CHAIN REACTION - Vicious Circle

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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chainreaction viciouscircle(Kolony Records, 2009)


VOTO: 65


PER CHI ASCOLTA: Thrash/Hardcore, primi Pyogenesis, Pantera, Machine Head. 

 


La Kolony Records ci mette di nuovo lo zampino: dopo aver prodotto il nuovo album dei nostrani Dominance, ecco lanciare sul mercato i polacchi Chain Reaction, five pieces dedito ad un thrash metal moderno, contaminato da influenze provenienti dallo stoner, dal metalcore e dal cyber death metal (scuola Fear Factory per intenderci).
Insomma proposta che non brilla proprio di luce propria, ma che comunque si lascia ascoltare piacevolmente. 11 le tracks contenute in questo “Vicious Circle”, tutte che si assestano fra i 3 e i 4 minuti di durata, quindi brani belli diretti come un pugno nello stomaco. Le ritmiche sono sorrette da pesanti chitarroni di chiara matrice Panteriana, la voce (growl e clean) ricorda quella del vocalist dei Pyogenesis era “Sweet X-Rated Nothing” ma che pure richiama il buon vecchio Robert Flynn dei Machine Head, la produzione è bombastica, potente e pulita e i suoni sono permeati di un groove trascinante. I nostri ci sanno davvero fare con i loro strumenti: precisi, aggressivi e tecnici, il loro limite sta però proprio nella mancanza di originalità, che penalizza non poco l’esito finale.
Però che volete che vi dica, alla fine il risultato non è affatto male, magari la longevità di questo prodotto non sarà delle più lunghe, però credetemi, un ascolto lo merita di sicuro. Cambi di tempo impeccabili, rallentamenti pachidermici, catchy chorus, qualche inserto semi-acustico, taglienti assoli, cavalcate speed metal si combinano egregiamente con la melodia di fondo che contraddistingue la release del combo polacco rischiando di garantirne un discreto successo. Insomma, i Chain Reaction sono sa tenere d’occhio nella loro evoluzione, potrebbero rivelarsi una grande sorpresa per il futuro!


MASSIMA ALLERTA: per la potenza sprigionata dal cd


COLPO DI SONNO: la voce in versione growl è un po’ inespressiva e rischia di annoiare