Absent/Minded - Earthtone

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Absent Minded Earthtone(Autoprodotto, 2013)

Voto: 75

#PER CHI AMA: Death Doom Sludge

 

Quante cose a solleticarmi il palato, e la proposta che oggi arriva dalla Germania, aumenta il numero di uscite rilevanti del mio ultimo periodo. Si tratta degli Absent/Minded che mi sparano in faccia sette pezzi di tonante death doom contaminato da venature southern sludge. Niente male vero? “To Unsnare” sembra molto tradizionale nel suo lento approccio iniziale, non fosse altro che quando attacca la lead guitar sul suo tappeto ritmico bello prestante, rimango imbambolato e subito dopo stordito dal break acustico tipicamente post-sludge. Veramente figo, il primo pensiero che produce la mia testa. Mi aspetto grandi cose ora con i successivi pezzi. E “Ghost Tower”, la seconda traccia, non tradisce: ritmica lenta, pesante, bel vocione growl, mood melmoso stracarico di groove e la seconda chitarra di Uwe super effettata. “Arktic” non può che essere un pezzo di gelido e desolante post-metal, che trova nuovamente nelle sue linee di chitarra, la maggior ispirazione. Sapete qual'è il bello di questo “Earthtone”? Non sono ancora riuscito a trovare un termine di paragone per la band della Baviera e questo vuole proprio essere un bel complimento per i nostri. La bravura dei nostri risiede infatti nel miscelare una versione stralunata di death doom con lo sludge/post metal senza risultare già sentito. Chiaramente i break acustici fanno parte del genere, lo insegnano i Neurosis, ma il quartetto di Bamberg si muove con assoluta autorità e una più che discreta originalità, il che me ne fa apprezzare non poco l'esito conclusivo. “The Lesser Evil” ci regala un'altra preziosa e sapiente apertura atmosferica, pachidermica nel suo avanzare piuttosto contorto, ma sempre ragionato. La voce di Steve si conferma altro punto di forza per quest'album e non fa altro che avvalorare la performance dei nostri, che a questo punto trova, in Michael al basso e Jürgen dietro le pelli, altri due validi elementi. Esterrefatto dal songwriting già molto maturo, da una proposta musicale non proprio scontata, da eccellenti qualità a livello esecutivo, non posso far altro che consigliare “Earthtone” a tutti gli amanti di sonorità death doom mid-tempo, di cui “Reborn” e l'ultima omonima traccia, probabilmente ne sono l'emblema; inoltre un invito va anche alle sempre più numerose frotte di estimatori di suoni post/sludge. Consigliatissimo.