Joe D'amato, il maestro

Scritto da: Ricky

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Parlando di Joe D'amato (nome d'arte ovviamente, il vero nome è Aristide Massaccesi) vengono subito in mente le sue produzioni hard, i grandi classici del porno anni 90 con Rocco o con Selen, ma anche l'erotismo di classe dei film di Emanuelle con la superba Laura Gemser negli anni 70. Eppure c'è molto altro. Il regista romano, maestro nell'arte della fotografia e della macchina a mano, nato nella capitale il 15 dicembre del 1936 e morto il 23 gennaio 1999, ha girato dal 1972 (data del suo esordio) film di ogni genere, ma a mio avviso ha segnato la storia del genere horror con delle pellicole che davvero si possono considerare dei veri capolavori nel genere. Mi soffermerò proprio su questi nell'articolo che andrete a leggere.

LA MORTE HA SORRISO ALL'ASSASSINO:

Datato 1973, il film è sceneggiato da Massaccesi, che ovviamente cura anche la fotografia e la regia. Primo film in cui si firma con il suo nome e primo esempio di horror del maestro. Gotico (ambientato all'inizio del secolo) e malato in tutto il suo svolgimento, con rimandi al primo Argento e alla letteratura di Poe, La morte ha sorriso all'assassino inizia il discorso che poi caratterizzerà parte della filmografia di D'amato: la commistione fra generi. Thriller, splatter (alcune scene sono piuttosto forti), erotico (il tutto molto sensuale e soft), giallo. Tutto questo in un film ben diretto e recitato da attori di primo piano come Klaus Kinski e Giacomo Rossi Stuart.

La trama è quella di una donna, Greta, che grazie al fratello torna in vita dalla morte e provocherà morte e rovina nella famiglia che l'aveva accolta in casa.

Ovviamente ho riassunto come di più non potrei. Sta a voi andare a riprendere e a riscoprire questo gioiellino del gotico italiano, davvero inquitante e malsano, ricco, come dicevo di immagini forti (volti sfigurati, occhi strappati, un rasoio tagliente e devastante).

 

BUIO OMEGA:

L'anno è il 1979. E qui davvero Aristide Massaccesi è più ispirato che mai. Un film curato da Massaccesi, che si occupa della regia e della fotografia e ben musicato dai Goblin. Le vette dello splatter più acceso sono toccate da un Massaccesi in stato di grazie. Storia e attori funzionano a meraviglia e il film è ancora oggi venerato, apprezzato e imitato! Memorabile la figura di Franca Stoppi nella goverante Iris, donna crudele, sadica e perversa. Ma andiamo con ordine.

Anche in questo caso riporterà una trama molto veloce per non togliervi nessun gusto nel guardare un film davvero ricco di trovate, inventiva ama anche immagini durissime. Francesco perde la fidanzata e decide di imbalsamarla per tenerla sempre con sè. Nel corso del film Francesco, anche a causa della sua governate, scivolerà sempre più nella pazzia e nel delirio, uccidendo e squartando fino all'arrivo di un detective che.....e qui mi fermo.

Sangue, imbalsamazioni, un cuore morsicato, unghie strappate, il delirio finale è il trionfo dello splatter! Ma nel film di Massaccesi non c'è solo questo, non è solo una scena splatter legata ad un altra senza ne capo ne coda. Buio Omega è un film vero e proprio, è un thriller vibrante e crudele su un rapporto morboso e una idea malsana di amore. Dicevamo magnifica l'attrice che impersona la governante, ma anche Kieran Canter (Francesco) non è da meno nel disegnare il suo personaggio in modo sempre più allucinato e fuori controllo.

 

ANTROPOPHAGUS:

Sono in ginocchio. I nostri cuori e le nostre menti ringraziano ancor'oggi Massaccesi per questo splendido esempio di horror, anche questo considerato come un punto fondamentale non solo nella carriera del regista, ma anche del genere horror in generale. Il Film è stato pensato da Massaccesi e da Luigi Montefiori (si, proprio il grande George Eastman che tanto lavorò con D'Amato!). La regia è del maestro e le ossessionanti musiche sono di Marcello Giombini. Stranamente Massaccesi non cura la fotografia del film. Violento, sanguinario, macabro, splatter: un vero incubo ad occhi aperti. Ancora una volta gli aggettivi si sprecano per un film che è solo da vedere, vedere e vedere ancora.

Siamo in Grecia, in un isola del Mar Egeo. Da notare il cameo del regista che compare nelle prime scene del film. Dei turisti si trovano bloccati in un paese con un mostro omicida, sarà il loro inferno.

Anche in questo caso trama velocissima e, letta così anche scontata. Ma guai a fermarsi qui... Guai a dire beh, mi guardo Venerdì 13 e ho visto tutto.

Massaccesi costruisce il solito splendido esempio di tensione, di pericolo onnipresente che non ti tiene tranquillo. La prima scena dell'omicidio sulla spiaggia è da storia del cinema, per crudeltà e crescendo. Un respiro pesante, immagini desolanti e spietate. E poi ecco i turisti, ecco un paese deserto, ecco un George Eastman che interpreta il mostro sanguinario in modo perfetto.

Si potrà dire che gli attori non sono dei mostri di bravura, che i dialoghi viaggiano sugli stereotipi del genere, ma riuscirete (forse) a dirlo solo alla fine, non durante il film, non durante le visioni di una Grecia fredda e inospitale, non durante lo scempio del corpo di una giovanissima Serena Grandi che si vede strappare il feto dalla pancia, non durante la fuga di Judy e Ariette dal mostro assetato di sangue, non durante la memorabile scena in cui il folle con la pancia aperta perde le viscere e iniza a mangiarle. Si, questa è storia del cinema. E il regista tedesco Andrea Schnass non ha mai fatto mistero della sua venerazione per D'Amato e per questo film, girando addirittura Antropophagus 2000!

 

Sono questi i tre film che reputo fondamentali nella filmografia di questo regista. Tematiche e situazione che gli sono care e che si possono ritrovare anche in classici come Porno Holocaust o nel film del 1982 Rosso Sangue, vicino ai film della serie di Halloween (e anche in questo film la passione per lo splatter non manca di certo!), ma ci tenevo a parlare di queste tre pellicole di un regista che troppo spesso viene solo ricordato solo per i suoi film hard. Ingiustamente.

Grazie maestro! Grazie per tutto quello che ci hai lasciato.