A Million Dead Birds Laughing - Xen

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Self, 2012)

Voto: 85

Si possono amare secondo voi Napalm Death e Arcturus? Certo, prese distintamente le due band, la cosa è possibile, essendo io un amante sia del combo britannico che del sound d’avanguardia dei norvegesi. Quando si prendono invece i due generi, il grind e l’avantgarde, e li si combinano insieme, beh il risultato può riservare inusuali sorprese. Gli A Million Dead Birds Laughing (letteralmente “un milione di uccelli morti che ridono”, un nome e un perché aggiungo io) ci offrono un album dalle deliranti idee ed elevatissime aspettative che ci spara, una dopo l’altra, 14 tracce (che si aggirano sempre sul minuto e mezzo due di durata) di folle grind/death, combinato appunto all’avantgarde. Ecco se posso fare un nome del passato, probabilmente ho potrei aver trovato gli eredi dei disciolti Carnival in Coal o dei finlandesi The Wicked e non potete capire quale sia la mia gioia nello scoprire quest’ensemble proveniente dall’Australia e che ora andrò a suggerire a qualche etichetta amica. Non posso fare un track by track vista l’esigua durata delle song e la linearità con cui, partendo da “Nest”, si arriva in un battibaleno alla conclusiva “Zombie”, dopo un suggestivo e abbordante cammino di quasi 29 minuti, che alla fine non fa altro che lasciarmi stordito, disorientato e un po’ agonizzante al tappeto, totalmente inconsapevole di cosa mi sia accaduto. Forse un autotreno mi ha investito, o una caduta nel vuoto di 10 metri con successivo tonfo per terra, che mi costringe all’immobilità, un pugno in pieno volto da un peso massimo del pugilato, non lo so, non mi interessa, quel che è certo è che le emozioni suscitate da “Xen” sono impagabili. Le chitarre, ma in generale le ritmiche, sono al fulmicotone, con una prova dirompente del drummer Dean, un vero e proprio killer dietro alle pelli; splendide comunque le linee melodiche create da questo folle quartetto, meravigliosa la voce di Adam, nelle sue versioni scream, growl ed epic clean, coadiuvato poi dalle backing vocals di Sean e Ben; affascinante poi il booklet fumettistico del cd. Insomma “Xen” è un album davvero esaltante, a cui non darò un voto ancor più superlativo, esclusivamente perché lo vorrei riservare per il nuovo capitolo, che mi aspetto molto presto di ascoltare. Ora mi vado a cercare il precedente e introvabile lavoro, voi intanto ascoltatevi questo. Matti da legare, ma fenomenali.