Avast - Avast

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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avast(Autoprodotto, 2016)
 
Voto: 80

#PER CHI AMA: Post Black/Metal, Wolves in the Throne Room, Isis

 

 

 

Il 2016 può considerarsi l'anno di consacrazione (e chissà, forse già di saturazione) del post-black. Ne abbiamo sentite di tutti i colori e da quasi qualsiasi parte del mondo, con una certa prevalenza tuttavia negli Stati Uniti, in Francia ed in Germania. Pensavo che a questo fenomeno, spaventosamente brulicante in tutto il pianeta, fosse rimasta indenne la sola Norvegia, cosi ancorata ai fasti di un passato ormai dimenticato. Mi sbagliavo perché il terzetto degli Avast (da non confondere con il famoso antivirus) ha rilasciato nella prima parte dell'anno un EP omonimo di due pezzi, devoti totalmente a questa imperante forma di black estremo, e che delizia per i miei timpani. "Declare" soffia gelida come il vento che sferza la banchisa alle isole Svalbard, grazie a ritmiche tiratissime e melodiche, cosi cariche di rabbia, cosi intrise di un'emotività irrequieta e malsana. Un'inquietudine di fondo che nemmeno nell'acustico break centrale trova pace al proprio tormento interiore, fatto poi di ritmiche al fulmicotone come solo i Wolves in the Throne Room sanno fare, sporcate però di una vena blackgaze che sembra apparentemente ammorbidire un lavoro che in realtà di morbido ha gran poco ma che aggrega in modo eccellente il post black con venature semplicemente post (metal e rock che siano). "Fire and Ice" ha una lunga parte introduttiva strumentale, poi è il battito tribale del drummer Ørjan a catturare la scena, accompagnato dalle urla infernali di Hans Olaf e dalle malinconiche chitarre in tremolo picking di Trond. La song scivola in un catartico sogno ad occhi aperti in cui avrete modo di ritrovare gli idoli di sempre, gli Isis, in una cangiante traccia di puro post metal, in grado di regalare attimi di piacere estatico come se immerso tra il candore dei ghiacci polari. Spaventosamente efficaci, peccato solo che questa onirico viaggio duri solo quindici minuti. Ora attendo con ansia il comeback discografico di questi guerrieri per infondere nuova linfa vitale ad un genere che sembra già avviato al tramonto.