Finis - Visions of Doom

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Finis Visions of Doom(Iron Bonehead Records, 2018)

Voto: 65

#PER CHI AMA: Black/Death, Celtic Frost

 

 

 

'Visions of Doom' è l'EP d'esordio dei teutonici Finis, che arrivano a questo traguardo dopo aver rilasciato un demotape nel 2016, intitolato 'At One with Nothing'. La band tedesca, di cui poco si sa a livello di line-up e città di origine, si affida a tre pezzi per provare a conquistare l'audience. Il genere è un seminale black death che partendo dagli albori dei Celtic Frost sembra poi abbracciare la produzione degli anni '90. Niente di nuovo quindi sotto il sole in questi tre pezzi, tuttavia l'opener, "11 Temple Stones", offre un sound atmosferico all'insegna della cinematografia horror. Splendido infatti il lungo break centrale in cui su una ritmica lisergica, s'instaurano vocals demoniache e delle chitarre dal forte sapore esoterico. Convincenti, davvero. Altrettanto non si può dire della title track, selvaggia e priva di personalità, potrebbe essere infatti un brano di una qualunque band uscita a cavallo tra gli anni '80 e '90, sebbene la band provi a metà brano a sparigliare le carte, aumentando il senso di disagio e di maligno che si percepisce nell'aria, affidando al basso la guida negli oscuri meandri ritualistici della band, raddoppiato poi da delle chitarre tremolanti. Questo è il reale punto di forza per la band, che in "Fosforos" sembra trovare la propria consacrazione attraverso un pezzo strumentale e le sue ipnotiche melodie. Mezzo punto in meno per la sporcizia di suoni che avrebbero reso molto ma molto di più se maggiormente curati.