ASTEL OSCORA - Wormshire

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

Questo utente ha pubblicato 1269 articoli.

(MSR Production, 2009)

Voto: 70

# PER CHI ASCOLTA: Black Sinfonico, Cradle of Filth, Dimmu Borgir

Sinistre tastiere aprono questo lavoro di black sinfonico degli sconosciuti russi Astel Oscora e ancora non riesco a comprendere come mai la maggior parte delle band provenienti dall’est Europa, non riesca a trovare lo spazio che merita dalle nostre parti, perché di musica interessante, in quella area remota del nostro continente, ce n’è davvero molta. E i nostri, pur non inventando nulla di originale, ci propinano 6 tracce (più intro, outro e 2 intermezzi) di un interessante black metal, che viaggia su mid-tempos mai troppo sostenuti, ma sempre estremamente melodici e atmosferici. Si parte con “Blazing Inferno” e già si intuiscono le influenze della band: decisamente il quartetto di Mosca deve aver appreso la lezione di “For All Tid”, esordio discografico dei Dimmu Borgir, mischiato i suoi suoni con quelli di “The Principle of Evil Made Flesh” dei Cradle of Filth, aggiunto quelle tastiere tanto care ai Limbonic Art e il risultato che si presenta, direi che è più che soddisfacente. Si, mancherebbe un altro nome davvero importante della scena, gli Emperor, e credo che un po’ del sound di Samoth e compagni, si possa ritrovare nelle note di questo “Wormshire”. Ecco insomma, non proprio dei nomi messi lì a caso, ma quello che è stato il gotha del black sinfonico di metà anni ’90. La band moscovita quindi ha studiato per bene la lezione dei maestri e l’ha messa in pratica nel migliore dei modi. “Angels are Sinful too” è un gran bel pezzo, dove tutti gli elementi son ben bilanciati tra loro: l’apertura è affidata alle sapienti tastiere di Madlen, lo screaming di Anubis può richiamare il vocalist dei Nokturnal Mortum, le chitarre, epiche nel loro incedere, disegnano linee melodiche avvincenti, ma è l’aura magica che si respira in tutto il brano (e in generale in tutto il disco) a rendere “Wormshire” un disco da avere. “The Land of Worms” è un altro brano ben riuscito, un po’ più tirato del precedente, con blast beat a raffica, ma pur sempre carico di dense nubi sulfuree, grazie ancora una volta al magnifico lavoro alle tastiere della bravissima Madlen (tra l’altro anche tastierista di Sworn e Symbol of Obscurity), capace di creare tetre atmosfere infernali. Una segnalazione per le ultime 2 songs cantate in lingua madre e con tanto di testi in cirillico all’interno del booklet del cd. Insomma, se siete amanti del black sinfonico melodico, che caratterizzò la metà degli anni ’90, “Wormshire” è ciò che fa per voi. Bravi!

# MASSIMA ALLERTA: menzione speciale ancora una volta per le ottime orchestrazioni create dalle keys.

# COLPO DI SONNO: i 2 intermezzi sono un po’ inutili e soporiferi