Tubular Bells: era il 25 maggio del 1973

Scritto da: MAT2020

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Usciva il 25 maggio 1973 "Tubular Bells", di Mike Oldfield, disco che cambiò radicalmente il modo di fare musica.

L'album fece la fortuna del "giovane" Oldfield e della neonata etichetta "Virgin", la sola che ebbe il coraggio di pubblicare il disco.
 
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Il 25 maggio del 1973 esce TUBULAR BELLS, di Mike Oldfield, l'incredibile esperimento che nessuno voleva pubblicare, e che invece divenne il primo mattone dell'impero della Virgin di Richard Branson. Fu lui ad accettare la folle idea di quel genio ventenne che proponeva di realizzare un disco con una sola composizione divisa in più movimenti, a 28 strumenti tutti suonati da lui, dove si ripercorrono praticamente tutti gli stili della musica popolare.
Folk, Rock, musica classica, minimalismo e psichedelia soft, contrappunti di piano ed elettronica, organi e danze rurali, campane e cori femminili. 
 
 
 
 Nessun discografico aveva avuto il coraggio di assecondare questo enfant prodige. Branson lo mandò in studio dai suoi ingegneri del suono, Tom Newman e Simon Heyworth, e quando questi ascoltarono l'opera, il loro primo commento fu: "Questo è pazzo". Poi però si lasciarono contagiare dalla follia e dissero a Branson che sì, si poteva fare, e che se lui avesse voluto creare qualcosa di diverso non avrebbe potuto esserci inizio migliore.
 


“Tubular Bells” vendette oltre dieci milioni di copie, rimase in classifica per 247 settimane, conquistò anche l'America (grazie al suo utilizzo nella colonna sonora de “L'Esorcista”) ma soprattutto divenne punto di riferimento per le opere future, gettando un simbolico ponte tra la musica prog che regnava in quella prima metà degli anni ‘70, e la New Age, che busserà anni dopo alle porte del rock.