Ottone Pesante - Brassphemy Set in Stone

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: maudrup

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Ottone Pesante Brassphemy Set in Stone(B.R.ASS, SoloMacello, Toomi Labs, 2016)

Voto: 75

#PER CHI AMA: Heavy Metal Sperimentale

 

 

 

All’epoca dell’omonimo EP del 2015, gli Ottone Pesante non mi avevano fatto propriamente impazzire. Lavoro sicuramente riuscito ma troppo pieno di interrogativi, soprattutto rispetto ad una loro reale evoluzione. A queste domande risponde oggi questo primo album, in cui Paolo Raineri (tromba) e Francesco Bucci (trombone) cambiano compagno di viaggio (Beppe Mondini alla batteria al posto di Simone Cavina) e alzano la posta in gioco, fugando ogni dubbio sulla credibilità del progetto. Nonostante la formazione possa far pensare a qualcosa di assimilabile alle atmosfere jazz core di delle creature più estreme di John Zorn, in questi 33 minuti di ' Brassphemy Set in Stone' non c’è nemmeno un secondo in cui venga lasciato spazio all’improvvisazione. Raineri e Bucci (già apprezzati come sezione fiati dei Calibro 35) si dimostrano grandi fan del metal più estremo e sfoderano una serie di riff granitici per tromba e trombone che si rifanno in modo più o meno esplicito a grandi classici quali Slayer, In Flames, Meshuggah, e se qualcuno si sta domandando quale possa essere la portata distruttiva di un metal suonato senza nemmeno uno strumento a corda, è invitato ad ascoltare l’incipit di “Brutal” o il doom ultradilatato di “Trombstone”. Lasciato per strada per quanto possibile quel retrogusto balcanico che sporcava qua e là l’EP d’esordio, qui i tre Ottone Pesante sfornano composizioni serrate, potenti e sempre più complicate dal punto di vista tecnico, procedendo compatti e col fragore provocato da un esercito ben più numeroso. Registrato in presa diretta da Tommaso Colliva (Calibro 35) e affidato alle sapienti mani di SoloMacello, 'Brassphemy Set in Stone' è un disco valido, e riguardo ai dubbi su quanto possa durare in realtà un gioco del genere, preferiamo farci sorprendere una secondo volta. Talento, passione e potenza primordiale ottenuta senza usare nemmeno un po’ di corrente elettrica.