MORPHEMA - 5th Rebirth

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

Questo utente ha pubblicato 1280 articoli.

(Self, 2010)

Voto: 65

# Per chi ascolta: Death Melodico, In Flames, Insomnium

Ma da dove salta fuori questa band? Finlandia? No. Svezia? Mi sembra di no. Forse Germania? No, non ci siamo: incredibile ma vero, i Morphema arrivano da Novara e dire che ascoltando la prima song avrei scommesso che fossero amici degli Insomnium o degli In Flames. Eh già, bella sorpresa poi trovare nelle note biografiche che il quartetto è della nostra benamata penisola italica. Ad ogni modo, a prescindere dalla provenienza, avrete senz’altro capito le coordinate stilistiche dei nostri: un bel death melodico che l’iniziale “To the Void”, cosi ricca di verve e groove, mi richiama alla mente qualcosa degli Edge of Sanity più melodici o addirittura il progetto solista Dan Swano. Linee di chitarra ultra lineari, melodia da fischiettare e 4 minuti che volano via alla velocità della luce. Segue l’altrettanto breve “Behold this Man” e già accanto alle influenze swedish, emerge forte una componente legata al sound degli immortali Iron Maiden, mentre la terza “Seventh Day” lascia spazio ad un thrash dall’incedere molto “Bay Area oriented” anche se la voce di Federico Bosco, mantiene comunque la sua timbrica growl. A chiudere questo EP di quattro pezzi ci pensa la lunga “Persis”, forse la song più atipica del lotto, che abbandonate le velleità heavy/thrash delle tracce iniziali, si abbandona in ritmiche più death oriented, e forse un po’ più banalotte, pur sottolineando comunque la bontà tecnica dell’ensemble piemontese. Il consiglio che posso dare è di proseguire la strada intrapresa con “To the Void”, perché sono quasi convinto che qualcosa di originale potrebbe presto saltare fuori. Sono curioso di vedere se il cambio di line-up consentirà ai nostri di maturare quel tanto per rilasciare finalmente un vero e proprio full lenght. Li aspetto…

# MASSIMA ALLERTA: la chitarra dell’iniziale “To The Void” si pianta nel cervello e non ne esce più.

# COLPO DI SONNO: La conclusiva “Persis” non regala alcuna emozione, ma solo noia