Midgard - Mystic Journey Through the Ages

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: kent666doom

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midgard mystic-journey(Zappa & Hemicrania Productions - 1998 / Unter Null Productions - 2012)

Voto: 80

Troppo spesso alcuni miei amici mi han tirato fuori la storiella de "Eh, una volta si suonava questo, c'erano queste band, questo locale" ed io ipnotizzato dalle loro parole, mi immaginavo come potesse essere la scena tempo addietro e come avrei vissuto felicemente. Il pensiero che sto ascoltando quello che 15 anni fa era un genere da poco conosciuto nelle spiaggie italiane, e che questo era un nostrano manifesto del symphonic black metal primordiale, mi rende un po' nostalgico. Ma forse è meglio che vi spieghi di cosa sto parlando… È nel lontano 1995 che i Midgard si formano, appunto nella terra di mezzo italiana, l'amata Toscana. Dopo il debut con il demo del 1996 (mi dicono che se n'è salvata pure qualche tape), i nostri eroi si avventurano con l'ausilio di Luciano Zella (Death SS) ai Planet Sound Studios per la realizzazione di questo "Mystic Journey Through the Ages"; era il 1998. Già dalle prime note del disco con "A New Aeon in Black" capisco subito cos'ho tra le mani: una reliquia di quello che era il black metal italico anni orsono. Ovviamente il primo paragone che mi viene in mente è con gli Emperor per le sonorità, ma possiamo notare strutture chitarristiche tipiche dei Marduk primordiali ed atmosfere classiche dei primi Satyricon, con quelle tinte medievaleggianti che possiamo ritrovare fortemente nella title-track e nella breve ma intensa "Misanthropic Dream". Ma il vero pregio che ha questa release è che ogni traccia ha una struttura e delle sonorità differenti, un processo creativo e un'originalità "estranea" per la scena estrema italiana. Ma non solo ciò, perché nonostante la voce sia poco evocativa e la batteria eccessivamente aggressiva, le linee di basso sono eccezionali e le tastiere sanno non essere troppo invasive, in modo da salvaguardare l'opera da un'eccessiva sinfonizzazione, cosa che avverrà negli anni a seguire con band tipo Dimmu Borgir e Cradle Of Filth. Non c’è molto che non mi piaccia di quest'album, la produzione forse troppo cristallina (e poco adatta al genere) e certe atmosfere che riscaldano l'ambiente, ma anche queste sono peculiarità che fanno risaltare l'opera nel segno di un songwriting fuori dalla banalità. In conclusione qui stiamo parlando dell'ennesima band che ha avuto la sfortuna di nascere in Italia… e morirci.