Round 7 - Dedicated to Nyhc

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Mikmonta

Questo utente ha pubblicato 172 articoli.
Round 7 Dedicated to Nyhc(Autoprodotto, 2012)
 
Voto: 70

#PER CHI AMA: Hardcore, Sick of it All

 

Ormai la speranza stava svanendo, ma è successo di nuovo. Un gruppo che propone cover e/o tributo (in questo caso ai Sick of it All), comincia a scrivere pezzi propri e arriva ad incidere un intero cd. Questa è in breve la cronistoria dei Round 7, quartetto vicentino che propone un potente hardcore e ne arriva a fare anche una filosofia di vita. Ultimamente la scena HC sta rivivendo una seconda giovinezza nella nostra zona (Verona-Vicenza), sembra di essere a New York tra gli anni 80 e 90. Infatti si contano diversi gruppi (Sin Circus, Social Disaster, etc.) dal livello tecnico anche discreto, probabilmente perché sotto lavorano musicisti con diverse esperienze alle spalle, che popolano questa zona. Ma torniamo ai Round7. Da pochi giorni è uscito il loro primo LP "Dedicated to Nyhc", undici pezzi registrati al Gypsy Studio di Negrar presentati in un semplice jewel box, ma arricchito da una buona fotografia del libretto e una copertina in parte disegnata a mano. I testi scritti avrebbero aiutato a capire lo spessore delle tracce, magari sarà per il prossimo LP. I vari pezzi ripercorrono le sonorità dei Misfits, H2O e traggono molto in termini di ispirazione dai Sick of it All, anche se, ascoltando bene ci si accorge che, certi arrangiamenti, sono frutto di studio e tanta tecnica. Lo scream di Emanuele porta con se i benefici di una voce matura e quindi all'altezza delle aspettative, unite ai fantastici riff e agli assoli di chitarra che si staccano dalla semplicità richiesta spesso dal genere. La parte ritmica, creata da Andrea e Michele, è un treno lanciato all'impazzata senza controllo, con affondi e cambi di ritmo che aiuta i pezzi a non essere mai noiosi. Forse l'unica pecca di "Dedicated to Nyhc" è il classicismo, nel senso che un LP così, qualche anno fa, sarebbe stato molto apprezzato, ma come ho scritto in altre recensioni, non lo considero un difetto. Spesso la ricerca assoluta di sonorità eclettiche può essere catastrofica per tanti gruppi. Questo album getta le basi per una strada dritta verso obiettivi che alla band sembrano essere molto chiari. Dopotutto il treno è in corsa, chi non se la sente può sempre scendere. F..U