La musica significativa del 2018 secondo Claudio Milano (pt.15)

Scritto da: MAT2020

Questo utente ha pubblicato 1422 articoli.
Fotografia di Paolo Bretti

Racconta Claudio Milano: "Ho preso appunti per un intero anno, a definire gli ascolti a mio avviso più innovativi del 2018, tra centinaia di pubblicazioni ascoltate.
Ne è venuto fuori un articolo massivo, a fotografare all'incirca 50 brani/segnalazioni di live appartenenti ad ambiti assai distanti: classica contemporanea, nuovo jazz e musiche afro-americane, folk, rock, elettronica, musiche di confine tutte...” 
                                                                                  
 
2000 e 18 anni (e qualche migliaio prima) per dar suono a musiche, oggi chiamate “nuove”.
 
 

2.     Da altre piattaforme:

 
Cristiano Calcagnile: Oltre gli Stomi – da St()ma
 

 

St()ma di Cristiano Calcagnile non lo troverete in rete, se non in piccoli ma significativi assaggi e di uno di questi scriverò. L'importante carriera dell'artista, di fatto tra i più grandi session man italiani contemporanei, assieme a Sebastiano De Gennaro, Enrico Gabrielli, giusto per citarne qualcuno e scontentare (senza volerlo, lo giuro) 500.000, potete leggere qui: http://www.cristianocalcagnile.eu/ .
La ricerca in ambito sonico affrontata nel disco ed espressa in questo poco più di un minuto, è quella delle percussioni intese in chiave orchestrale/contemporanea. Ogni suono impiegato corrisponde ad una voce strumentale pura o trattata elettronicamente, a creare un quadro ricchissimo, estremamente vario nella tavolozza, strettamente contemporaneo, di un'identità disarmante per quanto mai a cercare manifestazione tecnica che non sia al servizio di una composizione in cui si percepisce un senso di urgenza drammatica difficilmente spiegabile.
Meglio ascoltare.
 
 
Officina F.lli Seravalle: Atrofia del Verbo (da Us Frais Cros Fris Fics Secs)
 
 
Esorcizza la paura questo disco, per affermare la volontà di vivere con determinazione.
Lo fa nel brano segnalato decorticando l'anima con suoni elettronici al vetriolo dosati come un medicinale che può gravemente nuocere ma che a mandarlo giù se ti va bene stai meglio, altrimenti “amen”; con cluster pianistici minimali e reiterati, ritmiche che rimbalzano tra un anfratto e l'altro della mente a cercare spazi scomodi.
Lo fa allo stesso modo nelle rarefazioni di Buran, che si fanno premonizioni/ossessioni da mille deja vu che emergono d'impeto, nella disintegrazione sonica a caracollare in vortici ritmici di GW150914, nella violenza sommatoria al limite di tortura psichiatrica di Padiglione 6, negli sfalsamenti ritmici di N-a Fost sa Fie, negli “avvertimenti” ampiamente confermati di Je Fais Sembiant D'Etre Ici.
Tutto dichiaratamente perentorio, fastidioso quanto invero necessario.
La ricerca sonica dei F.lli Alessandro e Gianpietro Seravalle, abbraccia elettronica ad ampio spettro, industrial, la stessa modalità diretta di certo metal (appena evocato), noise, il jazz meno ortodosso (ad emergere tra gli appoggi pianistici e di synth in Brevi Apparizioni).
Un'identità personalissima che può essere avvicinata da chiunque ami il rock tutto, la musica elettronica di oggi/ieri/domani, la classica minimale non estranea ad “alterazioni” piscotrope del sistema tonale...

Da indagare assolutamente, tanto su disco che nel film “Brevi Apparizioni” su regia di Simone Vrech.