ESKEYPE - Legacy of Truth

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Sam2882

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(Self, 2010)

Voto: 80

Concept album degli svizzeri Eskeype, release di quelle che lasciano il segno. Il sound della band del Canton Vallese, si può definire come death metal melodico, ritmato e profondo. Essendo il loro primo lavoro, bisogna ammettere che non è per niente male, anzi; di sicuro unirà diversi metaller (cosa non semplice, nel vasto universo metal). Prima di parlare dell’album, preferisco focalizzarmi sulla peculiarità della copertina: due pianeti, uno più scuro e l’altro un po’ più luminoso, uno accanto all’altro, in un universo nero come la pece, illuminato fiocamente da una luce azzurra di una galassia lontana. Il booklet contiene i testi con la foto dei componenti della band dentro un groviglio di cavi. Ma veniamo alla musica: si parte dolcemente, come in ogni prologo che si rispetti, con note di pianoforte: l’intenzione è di narrare una storia epica, ambientata su Andremid, un pianeta lontano, dove Acherus, il padre dell’eroe Frost, si troverà a combattere contro il cyborg Arachno, che assieme alle sue truppe hanno conquistato e sterminato la vita su quel pianeta. La prima traccia sottolinea la gravità dei sentimenti del protagonista, preparando l’ascoltatore ad un’avventura decisamente unica e particolare. La peculiarità dell’album, che salta subito all’orecchio, è che le canzoni si susseguono uniformemente: sembra quasi il flusso ispirato di un unico brano, il che può essere un bene o male in quanto tutti i capitoli sono suonati allo stesso modo, con lo stesso sound: se da un lato aiuta a concentrarsi sulla vicenda, dall’altro può apparire a tratti noioso. Il terzo capitolo (o terza traccia a dir si voglia), continua nella narrazione delle vicende del padre dell’eroe e dell’eroe stesso. Nel quarto movimento il ritmo si fa più serrato, con il protagonista Frost che si desta e inizia la sua battaglia, che sarà descritta nel nono capitolo (ma non prima di scoprire la città distrutta, ascoltare i capitoli 6-7-8). Andando avanti con l’ascolto, la somiglianza con il metal scandinavo si fa sempre più preponderante: il ritmo cambia di frequente, con l'ensemble che arriva addirittura ad avvalersi di un violino, suonato dal vocalist in “Exposure of a Nation (Scartezia)” e in “A New Reason to Live”. L’ausilio del violino non compromette il sound che si avvicina parecchio a quello scandinavo, anzi. Grancassa, rullante e growl/scream, fanno da padrone dall’ottava traccia, “A Night in the Unknown”, fino alla decima “Resurrection for the Ray of Light”, sottolineando musicalmente il pathos che l’epica battaglia comporta. “The Way of Silence” cambia le carte in tavola: silenzio, interrotto da una chitarra acustica e dal violino, con la voce fattasi melodica e pulita; quasi un’oasi di pace in tanta energia espressa al meglio. “The Deathmachine” propone un doom/thrash, caratterizzato da un sottile velo di malinconia creato ancora una volta dal magnifico suono del violino, che enfatizza la furia della battaglia e descrive il compimento del fato da parte del nostro eroe. Con la conclusiva “The Survivors” si arriva alla fine di questo fantastico ed eroico racconto: lasciato spazio alla parte melodica all’inizio, il pezzo ritmico torna a prevalere per rievocare gli ultimi atti di Frost: il nemico è stato sconfitto e il regno ripreso, per riportarlo ai fasti di una volta. Note di pianoforte chiudono – per ora - il primo capitolo della saga: come si può leggere dal retro del booklet infatti, “… to be continued”. E allora aspettiamo pazientemente di conoscere il nuovo secondo capitolo. Ammetto che questo lavoro mi abbia lasciato sorpresa ed entusiasta: nonostante le song siano estremamente compatte ed omogenee tra loro, il lavoro è comunque degno di ascolti ripetuti e la band promette grandi cose. Speriamo l’attesa sia breve, nel frattempo sarà meglio continuare a tenerli d’occhio.