Amber Tears - Revelation Renounced

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Amber Tears Revelation Renounced(BadMoodMan Music, 2012)

Voto: 75

PER CHI AMA: Death/Doom Folk, My Dying Bride, Amorphis

 

In casa Solitude e co. pare sia venuta di moda la ristampa dei vecchi album delle band sotto contratto, cosi dopo gli Inborn Suffering, è il turno degli Amber Tears, vedere il proprio debut ristampato. Questo sestetto russo lo avevamo già incontrato lo scorso anno in occasione dell’uscita di ”Key to December”, indicato dal sottoscritto come un surrogato, di certo non spiacevole, dei vecchi classici Anathema e My Dying Bride, riletti in chiave folk. Questo nuovo vecchio lavoro si apre ancora una volta in modo folkish, con tanto di epiche cornamuse che predispongono il campo a “Through Autumnal Rain”, e proprio come suggerisce il titolo, ci troviamo al cospetto di un sound che affonda le proprie radici nell’autunnale poesia del death doom, ma che vede tuttavia affiorare anche stralci di musica folk scandinava (chissà perché nelle orecchie mi sovviene il nome Amorphis) ed un assolo che pare preso in prestito da “A Deeper Kind of Slumber” dei Tiamat. Un po’ onirici, un po’ pagani, assai melodici e di certo atmosferici, gli Amber Tears degli esordi, appaiono in una versione decisamente più edulcorata e quasi più originale, rispetto a quelli che mi avevano comunque divertito lo scorso anno. Vorrei nuovamente sottolineare che fra le mani non abbiamo chissà quale disco geniale, certo è che il death gothic doom, intriso di folk degli Amber Tears, è tremendamente palpabile anche in “Leaving the Tears” e alla fine dei conti, risulterà anche assolutamente efficace. Il vocalist si conferma bravo nel districarsi tra il classico cantato growl e delicati passaggi narrati (scuola Saturnus); e non posso poi non menzionare la sezione strumentale, che si mette in luce per azzeccatissimi assoli ed una ritmica, che per una volta, non potrò accusare di essere pesante o furibonda, spesso responsabile nel soggiogare la nostra attenzione con tutta la propria dirompente noia. Sulla base di quanto ascoltato sin qui e dei successivi passaggi acustici, che alla fine ho incontrato nel corso dei 56 minuti di questo album, per gli eccessi folk (forse in questo disco addirittura straripanti), non posso che suggerire l’ascolto di “Revelation Renounced”, come base di partenza per la scoperta degli amici russi degli Amber Tears.

http://www.myspace.com/ambertearsband