Tracker - Rule Of Three

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Autore: Zekimmortal

 

Tracker Rule Of Three(Noise Appeal Records, 2017)

Voto: 85

#PER CHI AMA: Alternative/Stoner

 

 

 

Alla prima occhiata, il cartonato del combo di Innsbruck rasenta l'anonimato, con la classica confezione a due ante con libretto sotto la prima di copertina, ed immagini di luoghi post industriali cementificati che si perdono al suo interno, sebbene quello sullo sfondo assomigli al Monte Bromo. Formatisi nel 2005, i Tracker hanno raccolto in questo album, 'Rule of Three', un insieme di rock, desert, psichedelia, stoner e trance. Ho dovuto ascoltarlo circa sei volte per rendermi conto di tutto quello che c'era dentro; sicuramente tanta, ma tanta roba raccolta in anni di prove a gettare riff e bridge al vento. Quello che ne è rimasto è però favoloso. Sull'album figurano solo tre compositori, Martin, Max e Daniel, polistrumentisti, tutti cantanti e "giocatori" col synth. Dietro a quest'album però c'è una vasta schiera di musicisti, improvvisatori e cantastorie elettronici. Gli stati d'animo all'interno del disco mutano radicalmente, in un viaggio in macchina solitario che fa cambiare orizzonte ad ogni canzone. Sembra che le apocalissi e le ere geologiche passino e loro rimangono li solo a narrare senza aggiungere nulla di più. Le canzoni che mi hanno colpito di più sono "Veins Out" con i suoi urlati disperati, passando poi a "I Work at the Fuzz Factory" che sembra una caricatura dei Fu Manchu e ad un brano post-rock/country come "Peccadillo", che sembrano non far parte di quest'album, ma che ci stanno bene lo stesso. Una cara persona mi ha lasciato una frase che porto sempre dentro di me quando lavoro, suono, esercito in generale una passione: "impara tutto, dimentica tutto e fai come ti pare". Questa frase rappresenta pienamente i Tracker, un gruppo che ha una maturità da vendere mutuata dall'esperienza dei singoli, che sicuramente devono aver fatto una gavetta serrata, la pratica li ha resi quasi perfetti, ma sono le loro idee astratte ad averli portati oltre. Un disco da ascoltare e da portare con sé soprattutto nei momenti più intimistici.