Pijn - Floodlit

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Pijn Floodlit(Holy Roar Records, 2017)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Ambient/Post Metal, Pelican, Isis

 

 

 

Quello dei Pijn è uno di quegli album che mi eccita come una ragazzina, peccato solo che 'Floodlit' sia un EP che sfiora i venti minuti di durata. Perché tutto questo entusiasmo vi chiederete? Semplice, il terzetto di Manchester ha rilasciato quattro song davvero particolari: si parte dai riverberi drone di "Dumbstruck & Floodlit", song che evolve in un post rock dalle tinte sperimentali, che nelle sue evoluzioni sonore richiama a random Russian Circle, Pelican e nelle parti più tirate anche gli Isis, in una versione più ipnotica. La traccia riserva buona parte del suo lungo minutaggio a sonorità emozionali prima di esplodere nel finale in un turbinio sonico caratterizzato da un rifferama tonante, urla belluine, melodie celestiali che salgono in cielo in un crescendo quasi soprannaturale, in cui compare addirittura il suono di un folle sax e di violini, in un'atmosfera surreale, da brividi. Un qualcosa che mi ha ricordato per certi versi la solennità di "Plains of the Purple Buffalo (Part 2)" degli *Shels. Grandioso, non aggiungo altro. Solo questo pezzo vale il prezzo, abbastanza esiguo peraltro, del cd. Sfiancato dalla tempesta sonora della opener, mi ritrovo cullato dalle note oniriche di "Hazel", un breve interludio di un paio minuti affidati ad un multistrato di sintetizzatori che da dolci divengono a poco a poco inquietanti. Ancora un intermezzo, questa volta decisamente più elettrico, è affidato alle chitarre distorte di "Cassandra" che introducono ahimè all'ultima gemma di questo 'Floodlit', "Lacquer". Riverberi allucinati si dipanano nell'epilogo dell'ultima song, accompagnati da un growl dirompente (e davvero convincente), trame ritmiche deviate e drappeggi progressive. Arie quasi paradisiache sono affidate al suono degli archi e del sax che supportano la band inglese in questa meravigliosa traccia ove compare anche un parlato in francese. Che altro dire se non che 'Floodlit' per me merita già la palma di new sensation di questo primo scorcio di 2017. Sublimi, anche se mezzo punto in meno va per la scarsa durata dell'EP.