13 adolescenti mi avevano stupito; le occasioni nelle quali mi ero arrabbiata tornando a casa con la sensazione che stessimo sbagliato tutto perché le cose erano sempre così complicate e ogni piccola conquista restava, nel fondo, totalmente precaria.

Ascoltavo le voci uscire dai camerini e ripercorrevo le loro storie fatte di una violenza quotidiana che vive nelle strade del quartiere come dentro le case: nelle cucine, nelle camere da letto. Una violenza che scivola sotto la loro pelle facendoli precari nei sentimenti e diffidenti nelle relazioni, rosicchiando costantemenete i loro sogni di adolescenti. Sembra che chi nasca da queste parti fin da piccolo debba imparare ad accettare che la vita e’ giá stata scritta e che il proprio futuro ricalcherá quello dei propri padri. La bassa qualitá dell’istruzione, l’insufficente tutela sanitaria e gli scarsi stimoli culturali perpetuano le condizioni di povertá e emarginazione condannandoli a convivere con una sensazione di ineluttabilitá.

I 13 adolescenti erano solo una parte di quelli che avevamo conosciuto e perso per la strada: Carla con la sua dolorosa gravidanza, Ana con un talento innato peri il teatro e gli occhi grandi, come la solitudine che porta dentro, Mattia e la sua stanchezza, Susanna e i suoi sorrisi.

C’erano in qualche modo anche loro quel giorno mentre, poco prima che si aprisse lo scenario, potevo sentire i cuori dar colpi nel petto quasi a volerne uscire, e vedevo gli occhi umidi per l’emozione.

Qualcuno mi chiedeva se la mamma, che aveva promesso di venire, era arrivata: un “non so” era meno terribile che un no, anche se era bugia….

Quando finalmente le luci si sono spente mi sono seduta in seconda fila con le mani tremanti e ho avuto certezza che quello che stavamo facendo, per quanto piccolo, avesse un senso: per ciò che si vedeva su quel palco, e per tutto ciò che stava dietro, nascosto.

Ció che le luci di uno spettacolo non arriveranno mai ad illuminare.

 

“LA VIDA EN SIETE CAPITULOS”

Direttore: Cristian Castro

Aiuto direzione: Irene Antonietti

Elenco: Ninoska, Camila, Matias, Isamel, Tania, Costanza, Carlo, Escarlett, Brenda, Giselle, Caludio, Ana. Marco

“La vita in 7 Capitoli”, racconta la realtá vista attraverso gli occhi di 13 adolescenti: una realtá nascosta e al tempo stesso sulla bocca di tutti, manipolata e sputata senza nessuna soluzione effettiva. “La Vita in 7 Capitoli” vuole essere un grido di denuncia e allerta, senza anestesia.
Lo spettacolo racconta la storia di otto personaggi che interrompono la superficilitá della realtá che si presenta agli occhi dello spettatore come uno di quei programmi televisvi che catturano l’attenzione del pubblico adolescente chileno, dove gruppi di ragazze e ragazzi truccatissimi e svestitissimi ballano, cantano, sorridono alla telecamera, mostrando la faccia superficiale e incipriata della vita.
Programmi che sono nel fondo specchio di una societá che ogni giorno, in forma sempre piu’ forte e violenta, impone e diffonde valori che alimentano l’ individualismo, l’arrivismo, il successo e la omogenizzazione. Una societá che ci invita ad essere superficiali, a divertirci passeggiando per i grandi magazzini il sabato pomeriggio (riempiendo le borse e svuotando le tasche) o ballando un reggueton (dove le donne sono raccontate come oggetti), che ci inviata a distrarci e a non pensare...
Nella “Vita in sette capitoli” d’improvviso e senza avviso questa realtá cosí perfetta e brillante incomincia a rompersi, a sporcarsi attraverso otto monologhi fatti che furono creati attraverso l’improvvisazione e impregnati di situazioni estreme (matratto fisico, abbandono, violazione, droga, gravidanze precoce, morte) che i giovani attori hanno canalizzato attraverso immagini (a volte simboliche, altre volte crude e immediate) simboliche, parole, canzoni, balli e humor negro. Gli elementi scenici utilizzati per raccontare le storie sono minimi: alcune sedie, un telo bianco, e maschere a nascondere gli occhi dei 13 attori come metafora della realtá televisva che nasconde, che ci invita a non vedere. Maschere che cadono quando la voce degli otto monologhi si spoglia per raccontare quello che non si vede. Ogni volta che una storia finisce la scena ritorna al programma di televisione, dove la vita continua come se niente fosse, parlando di marche, di amori falliti, di gelosie, di mode. Parole senza spessore, nel fondo corazze per questi giovani imprigionati in una realtá dalla quale non sanno come scappare. Il senso di impotenza e di impossibilitá invadono la “Vita in sette Capitoli” arrivando a toccare lo spettatore e lasciandolo confuso di fronte a ció che molte volte preferirebbe non sapere.

 

 

L’imprevedibilitá

Scritto da: Alessandro Lodi

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É indispensabile conoscerla e imparare a dominarla se si vuole vivere tranquilli in Cile. All’inizio é difficile. Dopo che hai passato tutta la settimana a programmare un evento, facendo decine di telefonate, mandando centinaia di mail, preoccupandoti che tutto sia in ordine, é difficile accettare che il tuo lavoro si possa perdere da un momento all’altro, senza una ragione precisa. Devi imparare a gestire gli imprevisti, ad essere creativo.

In questo senso Radio Siglo XXI é una scuola di vita.

É ormai quasi una tradizione, appena arrivato all’Acuarela, 30 minuti prima dell’inizio della trasmissione,leggere nel sorriso amaro del Tio Leo che qualcosa é andato storto. Ebbene oggi é uno di quei giorni. I nostri invitati, per ragioni di “forza maggiore”, ci hanno comunicato da pochi minuti che non potranno essere prensenti. Sono le 18:30, Don Evaristo ci sta giá aspettando. Ninoska non puó venire alla radio, deve partecipare ad un laboratorio organizzato dal Centro della Donna della Pintana. Io e Leo siamo soli. Cerchiamo tra i ragazzi, che stanno lentamente affollando l’Acuarela, qualcuno che possa venire con noi alla radio. Las Tias ci suggeriscono due nomi: Daniela (15 anni) e Helen (13). É la svolta. Abbiamo scoperto due future nuove stelle de Acuarela: derechos humanos a todos color.

Le ragazze, nonostante siano alla prima esperienza in radio, si dimostrano da subito sciolte e a loro agio. Ci raccontano di come hanno conosciuto l’Acuarela e delle attivitá che amano realizzare. Parlano del campeggio estivo, delle gite, della festa del “Dia del niño”, dei nuovi Murales che grazie al contributo di tanti bambini, bambine e adolescenti hanno reso piú bella la nostra sede.

Da oggi la famiglia di Radio Siglo XXI é piú grande.

Graffiti

Graffiti

Dia del niño

Dia del niño

Dia del niño

Dia del niño

Helen

 

OPD

Scritto da: Alessandro Lodi

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Alti livelli di violenza fisica, verbale e psicologica all’interno dei nuclei familiari; poca fiducia sulla qualita’ dell’insegnamento e sulla eventuale possibilita’ di continuare gli studi a livello universitario; alto tasso di abbandono scolastico; sedentarieta’; scarsa e cattiva alimentazione; ignoranza diffusa in tema di salute sessuale e riproduttiva; spazi pubblici che si trasformano in luoghi di spaccio e violenza; scarsa partecipazione alle attivita’ delle organizzazzioni sociali esistenti sul territorio; limitata conoscenza dei servizi per l’infanzia esistenti sul territorio comunale; consumo diffuso di drogue di diverso tipo.

Questo e’ il volto triste e provato della Pintana cosi’ come emerge dall’indagine realizzata dall’Ufficio per la Protezione dei Diritti (OPD - Oficina de Protección de Derechos), che ha intervistato 850 bambini, bambine e adolescenti (compresi tra i 4 e i 17 anni) e circa 400 adulti. L’indagine dell’OPD nasce dalla necessita’ e dal desiderio di promuovere e valorizzare il protagonismo giovanile, con la convinzione che bambini e adolescenti possano dare un contributo decisivo nella pianificazione delle politiche sociali a loro rivolte.

Di questi e altri temi abbiamo parlato giovedi’ 1 Ottobre a Radio Siglo XXI con Paola Pedraza Lemus educatrice comunitaria dell’OPD e insegnante di teatro.

Dalla discussione emerge un’unica nota lieta: i bambini, le bambine e gli adolescenti della Pintana sono fortemente consapevoli dei propri diritti e del fatto che gli adulti non li stanno rispettando. Un primo importante passo verso il cambiamento.

Questionario relativo ai diritti dei bambini e delle bambine tra i 6 e i 9 anni.

Introduzione:

Sto realizzando una indagine relativa ai diritti dei bambini e delle bambine e vorrei farti alcune domande. Yo ti faccio le domande e tu mi dai le risposte affinche’ io possa conoscere quello che sai sui diritti dei bambini e delle bambine.

  1. Escludono dal gioco alcuni bambini o bambine nella tua scuola? Perche’?

  2. Vivi con tua madre?

- Si - No

3. Vivi con tuo padre?

- Si - No

Ambito scolastico

4. Ti piace andare a scuola?

- Si - No

Perche’.................................

5. Com’e’ la tua professoressa/professore? Perche’?

6. Quando le/gli fai delle domande

- Ti ascolta

- Ti risponde attentamente

- Non ti risponde

7. Che cos’e’ per te una punizione a scuola?

- che ti sgridino

- che ti picchino

- che ti tolgano qualcosa

- Che non ti facciano fare cio’ che vuoi

- altro

8. Nella tua scuola la professoressa/il professore ti punisce?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

9. Nella tua scuola il/la Professore/ssa parla a voce alta o grida?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

10. Nella tua scuola il/la Professore/ssa ti manda in altre stanze come castigo?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

11. Se altri bambini o bambine ti picchiano il/la Professore/ssa interviene o fa qualcosa?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

12. Chi sta in casa quando torni da scuola?

Mamma Papa’ Altri Nessuno

Ambito Famiglia/ Scuola

13. Ti piacere stare in casa?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

14. Tuo padre e tua madre parlano con il/la Professore/ssa?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

15. Tuo padre e tua madre partecipano ad alcune attivita’ della scuola?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

16. I tuoi genitori ti lasciano solo/a in casa?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

17. A casa tua i tuoi genitori litigano?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

18. A casa tua i tuoi genitori si picchiano?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

19. Come si comporta tua madre con te? Perche’?

20. Come si comporta tuo padre con te? Perche’?

21. quando fai delle domande ai tuoi genitori loro....

Ti ascoltano Ti rispondono Non ti rispondono

22. Quando i tuoi genitori parlano di te?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

23. Sei felice con la tua famiglia?

- Si - No

Perche’? .................................

24. Quando sei triste i tuoi genitori:

- Ti chiedono il motivo

- Ti fanno le coccole

- Ti ignorano

- Si arrabbiano con te

25. Quando di comporti bene cosa fanno i tuoi genitori?

- Si congratulano con te

- Ti lasciano fare quello che ti piace

- Ti comprano qualcosa

- Non ti dicono niente

26. Quabdo ti comporti male, che cosa fanno i tuoi genitori?

- Parlano con te

- Non mi dicono niente

- Non ti fanno vedere la televisione

- Mi sgridano

- Mi picchiano

- Mi puniscono

Ambito Famiglia / svago

27. Hia amici?

- Si - No

28. Dove?

29. Vicino a casa tua esistono luoghi dove giocare?

- Si - No

30. Esci con i tuoi genitori?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

31. Viaggi durante le tue vacanze?

- Si - No

32. Come sono le tue vacanze?

- Molto divertenti

- Brutte

Ambito Salute

33. Quando sei malato y tuoi genitori si prendono cura di te?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

34. Quando sei malato i tuoi genitori ti danno le medicine?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

35. Dentro casa tua fumano?

Sempre Quasi sempre Alcune volte Mai

Ambito lavorativo

36. Vai a lavorare o a mendicare?

- Si - No

37. Ti piace?

- Si - No

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per la tua collaborazione, le tue risposte sono state di gran aiuto.

 
CONSULTA SOBRE LOS DERECHOS DE NIÑOS Y NIÑAS DE 06 A 09 AÑOS
Introducción:
Estoy realizando una encuesta sobre los derechos de los niños y las niñas y quiero hacerte unas preguntas al respecto. Yo te hago preguntas y tú me las respondes para saber lo que tú conoces de los derechos del niño y niña.

1. Dejan fuera de los juegos a algún niño o niña en tu escuela ¿por qué?

2. ¿Vives con tu mamá?

1. Si 2. No

3. ¿Vives con tu papá?

1. Si 2. No

ÁMBITO ESCOLAR

4. ¿Te agrada ir al colegio?

1. Si 2. No

Por qué ___________________________________

5. ¿Cómo es tu profesora (o) ¿por qué?

6. Cuándo le haces preguntas a tú profesor/a

1.Te escucha

2.Te responde atentamente

3.No te contesta

7. ¿Qué es un castigo para ti en el colegio?

1. Que te reten

2. Que te peguen

3.Que te quiten algo

4.Que no te dejan hacer lo que quieres

5.otros

8. ¿En tu Colegio el profesor/a te castiga?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

9. ¿En tu colegio el profesor /a habla en voz alta o te grita?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

10. ¿En tu colegio el profesor/a te envían a otra sala castigado/a?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

11. ¿Sí otro niño o niña te pega el profesor/a interviene o hace algo?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

12. ¿Quien está en la casa cuando llegas del colegio?

Mamá Papá Otros Nadie

AMBITO FAMILIA / JARDIN

13¿Te gusta estar en tu casa?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

Por qué _____________________________________

4¿Tu papá y tu mamá conversan con el profesor/a jefe?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

15¿Tú papá y tú mamá asisten a actividades del colegio?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

16¿Tus padres te dejan solo/a en tu casa?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

17¿En tu casa tus padres discuten?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

18¿En tu casa tus padres se golpean?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

19.- ¿Cómo es tú mamá contigo ¿por qué?

20.-¿Cómo es tú papá contigo ¿por qué?

21.- ¿Cuándo les haces preguntas a tus padres?

Te escuchan Te responden No te responden

22.- ¿Cuándo tus padres hablan de ti?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

23.- ¿Te sientes feliz con tu familia?

2. Si 3. No

Por qué ______________________

24.- Cuando tu estas triste tus papás.

1.Te preguntan por qué

2.Te hacen cariños

3.Te ignoran

4.Se enojan contigo

25.-¿Cuándo te portas bien, que hacen tus padres?

1.Te felicitan

2.Te dejan hacer lo que a ti te gusta

3.Te compran algo

4.No te dicen nada

26.- ¿Cuándo te portas mal, que hacen tus padres?

1.Conversan contigo

2.No me dicen nada

3.No te dejan ver televisión

4.Me retan

5.Me Pegan

6.Me castigan

ÁMBITO FAMILIA/ RECREACIÓN

27.- ¿Tienes amigos?

1. Si 2. No

28.- ¿Dónde?

29.- Cerca de tu casa existen lugares donde jugar (plazas, juegos, etc.)

1. Si 2. No

30.-¿Sales con tus padres?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

31.-. Viajas en tus vacaciones

1. Si 2. No

32.- Como son tus vacaciones

1.Muy entretenidas

2.Fomes

ÁMBITO SALUD.

33.- ¿Cuándo estás enfermo tus padres te cuidan?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

34.-¿Cuándo estás enfermo tus padres te dan los remedios?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

35.-¿Dentro de tu casa fuman?

Siempre Casi siempre Algunas Veces Nunca

AMBITO LABORAL

36.- ¿Sales a trabajar o pedir?

1. Si 2. No

37.-¿Te gusta?

1. Si 2. No

Gracias por tu tiempo y por tu colaboración, tus respuestas han sido de gran ayuda

 

Ritorno in radio

Scritto da: Alessandro Lodi

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Oggi 24 settembre 2009 e’ un giorno molto triste a Radio Siglo

Oggi 24 settembre 2009 e’ un giorno molto triste a Radio Siglo XXI. Da qualche ora Irene, la madrina di questo blog, si sta godendo le bellezze della sua Toscana e l’affetto dei suoi cari. Eh si, avete capito bene. Irene e’ tornata in Italia lasciando a me, Alessandro, il gravoso compito di sustituirla. A dirla tutta il mio non e’ proprio un debutto. L’anno scorso insieme ai compagni di ventura Edoardo e Irene A. ero parte integrante dell’ equipo di Acuarela: los derechos humanos a todo color. Ma erano altri tempi…..il blog ancora non esisteva!

Dopo un po' di spaesamento iniziale parte anche questa nuova puntata. Si parla di violenza interfamiliare. Ospiti Valeska Perez Roldan e Vinka Saavedra Espinoza rispettivamente psicologa e assistente sociale del Centro de la Mujer della Pinatana, struttura gestita dal SERNAM, il servizio nazionale per le donne creato nel 1991 dal Governo Cileno per promuovere le pari opportunita’ tra uomo e donna.

http://www.sernam.cl/portal/index.php/ique-son-los-centros-de-la-mujer

Valeska e Vinka ci parlano dei servizi che offre il centro (consulenza legale, sociale e psicologica), delle attivita’ di prevenzione che svolgono sul territorio comunale (da segnalare un laboratorio sulla prevenzione della violenza nei rapporti di coppia rivolto alle adolescenti che frequentano il nostro centro aperto Acuarela) e soprattutto ci introducono alle diverse forme di violenza (fisica, psicologica, sessuale ed economica) di cui abitualmente soffrono le donne. Ninoska e’ particolarmente interessata all’argomento e instaura un dialogo diretto e profondo con le “sue” ospiti. Stasera Radio Siglo XXI e’ il suo regno; per me e il tio Leo una serata di riposo che ci riempie di orgoglio. 

 

Vigésimo día

Scritto da: irene

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Una frase scritta e fotografata...

Una frase che racchiude il lavoro, le relazioni e l'affetto di un anno...

Una frase semplice che Ninoska scrive mentre la nostra ultima intervista procede lenta.

Siamo solo io e lei, Leo ci osserva sorridendo, forse per nascondere il fatto che anche lui è un po' triste.

Leggo le parole che Ninoska mi scrive sul quaderno mentre io provo a ripercorrere e raccontare la mia vita cilena in un'ora...

Dice “Tia Irene, le deseo lo mejor del mundo. Nos veremos pronto. Yo lo se, nunca la olvidaré. La quiero mucho, mucho, mucho. Es una muy linda persona. Un kiss. Chao... Nino” (Tia Irene, le auguro il meglio del mondo. Ci vedremo presto. Lo so, non la dimenticherò mai. Le voglio tanto bene, tanto tanto. E' una persona molto bella. Un kiss. Ciao... Nino)

Buon lavoro Alle!

 

Decimoctavo y décimo noveno dìa

Scritto da: irene

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Ad agosto ho visitato Villa Grimaldi (www.villagrimaldi.cl), ex centro di detenzione e tortura dei tempi della dittatura di Augusto Pinochet. Oggi è chiamato Parque por la paz (Parco per la pace), luogo di memoria che purtroppo, però, sembra dimenticato. Non sono mai riuscita a capire se l'ignoranza sia dovuta ad una cieca indifferenza o se sia invece una sorta di autodifesa derivata dalla voglia di dimenticare... Fatto sta che dopo aver seguito l'ago della bussola e una volta arrivata alla stazione metro più vicina al parco, inizio a chiedere indicazioni. E di sicuro non mi aspetto quella risposta. “Villa Grimaldi? E cos'è?”... Chi è passato per Villa Grimaldi (e chi non ne è mai uscito) non si merita una tale incoscienza...
Fortunatamente ci sono gli ex detenuti politici sopravvissuti al regime che possono testimoniare le atrocità che hanno vissuto. La loro pelle e i loro sguardi sono ancora pieni di vita, forse di una vita nuova, che non grida odio, ma si fa portavoce di speranza, del coraggio del ricordo, della forza del racconto, di costanza e tenacia nella lotta, della voglia di cambiamento.
E' il caso di Fermin, assistente sociale, dolce e simpatico ometto, modesto, disponibile e coinvolgente, ospite di Acuarela, derechos humanos a todo color nel nostro decimoctavo dÍa di registrazioni. E' fine agosto e oltre a oscillare dall'intenso passato al propositivo futuro di Fermin, ne approfittiamo per ricordare la triste e recente storia dei Desaparecidos. Il 30 agosto è la giornata internazionale in loro ricordo, in memoria di tutte le persone che furono detenute in luoghi ignoti, lontane dalle loro famiglie. E' il giorno in cui il pensiero va alle vittime del terrorismo di Stato e a chi ha visto i propri diritti costantemente e quotidianamente violati da regimi despotici e criminali.
Organizzazioni di diritto umano calcolano che tra il 1966 e il 1986 “scomparvero” circa 90.000 persone in paesi come Guatemala, El Salvador, Honduras, Messico, Colombia, Bolivia, Perù, Brasile, Cile, Argentina, Uruguay e Haiti.

E' grazie a individui come Fermin se oggi in Sud America c'è ancora chi lavora “dal basso”, chi crede nel coraggio e nel potere delle proprie azioni, come i protagonisti del libro di Marco, nostro décimo noveno ospite, che parla di un'América Latina desde Abajo: experiencias de luchas cotidianas (America Latina dal basso: esperienze di lotte quotidiane). Un titolo che racchiude un duplice significato. Innanzi tutto le storie curate da Marco propongono una visione al contrario del Sud America, uno sguardo dal basso verso l'alto, un'analisi che non viene data normalmente dai mezzi di comunicazione di massa. La copertina del libro indica lo stesso concetto: una mappa geografica delle Americhe “sotto-sopra”, disegnata da un artista cileno, perché, come dice Marco, “il nostro nord è il sud”... Ma desde abajo significa anche raccontare un Sud America a partire dal popolo, dai loro movimenti, dalle loro lotte di cambiamento sociale e protagonismo storico. Testimonianze che alimentano la voglia di continuare a sognare e dimostrano il coraggio di compiere piccoli passi, perché sono quelli che cambiano la storia e possono capovolgere un continente...
http://altramerica.com.es/

America Latina Desde Abajo

Irene, Marco

Ninoska, Marco

 

Desaparecidos Desaparecidos

Están en algún sitio / concertados

desconcertados / sordos

buscándose / buscándonos

bloqueados por los signos y las dudas

contemplando las verjas de las plazas

los timbres de las puertas / las viejas azoteas

ordenando sus sueños sus olvidos

quizá convalecientes de su muerte privada nadie les ha explicado con certeza

si ya se fueron o si no

si son pancartas o temblores

sobrevivientes o responsos

ven pasar árboles y pájaros

e ignoran a qué sombra pertenecen

cuando empezaron a desaparecer

hace tres cinco siete ceremonias

a desaparecer como sin sangre

como sin rostro y sin motivo

vieron por la ventana de su ausencia

la que quedaba atrás / ese andamiaje

de abrazos cielo y humo

cuando empezaron a desaparecer

como el oasis en los espejismos

a desaparecer sin últimas palabras

tenían en sus manos los trocitos

de cosas que querían

están en algún sitio / nube o tumba

están en algún sitio / estoy seguro

allá en el sur del alma

es posible que hayan extraviado la brújula

y hoy vaguen preguntando preguntando

dónde carajo queda el buen amor

porque viven del odio

MARIO BENEDETTI

Este poema como memoria a alguien que fue, y es para muchos de nosotros un referente de entereza, lucha contra las mordazas del poder, y un referente para muchos movimientos de víctimas, que tienen en sus poemas, las palabras para la denuncia y memoria.

Sono da qualche parte / concertati

sconcertati / sordi

cercandosi / cercandoci

bloccati da segni e dai dubbi

contemplando le grate delle piazze

i campanelli delle porte / le vecchie terrazze

ordinando i loro sogni i loro oblii

forse convalescenti delle loro morti private nessuno ha spiegato loro con certezza

se già se ne sono andati o no

se son striscioni o tremori

sopravvissuti o funerali

vedono passare alberi ed uccelli

e ignorano a che ombra appartengono

quando iniziarono a scomparire

tre cinque sette cerimonie fa

a scomparire come senza sangue

come senza volto e senza motivo

videro dalla finestra della loro assenza

quanto restava indietro / un’impalcatura

di abbracci cielo e fumo

quando iniziarono a scomparire

come le oasi nei miraggi

a scomparire senz’ultima parola

tenevano in mano i pezzetti

delle cose che amavano

stanno da qualche parte / nube o tomba

stanno da qualche parte / son sicuro

là nel sud dell’anima

è possibile che abbiano perso la bussola

e oggi vaghino domandando domandando

ma dove cazzo resta il buon amore

perché vengono dall’odio

MARIO BENEDETTI

Questa poesia, omaggio in memoria a chi è stato, è per molti di noi referente di integrità, lotta contro i bavagli del potere e referente per molti movimenti di vittime, che trovano nelle loro poesie parole di denuncia e ricordo.

 

Emilio El Mago

Scritto da: irene

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Decimoséptimo día

Scritto da: irene

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Che cos'è la magia?

Si possono dare infinite risposte e definizioni: la magia è arte. E' illusione. La magia è un attimo, o una vita intera... La magia è filosofia. E' un pensiero effimero, un modo di vivere.

Per Emilio la magia è amore!

Di tutte le sue passioni la magia è di sicuro la più travolgente, la più coinvolgente, la più difficile...

Emilio è un mago. E su questo non ci piove!

Si può essere materialisti e scettici, ma quando si ha di fronte un vero mago all'opera, ci si emoziona sempre un po' e sentimenti di sorpresa, mistero e curiosità pungolano il cinismo e l'incredulità...

Emilio e Raul sono studenti di giornalismo, componenti di un gruppo di batucada, giocolieri e maghi... Artisti a 360° che il 20 Agosto hanno stregato me, Ninoska e Leo e hanno impregnato i muri di Radio Siglo XXI di magia! Senza dubbio l'amicizia e la complicità tra i due ha reso l'atmosfera ancora più magica.

A distanza di poco più di due mesi posso affermare che in un freddo giovedì d'inverno sudamericano, dalla trasformazione di un 8 di fiori alla sparizione di un 10 di cuori, ho iniziato a credere nell'illusionismo...

http://www.emilioelmago.com/ 

Leo Ninoska Emilio

Raul

 

A volte ritornano... Anche dal Cile! (pt.2)

Scritto da: irene

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La prima registrazione di luglio è stata gestita da Irene (l'altra, o meglio, la capessa). Nonostante il fatto che fossi dispersa in chissà quale angolo della Bolivia, mi è dispiaciuto molto non essere presente al DUODÉCIMO DÍA di registrazioni. E' stato quando Alejandro, il mio boss preferito, coordinatore dei caschi bianchi cileni, grande personaggio e compañero, ha deciso di presentarsi alla radio, completo di chitarra e Millantù (la sua figlia più piccola)... Alejandro e Millantù hanno intonato stornelli e canti melodici, tra questi un canto dal testo dolcissimo:

Que canten los niños

Que canten los niños, que alcen la voz,

que hagan al mundo escuchar,

que unan sus voces y lleguen al sol,

en ellos está la verdad.

Que canten los niños que viven en paz,

y aquellos que sufren dolor.

Que canten por esos que no cantarán,

porque han apagado su voz.

Yo canto para que me dejen vivir,

yo canto para que sonría mamá,

yo canto porque cielo sea azul,

y yo para que no me ensucien el mar.

Yo canto para los que no tienen pan,

yo canto para que respeten la flor,

yo canto porque el mundo sea feliz,

yo canto para no escuchar el cañón.

Yo canto para que sea verde el jardín,

y yo para que no me apaguen el sol

yo canto por el que no sabe escribir,

y yo por el que escribe versos de amor.

Yo canto para que se escuche mi voz,

y yo para ver si les hago pensar,

yo canto porque quiero un mundo feliz,

y yo por si alguien me quiere escuchar...

Che cantino i bambini

Che cantino i bambini, che alzino la voce,

che facciano sentire al mondo,

che uniscano le loro voci e arrivino al sole,

in loro si cela la verità.

Che cantino i bambini che vivono in pace,

e quelli che soffrono dolore.

Che cantino per questi che non canteranno,

perché hanno spento la loro voce.

Io canto perché mi lascino vivere,

io canto perché la mamma sorrida,

io canto perché il cielo sia azzurro,

e io perché non mi sporchino il mare.

Io canto per quelli che non hanno pane,

io canto perché rispettino i fiori,

io canto perché il mondo sia felice,

io canto per non ascoltare il cannone.

Io canto perché sia verde il giardino,

e io perché non mi spengano il sole,

io canto per quello che non sa scrivere,

e io per quello che scrive versi d'amore.

Io canto perché si senta la mia voce,

e io per vedere se vi faccio pensare,

io canto perché voglio un mondo felice,

e io se per caso qualcuno vuole ascoltarmi...

Dopo una lunga assenza, rieccomi di fronte ai microfoni accompagnata da Ninoska, Brayan e Leo... Devo dire che anche se solo per due settimane, mi erano mancati un po' tutti, a partire da Don Evaristo (che sembra un po' uno di quei personaggi che nei film ricoprono ruoli secondari, ma che in realtà sono fondamentali, quasi più dei protagonisti, perché la storia vada avanti)... A mia insaputa il DECIMOTERCERO  DÍA avrebbe rappresentato l'ultima registrazione del gruppo storico di Acuarela – Derechos Humanos a todo color... La presenza di Brayan è sempre stata altalenante, ma proprio quando entriamo nel pieno del lavoro, con una gran confidenza reciproca e tanto lavoro di cooperazione alle spalle, decide di abbandonarci... Lo fa comunque con un certo stile, dimostrando ancora una volta d'essere sì timido, ma anche pronto a gestire il programma... E così, per la sua ultima puntata, Brayan mi aiuta a parlare della trasformazione alternativa dei conflitti e di come vengono affrontati dai ragazzi dell'Acuarela i laboratori sulla nonviolenza organizzati da Sara e Manuela... Intanto il tio Leo e la Ninoska parlano delle disavventure della sede dei ragazzi di circo-teatro, le piccole pesti che tutti i lunedì animano la junta de vecinos (una sorta di “unione vicini”) del settore di Villa Nueva Gabriela. Una sede che era stata rimessa a nuovo dai ragazzi stessi, dalle loro famiglie e dal centro Acuarela, un vera e propria azione collettiva di recupero di uno spazio pubblico. Purtroppo però la Pintana è luogo di forti contraddizioni e la stessa sede recuperata da bambini e adolescenti può entrare nel mirino di ladruncoli notturni... Lo spazio non conteneva niente di valore, ma solo clave, palline e vestiti da pagliaccio, ma chi ha rubato ha pensato bene di portarsi via tutto il circuito elettrico... Un fattaccio che non ci è mai andato giù e che abbiamo più volte denunciato alla radio. Ovviamente non abbiamo mai trovato i ladri. E non importa... Siamo riusciti a mobilitare il settore e a organizzare un Bingo comunitario per raccogliere fondi per il nuovo impianto elettrico...

Ricapitolando, Brayan va via, Connie è sparita da un pezzo, siamo rimasti in tre: la intramontabile Ninoska, il caro vecchio Leo e io... Ma a fine luglio arriva una sorpresa... Una vecchia conoscenza del centro Acuarela e di Radio Siglo XXI, una leggenda per chi non lo conosce personalmente, l'uomo giusto al momento giusto: il tio Ale!
Per la registrazione del DECIMOCUARTO  DÍA invitiamo Alessandro che riesce a dedicarci un'intera ora del suo prezioso tempo...

Irene, Ninoska e Alessandro

Irene e Ninoska

 Ninoska e Alessandro

Siamo di nuovo in quattro e io e la Ninoska ci divertiamo a prendere in giro il tio Ale, che ancora non sappiamo se si integra definitivamente all'equipo o è soltanto nostro ospite... Fatto sta che racconta quello che ha fatto una volta finito il servizio come casco bianco a Santiago e scopriamo che è stato un paio di volte in Colombia con l'Operazione Colomba (www.operazionecolomba.com), presso la Comunità di Pace di San José de Apartadò. Ci racconta della Colombia, dei fagioli a colazione e della cumbia, del conflitto e della necessaria presenza internazionale... Siamo tutti  molto contenti della partecipazione di Alessandro, e speriamo vivamente che continui ad accompagnarci...

Purtroppo l'idillio finisce con la registrazione del DECIMOQUINTO  DÍA, in onda su Yastaradio.com questa settimana. Siamo quasi al completo: Ninoska, tio Ale e io... Manca il tio Leo, che è altalenante un po' come Brayan, anche se le sue scuse sono spesso più attendibili... Questa è l'ultima volta che vedrò Alessandro alla radio, il che un po' mi dispiace, ma ci lascia con la promessa solenne di tornare a fine settembre per prendere il mio posto, il che un po' mi rincuora... Nella puntata del 6 agosto il nostro ospite è Ramiro, membro del sindacato Corporación Opción che partecipa ad una federazione di lavoratori dell'area infantile e giovanile... La Ninoska è sempre più acuta nelle domande e io sono sempre più fiera di lei... Anche Ramiro si complimenta e stenta a credere che abbia soli 13 anni. Nei saluti finali le augura di continuare così, per diventare un giorno la nuova giornalista della Pintana... E siamo tutti d'accordo!

Ninoska, Alessandro e Ramiro 

Ninoska e Ramiro