A PRISON CALLED EARTH - Rise of the Octopus (Realistic Tale of a Sprawling City)

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Self, 2010)

Voto: 70

Concept demo cd davvero interessante per questa band di Nantes che propone un sound di non facile ed immediata catalogazione. Un lavoro suddiviso in 3 parti, la cui iniziale, “Subterranean Evolution” ha un piglio molto progressivo, che trova il primo spunto particolare, a cui realmente ho postato l’orecchio, in “The Secret Transmission”, dove le vocals di Florent, sembrano trarre qualche spunto dal rap; niente di scandaloso, anzi, ma qualcosa di piuttosto innovativo. “An Army of Iconoclastic Robots” invece mi è ronzata un bel po’ nella testa per le sue cibernetiche tastiere, quanto mai spettrali e molto eighties, che coniugato ad un riffing squisitamente suggestivo, mi ha rinvenuto nella memoria gli esordi dei cechi Master’s Hammer. Certo siamo lontani anni luce dalla proposta black epic del combo est europeo ma la vena che si scorge in taluni frangenti, può essere riconducibile a “Jilemnický Okultista”. Chiaro che poi quando ascolto “Contagion of Anger”, mi accorgo che siamo molto più vicini al rock che a sonorità estreme, complice le vocals assai pulite e rappate. Abbandonata la prima parte, ci addentriamo in “The Great Awakening” dove sembra prevalere la componente heavy metal anche se le orchestrazioni presenti mi fanno ipotizzare una qualche vicinanza del sound dei nostri ai greci Dol Ammad e alla loro proposta sinfonica. Tanta carne al fuoco in questa lunga sfilza di tracce, che portano la durata del demo a più di 50 minuti. In “Rise and Fall of Steam Babylon” echi di Orphaned Land e Dream Theater, completano un’opera sicuramente ambiziosa, che non potrà non far gola a tutti coloro dotati di un palato un po’ più raffinato della media. Sicuramente c’è ancora molto su cui lavorare, ma “Una Prigione chiamata Terra” è sicuramente sulla giusta strada per confezionare qualcosa di realmente interessante.