CEBREN-KHAL - A Mass of Despair

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(BadMoodMan Music, 2010)

Voto: 80

L’etichetta russa BadMoodMan Music non perde un colpo, cogliendo ancora una volta l’occasione di mettere sotto contratto una sconosciuta band underground di assoluto valore. Questo giro tocca ai francesi Cebren-Khal saper stupire gli ascoltatori con questa release, che pur non rappresentando nulla di particolarmente originale, ha senza dubbio il pregio di saperci conquistare fin dal primo ascolto. La musica proposta dal quartetto transalpino è riconducibile ad un death doom che si rifà ai dettami classici di primi Anathema e My Dying Bride, quindi capirete bene che chi ama questo genere di sonorità deve far proprio questo lavoro, in modo da tuffarsi in meravigliose malinconiche atmosfere ormai dimenticate. Il combo di Rennes, nelle cinque tracce proposte (per un totale di 37 minuti), passa con estrema disinvoltura dalle sonorità doom della opening track, “Mortshaped”, ad assalti al limite del black con la successiva “Act 1: The Parcae’s Nigh is Sleepless”, primo atto della suite “The Lunar Tragedy”. La lunga composizione si snoda in realtà attraverso momenti di oscure ambientazioni gotiche e sfuriate black vampiresche sulla scia dei Cradle of Filth più atmosferici, con un cantato che si alterna tra parte lamentose meditabonde e scream malvagi. Il secondo atto prosegue con una vena molto più melodica, richiamando ancora una volta il sound dei maestri di sempre, My Dying Bride e con la voce di Yves che fa molto spesso il verso di Aaron, con quel suo modo di esprimersi sofferto, disperato e lamentoso. Tocchi di pianoforte accompagnati da roboanti ruggiti di chitarra e melodie struggenti, riescono nel difficile compito di sapermi toccare il cuore, infondendomi emozioni che da tempo non percepivo ascoltando un cd. Il terzo atto apre con un nuovo assalto frontale, interrotto da un ispirato arpeggio di chitarra e ancora dalla voce di Yves a giocare un ruolo fondamentale nell’economia della band, grazie alla sua brillante ecletticità nel passare dal growling profondo allo screaming black attraverso un cantato declamatorio niente male. L’ultima lunghissima traccia, “Where all Faith is Lost”, chiude degnamente un disco esaltante che se fosse durato una ventina di minuti in più avrebbe sicuramente stancato ma l’intelligenza dei nostri li ha spinti a propendere per musica di qualità piuttosto che di quantità. Melodie azzeccatissime, riffoni pesantissimi, aperture orchestrali, arricchite da una registrazione potente e impeccabile dall’inizio alla fine, chiudono questo inatteso quanto mai interessante lavoro dei francesi Cebren-Khal, new sensation in casa BadMoodMan Music. Semplicemente emozionanti!