ALLHELLUJA - Inferno Museum

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Scarlet Records/Audioglobe, 2005)

Gli Allhelluja rappresentano l’imprevedibile collaborazione tra Jacob Bredahl (vocals dei danesi Hatesphere) e il batterista Stefano Longhi della Scarlet Records. Premesso che questo “Inferno Museum” non ha nulla a che fare con il death/thrash proposto dalla band del cantante scandinavo, vi ricordo che è stato registrato ai GB Studios di Milano e masterizzato presso gli illustri Cutting Room Studios di Stoccolma (Rammstein, In Flames). L’album è liricamente ispirato al libro di Derek Reymond “Dead man upright/Il Museo dell’inferno” (un masterpiece su uno “psycho-sex” serial killer). Le dieci tracce ivi contenute possono essere accostabili, per quanto riguarda il sound proposto, ad un perfetto mix tra gli ultimi lavori degli Entombed (quelli più death’n roll oriented), al feeling sporco dei Motorhead, coniugato al groove dei finlandesi Mind Riot (autori dell’ottimo “Peak”, datato 1995), il tutto perfettamente condito dal flavour stoner tipico degli statunitensi Kyuss. Un ascolto più approfondito del disco aggiunge poi altre influenze alle suddette: “Miss M” e “Inferno Museum” hanno richiamato nella mia mente un certo feeling a la The Doors per il suo incedere ipnotico a tratti psichedelico; qua e là sono udibili passaggi accostabili agli Stone Temple Pilots, ma ancora tante altre contaminazioni sono presenti in questo piacevole lavoro, che rappresenta forse, una sorta di omaggio ai mai dimenticati anni settanta. La voce di Jacob è sicuramente più godibile, quando assume toni rockeggianti piuttosto che la tipica timbrica death metal; mi è sembrato addirittura di sentir cantare il frontman degli australiani Jet (quelli di “Are you gonna be my girl”, per intenderci). Gli episodi migliori del disco sono le due tracce in apertura “A perfect man” e “Your saviour is here” oltre alla già menzionata title track. Sono convinto che la performance degli Allhelluja farà tanto parlare di sé perchè i ragazzi ci sanno fare, eccome. Oh yeah, this is Rock’n’Roll...

Voto: 80