Kynesis - Pandora

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Kynesis Pandora(Argonauta Records, 2017)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Experimental Post Metal

 

 

 

Il roster dell'Argonauta Records si arricchisce di un'altra interessantissima band, peraltro italiana, e solo per questo non posso che esserne felice. I Kynesis arrivano da Torino, e sono un quintetto che con 'Pandora' arriva alla loro seconda fatica. Ipotizzo che i testi vertano sull'omonimo mito, purtroppo non sono disponibili; per quanto riguarda il genere proposto, direi che un primo riferimento potrebbe vagamente ricondurre al post metal, però c'è qualcosa nella musica dei nostri che mi spinge altrove, ma non ho ancora ben realizzato dove esattamente. L'ascolto di "Risveglio", opening track della prima parte dedicata all'inconsapevolezza, strizza sicuramente l'occhiolino a sonorità post, vuoi per la profondità delle chitarre o per le desolanti aperture malinconiche, ma le derive in cui la band va incontro, non sono propriamente quelle di Neurosis o Isis, almeno in questo punto. Se proprio dovessi scegliere un nome di riferimento, citerei i Cult of Luna, ma credo sia piuttosto dettato dalla presenza di Magnus Lindberg alla consolle anziché per una reale influenza della band svedese. Anzi ne sono fermamente convinto, ascoltando e riascoltando il cd, i Kynesis mostrano infatti una personalità ben definita che lungo le otto tracce di questo lavoro, ha modo di convogliare verso lidi progressivi, dark ed alternativi (penso a Tool e Deftones a tal proposito), non disdegnando tuttavia qualche rarissima accelerazione in territori post black. Ascoltando la seconda traccia, "Insidia", non si può rimanere insensibili agli innumerevoli umori messi in scena dall'ensemble piemontese, che si configurano attraverso cambi di tempo e d'atmosfera, ma anche dal modo di cantare del vocalist Ivan Di Vincenzo. Nella traccia troviamo alla fine un po' di tutto, addirittura echi di un suono mediterraneo che chiama in causa anche gli In Tormentata Quiete. E andando avanti nell'ascolto di 'Pandora' non si può rimanere che affascinati da un sound in continua progressione, capace di regalare sempre più spunti di originalità. Notevoli le divagazioni noise droniche di "Tentazione", un brano in stile Infection Code, che aveva in realtà aperto con una vena punk. La voce di Ivan di certo contribuisce a creare un po' di disordine cosmico tra urla sempre intellegibili ma quasi soffocate, ed un cantato pulito più meditativo. Un intermezzo ci accompagna alla seconda parte del disco dedicato alla perseveranza e aperto da "Illusione", una traccia che sin dall'inizio si rivela ombrosa, con il frontman che nella sua veste più decadente, ha modo di gridare in ogni modo, pulito, sporco, gutturale e soffocato, e presenta poi un riffing qui davvero volto al post metal, anche se privo di una vera linearità. Forse nell'elevata imprevedibilità della band giace il reale punto di forza del quartetto italico e ad una capacità di mettere in scena svariate idee, anche solo attraverso il suono di un improvvisato dung-chen, la tromba telescopica tibetana simile al suono del didgeridoo ("Cenere"), accompagnato da un parlato freddo e angosciante, da una ritmica tanto minimalista quanto eterea e suggestiva, e da un cantato, sempre in lingua madre, che forse qui trova il suo punto più alto, sia in chiave pulita che urlata. Le chitarre nel frattempo brandiscono riff più esasperati anche se poi è l'egregio lavoro ai synth ad impreziosire la performance dei nostri che quando pestano sull'acceleratore, sanno anche far male, ma che a mio avviso risultano poi più efficaci (e ribadirei originali) nelle parti più cerebrali. Vuoi per il titolo, ma "Catarsi" esplora quei territori darkeggianti che menzionavo poco sopra, con il basso che gioca un ruolo importante nell'equilibrio di una song che vive ancora una volta di saliscendi umorali che ci accompagneranno fino all'epilogo finale, "Sospiro", l'ultimo atto di un disco entusiasmante che vive il suo ultimo sorprendente slancio, con una song in bilico tra shoegaze e post rock, in cui compare anche una voce femminile, ma non aspettatevi nessuna voce eterea, ricordatevi che i Kynesis sono fatti a modo loro, dannatamente originali e... Sublimi!