Acrosome - Non-pourable Lines

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Acrosome Non pourable Lines(Dusktone Records, 2014)
 
Voto: 75

#PER CHI AMA: Black Ambient

 

 

Ci sono voluti tre lunghi anni per DA, factotum dei turchi Acrosome, per ritornare sulla scena dopo il non brillantissimo EP di debutto, "Dementia Paecox", fuori per la nostrana Dusktone Records. DA si è rimesso in sella per produrre un qualcosa che rappresentasse un miglioramento di quell'esordio e ne è uscito quindi 'Non-pourable Lines', un cd di sette tracce, tutte identificate esclusivamente da un numero romano, a parte l'ultima "VII - Today is Yesterday". L'album si muove nell'ambito del black dalle tinte depressive, tanto di voga in quest'ultimo periodo. Dopo l'intro, ecco "II", song che esplode in una violenza inattesa, con ruvide chitarre ronzanti frammiste a intermezzi ambient; la cosa strana è che di vocals non vi è traccia. Vado avanti nel mio ascolto con la terza "III", che oltre a inserirsi nel filone post-black, è da menzionare per una sinistra melodia di sottofondo, in quello che sembra il suono di una fisarmonica, che ci accompagnerà per il resto del disco, e per una serie di break quasi blues/lounge. Intrigante, sebbene a qualcuno possa apparire un po' ruffiano. I vocalizzi però risultano ancora non pervenuti. Dovremo infatti attendere "IV" per sentire le prime litaniche vocals dell'enigmatico DA, sopra un tappeto di chitarre serrate, una pioggia di melodici riff esaltanti in una miscela coinvolgente di malinconiche atmosfere. L'aria si fa più scura e pesante in "V", brano che gode di interessanti influenze etniche ma anche di ipnotici giri di tastiera. Io che considero la voce uno degli strumenti più importanti nell'economia di un brano, a questo punto non ne sento più la mancanza; la musica degli Acrosome mi ha letteralmente ammaliato e l'oniricità di "VI" mi fa sprofondare in un sonno rilassato. Giungiamo alla conclusiva "VII - Today is Yesterday" che suona, almeno nella sua prima metà, come una song gothic dark anni '80. Il sound si rivela etereo e pregno di malinconia, ma spinge per esplodere nella sua seconda parte, sancendo comunque l'eleganza di un lavoro decisamente inatteso e consigliato. E allora, scordiamoci il passato e diamo una grande chance all'originalità di 'Non-pourable Lines'.