COSA ACCADRA' AL VERUNO PROG FESTIVAL 2DAYS+1 2019

Scritto da: MAT2020

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VERUNO 2019 PROG FESTIVAL 2DAYS+1
 
Per chi non lo sapesse, il Festival che si tiene annualmente a Veruno(NO), consiste in una tre giorni con dodici gruppi provenienti da tutto il mondo. I concerti iniziano alle 18 e proseguono fino a notte.
La cosa notevole è che il tutto è assolutamente gratuito, il che di per sè è già un fatto eccezionale.
Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Verunense che vanta una task-force di entusiasti volontari che si occupano di tutto ed è un virtuoso esempio di passione ed efficienza.
 
In questa foto vediamo il colpo d’occhio che offre la location che ospita il palco della prestigiosa kermesse.
 
 
 
Ma conosciamo in dettaglio la scaletta di quest’anno…
 
PRIMA SERATA 
 
Si comincia venerdì 6 settembre con i primi quattro gruppi.
 
UniversalTotem Orchestra, gruppo nato nel 1998, gruppo di genere Zehul ispirati ai francesi Magma, con all’attivo tre album.
 
 
 

I Flor de Loto sono il maggior gruppo prog peruviano e la loro musica è ispirata al lavoro dei Jethro Tull.
 
 
 
 
I piatti forti della prima serata saranno invece il Balletto di Bronzo… 
 
 
 
 
… e gli storici Caravan.
 
 
 
 
Entrambi non hanno certo bisogno di presentazioni: il gruppo di Gianni Leone è stato uno dei più famosi portabandiera del Prog italiano, mentre i rappresentanti della scena di Canterbury, purtroppo privi della fondamentale presenza del grandissimo Richard Sinclair, nostro socio onorario, garantiranno comunque una grande emozione.
 
 
SECONDA SERATA
 
La serata di sabato 7 settembre vedrà impegnati sul palco gli Arcadelt, gruppo romano di sapore Genesiano nato nel 1992, che ha all’attivo tre album di cui l’ultimo, ARC8, pubblicato quest’anno.
 
 
 
 
Seguiranno i greci Verbal Delirium, band che ha iniziato nel 1999 proponendo uno stile classico anni ’70 per poi evolvere verso sonorità più moderne.
 
 
 
 
In serata sarà la volta di Bjørn Riis, membro fondatore, chitarrista compositore della band norvegese di grande successo Airbag. Bjørn ha condiviso il palco con alcuni dei più grandi nomi del prog, come Marillion, Yes, Saga, e Neal Morse.
 
 
 
 
Chiuderanno gli attesi King’s X direttamente dagli Stati Uniti, classico power trio composto dal bassista e cantante Doug Pinnick, dal chitarrista Ty Tabor e dal batterista Jerry Gaskill.
 
 
 
 

TERZA SERATA
 
La serata conclusiva di domenica 8 settembre vedrà gli ultimi quattro gruppi della kermesse esibirsi in un crescendo di suoni e grandi emozioni.
 
Il Bacio della Medusa proporrà un coraggioso connubio fra stili che, discostandosi un po’ dal prog più classico, risulta essere tuttavia in linea con la filosofia del genere, che vuole la sperimentazione al primo posto.
 
 
 
 
 
Gli Acqua Fragile sono un gruppo storico del panorama prog italiano degli anni ’70. All’inizio della carriera hanno suonato come gruppo di apertura nei concerti della PFM; ricordiamo che il loro vocalist Bernardo Lanzetti ha fatto parte della Premiata dal 1975 al 1977.
 
 
 
 
I britannici Arena, fondati da Clive Nolan e Mick Pointer, costituiranno il succulento antipasto all’ultima band. Il loro sound iniziale era innegabilmente ispirato ai lavori dei Marillion, dei quali Pointer ha fatto parte. Dopo i primi tre album, però, il loro sound è in bilico fra il neoprogressive al prog metal, restando tuttavia la radice sinfonica un punto fermo.
 
 
 
 
In chiusura gli attesissimi Iron ButterflyIron Butterfly, grande band statunitense di fama mondiale; nati nel 1965 sono balzati al successo internazionale con l’album In-A-Gadda-Da-Vida del 1968, che raggiunse la quarta posizione nella classifica Billboard 200. L’omonima suite occupa l’intera facciata B dell’album e la sua durata, oltre 17 minuti, era considerata all’epoca straordinariamente lunga.
 
 
 

Lo spazio dedicato al Meet & Greets Band prevede la presenza delle seguenti band, nei giorni e negli orari indicati nell'immagine a seguire...
 
 
 
 

 
 
 

Anche quest’anno, dunque, il programma del Festival si preannuncia estremamente interessante, variegato e ricco di nomi celebri. Ricordiamo che, se volete restare aggiornati sull’evento, potete visitare la pagina web dell’Associazione culturale Verunense oppure la relativa pagina Facebook  
 
 
 
 
 
L’OBIETTIVO
 
L’associazione culturale VER1 MUSICA nasce dall’idea di undici amici della musica nel corso del mese di aprile 2004, con lo scopo principale di organizzare il settembre musicale verunese, con un’organizzazione che - sempre supportata dall’Amministrazione comunale - risultasse autonoma rispetto a quest’ultima. L’Associazione no profit ha scopi ben precisi, previsti dal proprio Statuto: “la promozione attività culturali, con particolare anche se non esclusivo riferimento all’ambito musicale, sul territorio di Veruno” e “la promozione di iniziative in altri ambiti musicali, che abbiano come scopo far conoscere le realtà musicali ed in genere culturali esistenti nel Comune di Veruno”.
Uno degli altri motivi per cui è un piacere partecipare al Veruno Prog Festival, è sicuramente cogliere l’occasione di ammirare le bellezze naturali che circondano la zona della manifestazione, ma non solo. Arona, Stresa, Orta, Omegna, Verbania, sono solo alcuni dei nomi di cittadine meravigliose da visitare, molto note da turisti francesi, tedeschi e austriaci che ormai da anni popolano i nostri bacini lacustri durante l’estate. Infatti famosa è l’area del cosiddetto, Verbano-Cusio-Ossola e della provincia di Novara per i suoi 7 laghi, borghi, bellezze architettoniche, cultura nel più ampio dei significati, ristoranti e osterie tipiche, ottimi vini e atmosfera accogliente. Sappiamo bene che coloro che vengono al Prog Festival hanno poco tempo, soprattutto concentrato alla mattina e al pomeriggio per poi, la sera, assistere ai concerti, ma è un peccato non fermarsi un paio di giorni in più o prendersi il tempo per fare un bel giro.
 
 
 
Scriveva un pò di tempo fa Alberto Temporelli, Presidente dell’associazione Ver1Musica
 
Parlare di musica al giorno d’oggi è sempre più complesso. Soprattutto se alla musica non si associa il semplice divertimento dell’ascolto, che peraltro deve sempre esserci, ma un maggior complesso di assonanze alla cultura, all’impegno ed allo studio che dovrebbe a mio avviso sempre essere accompagnato alla parola musica. Ecco come è nato il 2DAYS PROG, come momento di aggregazione nei confronti di una musica ‘impegnata’ sebbene nell’ambito della musica rock, com’è il progressive. Ma analizzato e visualizzato nelle molteplici sfaccettature che tale musica ha regalato ed ancor oggi regala (o comunque può regalare) a quanti amano divertirsi in maniera non banale (sarebbe troppo forse dire intelligente…). Senza però lasciarsi coinvolgere da pregiudizi e sentimentalismi esasperati. A chi, amante della musica prog, non piacciono i King Crimson o i Gentle Giant o la PFM ed il Banco, ma non evidenziare come dei giovani tengano alto il concetto musicale di fondo, magari con vari distinguo come può essere nel genere metal prog o nella psichedelia o nel crossover significa non pensare come facevano Fripp o Di Giacomo o Hammill a quello che sarebbe venuto e non solo a quello che c’era stato. Amo questa musica proprio per questo, perché ha appreso dalla storia (la musica classica e sinfonica in particolare) per costruirne un’altra e non solo per leggerla e riproporla pedissequamente. 2DAYS PROG significa appunto il prog oggi (today’s prog) e non due giorni di musica o almeno non solo, considerando che il festival dura tre giorni (ma per quello ci abbiamo aggiunto il +1…) partendo da un gioco di parole che poi è stato anche uno degli elementi distintivi della musica progressive degli anni Ottanta. Quante discussioni con gli amici nell’interpretare i testi dei GENESIS negli anni Settanta! Un modo come un altro per non rendere banale neppure un ritornello. Nelle quattro edizioni che finora abbiamo avuto, il crescendo di interesse e di passione verso questo genere musicale è stato vertiginoso. Il piacere della condivisione musicale tra il pubblico della passata edizione è stato esaltante per tutti noi di VER1 MUSICA. Che poi neppure so bene cosa significhi pubblico perché il termine migliore è amici, anche quando il numero di spettatori superava ampiamente le duemila persone. In un’epoca dove gli album hanno perso il loro significato, dove la vendita dei CD e dei DVD è sensibilmente calata per i motivi ormai conosciuti (internet e derivati) dove l’attenzione per il nuovo non esiste essendo cullati dall’ovvio che ci viene propinato, coinvolgere aziende, persone - circa 80 sono i collaboratori che si susseguono nella tre giorni musicale e nessuno e ribadisco nessuno che percepisca un centesimo! - e la nostra piccola cittadina, di cui ho fatto il Sindaco per 9 anni e che a ben vedere vogliamo sponsorizzare come la città della musica, in un evento live di così ampia portata anche a livello europeo sembra essere un donchisciottesco tentativo contro la logica. È per questo che con maggiore animo ogni anno ci troviamo da ottobre fino a settembre per organizzare al meglio tutto. E non contenti di organizzare concerti rock non certo popolari, continuiamo la scelta settembrina di tre settimane musicali, di cui una dedicata alla musica classica, con la nostra Orchestra (si chiama appunto Orchestra del Settembre Musicale) che ogni anno si ritrova per prove e concerti di altissima qualità a cui partecipano normalmente almeno duecentocinquanta spettatori, ed una dedicata alla musica jazz di alto livello: solo per ricordare le ultime edizioni, Stefano Bollani, Enrico Rava e Paolo Fresu. Ed in nessuna delle occasioni c’erano meno di millecinquecento spettatori: per la musica jazz si può tranquillamente parlare di fiumana … Sicuramente queste affluenze sono ‘viziate’ dal fatto che i nostri concerti sono ad ingresso gratuito, lo sappiamo. Ma ritengo che coinvolgendo le aziende quali sponsor e gli Enti territoriali quali le Fondazioni bancarie (ad esempio il nostro festival è aiutato dalla Fondazione della Banca Popolare di Novara). Facendo comprendere l’importanza che la cultura riveste in Italia, forse l’unica vera risorsa naturale della nostra penisola, assieme al turismo, ma mai valorizzate a dovere, si possono ancora avere spazi per far crescere simili manifestazioni. O almeno io credo.
 

E GLI APPASSIONATI DEL PROG ASPETTIANO CON ANSIA L’EVENTO!