Svelati i finalisti delle Targhe Tenco 2022: commenti e previsioni sui possibili vincitori

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Scritto da: Vanoli

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Sono stati resi noti ieri dal sito ufficiale del Club Tenco i nomi dei cinque finalisti (di ogni categoria) in lizza per aggiudicarsi le prestigiose Targhe Tenco, per quella che si profilava sin dal principio un’edizione particolare, senza dei veri favoriti per la vittoria finale.

 

 

Tanti i dischi buoni, ovviamente, ma nessuno che sembrasse in grado di sbaragliare la concorrenza; una sensazione piuttosto condivisa tra i giurati, tanto che anche solo confrontandomi con alcuni dei colleghi ci rendevamo conto di quanto le nostre scelte fossero eterogenee sin dalla prima fase della votazione,
quando è possibile indicare tre titoli.

Dopo aver inviato i miei voti scrissi questo post su Facebook:

E così, dopo aver sciolto gli ultimi dubbi (quasi in dirittura d’arrivo sulla scadenza designata), ho inviato le mie preferenze per le Targhe Tenco 2022, conscio che ovviamente ci saranno le solite polemiche legate a chi doveva vincere e chi no, e che molto probabilmente ai miei “preferiti” toccheranno le briciole!

Ma in ogni caso è una competenza che svolgo sempre con orgoglio, piacere e serietà, oltre che con passione…

Una cosa però mi viene già da sottolinearla, e cioè che rispetto alle ultime due edizioni credo ci sarà meno
unanimità in certi giudizi, soprattutto in determinate categorie (in primis per il Miglior Album in assoluto)… non mancano di certo i titoli e gli interpreti ma andremo incontro a delle sorprese, proprio perché non sono presenti a mio avviso quei 3-4 nomi in grado di staccare tutti al primo turno di votazioni…

Per quanto mi riguarda, ho avuto modo già durante l’anno di recensire molti degli album secondo me meritevoli di una segnalazione, o addirittura di una Targa, ma come detto prevedo una
distribuzione equa dei voti….
per ora mi limito a suggerire quello che per me è stato il disco più bello: Il deserto La notte Il mare di Andrea Chimenti.

Ecco, nonostante non sia mai stato tipo da polemiche, anche perché so bene quanto la giuria, specie negli ultimi anni, si sia fatta multiforme, quest’anno mi spiace notare come il mio favorito numero uno non sia nemmeno rientrato nella cinquina dei candidati alla Targa di miglior album.

 
 

Per carità, Chimenti da inizio carriera (avvenuta negli anni alla guida dei mitici Moda) ha sempre giocato in un campionato differente, quello della musica alternativa, ma speravo che almeno nelle vesti di cantautore potesse raccogliere un risultato significativo come appunto una Targa al Premio Tenco.

Tanti giurati so per certo che hanno apprezzato il suo disco, ma a quanto pare altri hanno preferito indicare nomi diversi.

Devo ammettere però che non è certo la cinquina uscita per contendersi la Targa del miglior disco in assoluto ad avermi lasciato deluso (in fondo gli artisti in lizza sono tutti rispettabilissimi e hanno realizzato a loro volta fior di album), quanto quella relativa al miglior disco d’esordio.

Categoria, quest’ultima, da sempre portatrice di sorprese, visto che si tratta in alcuni casi di nomi sconosciuti o poco più, ma che, carta canta, negli anni ha lanciato letteralmente alcune carriere, suggellandone altre (vedi il recente exploit di Madame, capace oltretutto di aggiudicarsi nella stessa edizione, quella precedente, anche la Targa per la miglior canzone dell’anno).

Proprio Madame ha dato probabilmente il là a probabili affermazioni un tempo assai improbabili su questo palco, cosicchè quest’anno anziché trovare in finale un artista notevole come Nicola Lotto – il cui debutto non poteva proprio lasciare indifferenti – abbiamo al suo posto artisti provenienti da altri lidi, con un background che con la cosiddetta canzone d’autore c’entra ben poco.

Blanco, Ditonellapiaga, Ariete, tanto per dire i più noti ed eclatanti, ormai viaggiano a vele spiegate nel pop mainstream e davvero non capisco che ci facciano qui.

 
 

Al di là dell’assenza di Lotto, mi fa specie non vedere in finale nemmeno Mario Pigozzo Favero o Alessia Tondo, autori entrambi di lavori con tutte le credenziali per emergere a questo livello, anche in virtù di un’esperienza pregressa che ne certifica il valore assoluto.

Vediamo però, dopo questa lunga premessa, i nomi degli artisti (e dei rispettivi album) ammessi al ballottaggio finale, con la possibilità stavolta per i giurati di votare un solo nome.

Le Targhe Tenco verranno consegnate nell’edizione 2022 della Rassegna della Canzone d’autore (Premio Tenco) che si terrà il 20, 21 e 22 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo.

DISCO IN ASSOLUTO

Erika Boschiero (Respira); Giovanni Caccamo (Parola); Cristina Donà (DeSidera); Max Manfredi (Il grido della fata); Marracash (Noi, loro, gli altri); Federico Sirianni (Maqroll).

 
 

Per la prima volta dacchè voto, nessuno tra i nomi che avevo indicato nella prima fase sono giunti in finale, ciò non toglie che la rosa dei candidati sia di prim’ordine.

La sorpresa giunge da Erica Boschiero (che avevo recensito in termini lusinghieri proprio su questo blog), mentre paiono in linea con una certa tradizione gli album di Federico Sirianni, Max Manfredi e del redivivo Giovanni Caccamo.

Cristina Donà rappresenta l’ala alternativa del roster, è una cantautrice rock assai raffinata che, in queste pagine, non ha certo bisogno di presentazioni. Non mi dispiacerebbe alla fine vincesse lei, ma ammetto che non considero questo ultimo lavoro, seppur contenente delle belle canzoni, all’altezza di alcuni suoi precedenti.

Il mio pronostico va però a Marracash che, in ambito rap, ha realizzato davvero un disco di livello. La musica d’autore nel 2022 si può esprimere assolutamente anche attraverso lavori simili.

 
 

ALBUM IN DIALETTO 

A67(Jastemma); Nino D’Angelo (Il Poeta che non sa parlare); Manutsa [Parru cu tia (La voce delle donne)]; James Senese (James is back); Davide Van De Sfroos (Maader Folk).

Da sempre questa sezione si nutre di lavori ricchissimi di valore e qualità, basti vedere l’esito della passata edizione, senza necessariamente andare tanto a ritroso nel tempo. In ogni parte d’Italia la tradizione popolare è viva e pulsante e spesso sono le commistioni tra antico e moderno a fare la differenza.

 
 

A mio parere la Targa relativa la meritano i napoletani ‘A67 ma non ci sarebbe da scandalizzarsi la vincessero altri, come la magnetica Manutsa o il “vecchio” Nino D’Angelo, ormai definitivamente riabilitato dalla critica grazie ad album sempre a fuoco, intensi e ispirati

OPERA PRIMA 

Ariete (Specchio); Blanco (Blu Celeste); Ditonellapiaga (Camouflage); Djelem Di Mar (Voci oltre); Isotta (Romantic Dark).

 
 

 Mi sono già espresso su questa categoria, ritengo che alcuni nomi qui inseriti siano lontani, almeno per il momento per carità, dallo spirito originario della rassegna dedicata al grande Luigi Tenco.

Non mi soffermo oltre, aggiungo solo che sarei felice si affermasse in questo contesto il duo Djelem do Mar, composto dalle bravissime Sara Marini e Fabia Salvucci, fermo restando che anche Isotta mi ha convinto.

INTERPRETE DI CANZONI 

Peppe Barra (Cipria e caffè); Simona Molinari (Petali); Olden (Questi anni – Dieci brani inediti di Gianni Siviero); Mario Venuti (Tropitalia); Cristina Zavalloni (Parlami di me – Le canzoni di Nino Rota).

 
 

Poco da eccepire sui cinque finalisti di questa sezione: quelli che maggiormente mi hanno colpito sono Mario Venuti, con un progetto piuttosto insolito, e Olden con le sue magnifiche interpretazioni di dieci canzoni inedite del grande Gianni Siviero.

Il mio favorito, sin dalla prima fase di votazione, è proprio Davide Sellari, in arte Olden.

CANZONE SINGOLA

Alessandro D’Alessandro con Elio & David Riondino (Tiritera delle canzoni che volano); Cristina Donà (Desiderio); Elisa (O forse sei tu); Rancore (Freccia); Andrea Tarquini (In fondo al ‘900); The Zen Circus feat. Brunori Sas (Ok Boomer).

 
 

Votare la miglior canzone singola è veramente difficile, perché solitamente si è portati a giudicare un lavoro nel suo complesso. Detto ciò, sono molto felice nel vedere in finale il nome di Andrea Tarquini con una proposta davvero da “Premio Tenco”, così come Alessandro D’Alessandro coadiuvato da quei due “mostri sacri” che rispondono al nome di Elio e David Riondino.

Elisa permettendo, autrice dell’evocativa “O forse sei tu”, già apprezzata al Festival di Sanremo, spero che sia proprio D’Alessandro ad aggiudicarsi la Targa in questa categoria.

ALBUM COLLETTIVO A PROGETTO

Capo Verde, Terra d’Amore – il Vinile; Lella per sempre; Music for Change #21; Parole liberate; The Gathering.

 
 

Non erano moltissimi, a dire il vero, gli album valutabili in questa sezione: nel mio caso tutti e tre quelli che avevo votato me li ritrovo in finale; me li riascolterò un’altra volta (cosa che farò comunque in generale con tutti gli album finalisti) prima di sciogliere le riserve, ma ammetto che “Parole liberate” mi era veramente piaciuto.