CRYPTIC WINTERMOON - Fear

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Self, 2009)

Voto: 70

# PER CHI ASCOLTA: Death melodico, Dark Tranquillity

Voglio essere estremamente sincero con voi: comprerei questo disco solo per l’intro country-western “21 Guns” che si chiude nella ipnotica successiva “Pride of Australia” con lo stesso chorus spaghetti-western. Finalmente i tedeschi Cryptic Wintermoon sfoderano una buona prova dopo qualche passo falso commesso nel passato. “Fear” è un buon album da cui ripartire alla ricerca di se stessi e di una propria ben definita identità e il fatto di staccarsi completamente dalla Massacre Records e autoprodursi, dimostra secondo me, una profonda presa di coscienza da parte dei nostri; per carità la strada è ancora lunga, però si possono già intravedere importanti passi in avanti. Continuando il percorso intrapreso in passato anche con “Fear”, il combo teutonico affronta tematiche legate alla Prima Guerra Mondiale, che a quanto pare è una vera e propria ossessione. La musica poi, continua a muoversi su coordinate stilistiche melo-death di stampo scandinavo (Dark Tranquillity per la precisione, ascoltare “Down Below” per capire) ma rispetto al passato sono molto meno scontate o palesemente copiate. 11 tracce (più intro e outro) che ci consegnano una band nel culmine della propria forma, capace di toccare il proprio apice compositivo nella già citata iniziale “Pride of Australia”, lenta e oscura ma assai orecchiabile, con le feroci “Tales from the Trenches” e “Hellstorm Infantry”, le meditabonde “One of Your Sons is Coming Home” e “God With Us” e il sinfo-black di “The End” che sembra uscita più che altro da “Stormblast” dei Dimmu Borgir). Sicuramente avrei privilegiato una produzione più potente e meno secca/glaciale che un penalizza inevitabilmente il sound dei nostri, cosi come magari lavorerei maggiormente sulle vocals, ancora un po’ sottotono rispetto alla qualità degli altri musicisti. Certo, non si poteva pretendere di arrivare ad un capolavoro immediatamente però, facendo qualche miglioria qua e là (anche al suono delle chitarre troppo ronzante per i miei gusti), direi che ci potremo presto attendere un’ottima prova dall’ensemble germanico. Sono estremamente ottimista per il proseguo dei Cryptic Wintermoon, perché è proprio vero il detto “sbagliando si impara” e credo che i nostri abbiamo fatto tesoro degli errori commessi in passato, tanto da attendere quasi un lustro per poter pubblicare il seguito del non tanto fortunato “Of Shadows... and the Dark Things You Fear”. Gradito ritorno sulle scene di una delle band storiche del panorama metal tedesco!

# MASSIMA ALLERTA: per le linee di chitarra sorrette egregiamente da tastiere mai troppo invasive

# COLPO DI SONNO: “Hundert Mann Und Ein Befehl” song più da Oktober Fest che da cd meta