ARKHON INFAUSTUS - Orthodixyn

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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2007 (Osmose Production/Audioglobe)

voto: 75

# PER CHI ASCOLTA: Black/Death Doom, Mayhem, Immortal, Aborym

Che i cancelli dell’inferno si aprano e tutte le anime tormentate possano uscire... Questo potrebbe essere il motto dei francesi Arkhon Infaustus che danno le stampe al loro quarto diabolico lavoro. Otto terrificanti tracce sono comprese in “Orthodoxyn”, album che tra l’altro, verrà rilasciato anche versione digipack (con 45 pagine di booklet) e in 500 limitatissime copie su vinile. Il sound della band transalpina è veramente oscuro, plumbeo, carico di un’aura misteriosa e quanto mai malvagia. Si parte con un trittico di brani davvero violenti, che viaggiano al limite tra black e death metal, ricordando vagamente i primi Mayhem e i Morbid Angel, per poi inserire claustrofobici momenti doom e inquietanti atmosfere sataniche. Gli Arkhon Infaustus non risultano sicuramente prevedibili, perchè capaci di variare la loro musica con sapienti divagazioni in territori lontani dagli estremismi sonori a cui ci hanno abituato in passato. E così ne esce questo interessante lavoro, fatto di chitarre al vetriolo, ritmiche assassine con raffiche ultra veloci di blast beat, voci cavernose, urla terrificanti, ma pure intriganti rallentamenti in grado di farci impallidire, spaventarci a morte e portarci infine, sull’orlo della follia più pura. L’intero album viaggia su queste coordinate, con la seconda parte più orientata verso sonorità statunitensi, che strizzano l’occhiolino ai Morbid Angel. “Orthodoxyn” si conferma l’ennesima buona produzione di questi tempi per la Osmose Production, che dopo anni bui, si sta riconfermando casa discografica in grado di produrre ottimi lavori. Album perverso ma affascinante!

# MASSIMA ALLERTA: la brutale “Behind the Husk of Faith”

# COLPO DI SONNO: alcuni rallentamenti eccessivamente dooooooom