Mourning Dawn - Waste

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Mourning Dawn Waste(Aesthetic Death, 2017)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Black Doom

 

 

 

Strana la definizione di EP data dai francesi Mourning Dawn: solitamente un Extended Play dura grossomodo meno di 30 minuti. Il trittico di pezzi proposto invece dal morboso terzetto di Montpellier supera di gran lunga i 70. Pertanto facendo due banali calcoli matematici, avrete capito che ci troviamo al cospetto di tre maratone di ben 24 minuti ognuna!! Il genere proposto dalla band è un criptico black doom ossessivo e malato, claustrofobico quanto basta per scatenare un senso di angoscia schiacciante già dopo la prima "The One I Never Was". La sensazione è quella di essere finiti in un condotto d'aria e da li non riuscire più a venirne fuori e sentire il suono metallico dettato dal percorrere quel tubo angusto in cui rimbombano suoni pesanti, malinconici, quasi disperanti, ma corredati da una buona dose di melodia che ci riesce ad accompagnare con tranquillità fino al termine della prima traccia. Il fatto che i componenti non siano degli sprovveduti, ma gente con una certa esperienza (la band include ex membri di Ad Vitam Aeternam, Funeralium e Inborn Suffering) agevola di certo l'ascolto di un album, in cui a mettersi in luce è un sound maturo, un songwriting davvero buono, una certa varietà di fondo nella proposta musicale e molto altro. La voce del vocalist è un lugubre growling che si prende la scena quando canta su ritmiche essenziali e minimaliste, contraddistinte comunque sempre da un senso di desolazione infinita, complici anche chitarre che ricamano di sovente ottime melodie. La seconda traccia è la decadente "The One I'll Never Be" che riparte da quegli oscuri anfratti in cui ci siamo ficcati con la prima peraltro ammantata da una certa vena esoterica, che si palesa con un sound mistico, misterioso, darkeggiante (interessante qualche reminiscenza di scuola Sadness) in un litanico incedere che sembra non subire momenti di stallo o caduta, anzi si conferma assai convincente lungo gli oltre 24 minuti della song, che mostra parti più atmosferiche ed ispirate, rispetto ad altre più roboanti o tirate, o ancora parecchio cariche in fatto di tensione emotiva, tipo quando compaiono delle grida di una donna, una bella parte acustica o i rintocchi di una campana. Convincenti, onore al merito, anche con la terza track, quella "Waste" che dà il titolo al disco e che indirizza le sonorità delle prime due canzoni in un'altra lenta ed inesorabile galoppata verso il cuore dell'inferno, verso le tenebre, verso quell'oscurità avvolgente che emana un senso di torpore ai sensi e che lentamente fa perdere i sensi. 'Waste' alla fine è un EP davvero intrigante, forse giusto un pochino prolisso ma comunque di grandissimo valore. Pertanto, non può che essere consigliatissimo.