Chaos E.T. Sexual – Ov

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: maudrup

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OvSelf-Released, 2012

Voto: 75

Le intenzioni di questo trio parigino sono evidenti fin dalla strumentazione non esattamente ortodossa: due chitarre, drum machine ed effetti vari per un progetto ambizioso che intende innestare sonorità pesanti su una ritmica di matrice hip-hop per un risultato che, secondo i titolari, vorrebbe avvicinarsi a Godflesh e Neurosis. Il rischio del guazzabuglio sembra essere sempre in agguato, ma i tre francesi riescono a mantenersi in questo loro esordio (uscito fisicamente ad agosto 2012, anche se reperibile in formato digitale già dal febbraio 2012) bene eretti sul filo di un difficile equilibrio grazie a buone dosi di inventiva, classe innata e invidiabile senso della misura. I tre sembrano preferire le progressioni lente alle esplosioni improvvise, prediligendo una circolarità ipnotica che gioca sull’accumulo e la stratificazione delle due chitarre (una dedita a riff lenti, bassi e melmosi in puro stile doom, l’altra più libera di vagare a briglia sciolta), arrivando ad esprimere una notevole potenza, senza mai eccedere in pesantezza e ossessività, che si dispiega con sorprendente fruibilità in lunghe composizioni dall’effetto quasi trance, come la monolitica e ossessiva “Novaya Zemlya”. Il pezzo di apertura, “Kolmogorov Falls”, funge in questo senso da manifesto programmatico, aprendosi con una coltre di feedback e distorsioni dalle quali emergono scansioni ritmiche quasi dub, fino a trasformarsi in breve in una sorta di trip-hop saturo e metallico. Spazi larghi e dilatati che si alternano a episodi più movimentati, “Sed Non Satiata”, o ad atmosfere plumbee come nella magistrale “Brain-Stat-In-A-Box” dove, su un beat scuro e bristoliano, si staglia una guerra di chitarre che lottano in direzioni diverse: da una parte un gorgo vischioso che intrappola e rallenta i movimenti, dall’altra un lancinante tentativo di fuga verso l’alto. La conclusiva “Lyapunov” riprende i temi del pezzo di apertura, saldandosi ad esso in un senso di circolarità compiuta. Lavoro molto interessante che dovrebbe vedere a breve il suo successore, stando a quanto si apprende dalla pagina facebook dei Chaos E.T. Sexual (il nome del gruppo è formato dai – presumo – soprannomi dei tre membri), nel quale saremo curiosi di verificare eventuali evoluzioni di un suono che può incontrare qualche rischio di staticità, ma che può potenzialmente aprirsi a qualsiasi soluzione.