Nexus Opera - La Guera Granda (The Great Call To Arms)

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: MAT2020

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Commento di Fabio Rossi

Nexus Opera La Guera GrandaGruppo: Nexus Opera

Genere: Power Metal

Album: La Guera Granda (The Great Call To Arms)

Anno: 2021

Casa discografica: Revalve Records

Tracklist:

1. Great Call To Arms

2. Strafexpedition

3. Raid Over Vienna

4. M.A.S.

5. Dreams Fade Away

6. Trenches

7. The Mine

8. The River

9. If Even Sky Burns

10. Ignoto Militi

Lineup:

Davide Aricò -voce

Alessandro Pinna – chitarra

Marco Giordanella – chitarra

Gianfrancesco Arane – tastiere

Natale Cosenza – basso

Alessandro Novelli – batteria

I romani Nexus Opera tornano alla ribalta dopo ben sette anni con un nuovo concept album incentrato stavolta sulla Grande Guerra, più specificatamente sul conflitto tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Nel 2014 avevano esordito con Tales from WWII, interamente dedicato alla Seconda Guerra Mondiale, denotando una competenza e una conoscenza piuttosto marcata sull’argomento. La prima riflessione che intendo fare è relativa alla qualità delle liriche che evidenziano una serietà non comune nel saper descrivere con pathos e ferreo rigore storico le drammatiche vicende che hanno visto protagonisti i nostri nonni. È palese il fervido interesse che la band nutre per i due drammatici eventi che hanno contrassegnato il XX secolo con il sacrificio di milioni di morti tra militari e civili. Il rischio era di poter andare incontro a una figura barbina; tuttavia, parlo da appassionato essendo da anni un collezionista di libri, documentari e film afferenti alle guerre mondiali, non soltanto non ho riscontrato inesattezze, ma sono rimasto colpito dallo sfoggio di cultura che questi ragazzi sono stati capaci di esprimere. In un mondo dove si denigrano i giovani per la loro ignoranza, i Nexus Opera meritano un applauso a scena aperta.

Il singer Davide Aricò canta in lingua inglese; mi sono procurato la traduzione di due brani del loro secondo lavoro così troverete conferma che gli elogi per la band capitolina sono meritati:

“E’ così stanno imperversando sull’Altopiano

Una forza inarrestabile

Stanno spezzando il nostro fronte

Sotto un cielo sanguinoso

Un’esplosione balena tra i miei occhi

E le nostre trincee vanno a fuoco

Paura, la collera imperiale si scatena

Un diluvio di fuoco sulla nostra ritirata

C’è ancora qualche possibilità di sognare di fuggire?”

(da Strafaexpedition)

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“Sono molto lontano e penso a casa

Conto i giorni quando è il momento di andare al fronte

Sono chiamato a servire la Patria e ne sono orgoglioso

Ma a dire la verità a volte ho pianto”

(da Dreams Fade Away)

 

Il primo brano ci parla della “spedizione punitiva” della primavera 1916 attuata per farci pagare la colpa di essere scesi in guerra a fianco dell’Intesa. Ebbene, la veemenza dell’attacco autro-ungarico è descritta magnificamente dai Nexus Opera. Il secondo s’incentra sulla figura del soldato, la nostalgia di casa, le paure, l’attaccamento al Re e nel frangente le liriche sono affascinanti e poetiche.

Dal punto di vista musicale la formazione permane su un power metal con venature prog e folk caratterizzato dalla presenza delle tastiere curate da Gianfrancesco Arane, dall’utilizzo di efficaci chorus e dalla voce del soprano Madi Borma che rende struggenti alcune tracce. Le influenze nel loro sound sono ascrivibili a combo quali Stratovarius, Royal Hunt, Helloween, White Skull e Arthemis.  La coppia di chitarristi Pinna/Giordanella espleta un lavoro certosino sia nei riffing che negli assolo, mentre la sezione ritmica si mantiene su un livello medio alto. Nell’irruenta opener Great Call To Arms, primo singolo estrapolato dall’album, spicca un azzeccato tema portante in cui risalta il suono delle tastiere. Strafaexpedition, altro singolo nonché uno dei brani migliori, è caratterizzata da un piacevole mid-tempo e dall’evocativo vocalism di Madi. Raid Over Vienna, munita di un bel refrain, e l’andamento sostenuto di M.A.S. scorrono via con piacevolezza, ma è con Dreams Fade Away che il gruppo si supera nell’ambito di una ballata permeata di romanticismo che pone maggiormente in evidenza le doti vocali di Aricò; meraviglioso l’assolo di chitarra. Si prosegue con un trittico di composizioni di assoluto livello (l’impetuosa Trenches - comprende un incitamento in italiano affinché i soldati escano dalle trincee per caricare il nemico -, la robusta The Mine e la dinamica The River) nelle quali il power metal la fa da padrone. Altra perla la lunga If Even Sky Burns con un approccio variegato che non dispiace assolutamente. A chiudere Ignoto Militi, uno strumentale da brividi dedicato ai caduti.

La Guera Granda (The Great Call To Arms) era praticamente pronto in occasione del centenario della Grande Guerra; tuttavia, ritardi vari e l’avvento della pandemia hanno rimandato la data di uscita.

Il disco nel complesso è coeso, non presenta momenti di stanca e si fa gradevolmente ascoltare.

Mi auguro di poter assistere a un concerto dei Nexus Opera per valutarli in sede live: credo che mi divertirò.

Grazie alla Metal Underground Music Machine e a Tiziana Arnese per la segnalazione di questo ottimo gruppo nostrano che va encomiato anche per la qualità dei video.

https://www.youtube.com/watch?v=nwkhujKjkVQ

https://www.youtube.com/watch?v=08yAEbgx-L8