Narrativa e scuole chiuse

Scritto da: diegoromero

Questo utente ha pubblicato 66 articoli.

Risultato immagini per studenti in biblioteca

 

Studiare al tempo del coronavirus è un tema che ha messo in moto un gruppo di scrittori. Insomma, questo standby forzato deve essere colmato in maniera fruttuosa, si sono detti i romanzieri.

Basta connettersi a Lezioni sul sofà (Bernard Friot, Silvia Bonanni, Andrea Valente etc.) e si può accedere a un’iniziativa veramente centrata. Di là dal facile ottimismo per il tele lavoro – ricordiamo che nemmeno un terzo degli impiegati ha la possibilità di accedere a questa ‘manna’… - il tele studio è invece possibile.

Anzi e per chiudere il discorso di lavoro a distanza, un ciabattino e un salumiere hanno riscontrato l’enorme difficoltà a mettere in moto rispettivamente martello e chiodini, e affettare un etto di cotto con il… computer di casa! Comunque, dopo la boutade legata allo smart-working impossibile per alcune categorie, autori come Mimmo ParisiRacconti di periferia (2016), Sono tornati i braccialetti rossi (2017), In nome del rock italiano (2017), Il figlio del drago (2018) -  hanno espresso estremo entusiasmo per la possibilità di dare ai ragazzi un’occasione di arricchimento culturale anche a scuole chiuse.

Il romanziere ha precisato che la terminologia ‘tele studio’ va intesa in senso non penalizzante; infatti le lezioni on line tenute dagli scrittori prevedono un approccio ludico e interessante: Mimmo Parisi ha citato un programma che permetta ai ragazzi di avere i loro scrittori preferiti sempre a disposizione, e di accedere a materiali interessanti e interattivi: video, letture ad alta voce, perfino disegni da colorare. Si auspica che questa iniziativa sperimentale così interessante e creativa, continui a crescere anche una volta finita l’emergenza.