Consecration - Univerzum Zna

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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Consecration Univerzum Zna(Geenger Records, 2013)

Voto: 80

#PER CHI AMA: Post Rock, Stoner, Psichedelia, Anathema, Isis, Black Sabbath

 

Questo è un cd dal doppio volto, dalla doppia anima. Avevo apprezzato esageratamente il precedente album ‘Cimet’, identificando i nostri come una sorta di Anathema dei Balcani, e quest’oggi mi ritrovo fra le mani questo ‘Univerzum Zna’ a scombinare tutti i miei piani mentali. Quando infilo il disco nel lettore e attacca “Vertikala”, il roboante riff che si accende è quello tipico delle stoner band più in acido con il vocalist che rasenta addirittura le performance di Ozzy dei vecchi tempi. Frastornato, forse ancor di più, totalmente disorientato, metto da parte la mia diffidenza iniziale e inizio a gustarmi il caldo e psichedelico evolversi di una traccia che ha il grosso merito di risvegliarmi da un gelido intorpidimento. Le atmosfere si fanno lentamente soffuse, cala prepotentemente la penombra mentre un lungo flusso strumentale di sonorità psych-post-rock delizia in modo esagerato le mie pretenziose orecchie. Non fosse stato per l’anomalo inizio, starei parlando di perfezione musicale. Ancora riverberi e chitarre di un certo rock desertico aprono e proseguono in “Luka Čeh”: ed eccolo palesarsi il dualismo nell’anima dei nostri. Cavolo, mi avevano appena conquistato con la opening track e mi ritrovo ad ascoltare un pezzo che si muove tra stoner, alternative e rock’n roll, non certo i miei generi preferiti. “Stepenice, Zvezde” è un bell’intermezzo acustico. Con la title track si esplorano nuovamente i territori della psichedelici, fatta di quei bei trip lisergici in cui uno si immagina a meditare in templi buddisti alla ricerca della purificazione della mente e dell’anima. Poi quando un tizio inizia a parlare una lingua incomprensibile (presumibilmente serbo), vengo risvegliato dalla mia fase di contemplazione ascetica. Peccato, anche qui stavo esplorando sentieri musicali meravigliosi, ma sono stato interrotto da questa fastidiosa narrazione. Mentre curioso nel bel digipack, il mio occhio cade sul missaggio ad opera di Aaron Harris degli Isis, complimenti ai nostri che sono riusciti a coinvolgere il mitico vocalist della band bostoniana. Vado avanti con “Prolaz” e l’eco degli Anathema questa volta emerge fortissimamente in una song acustico-strumentale, flemmatica e seducente, che sembra venir fuori direttamente da ‘We’re Here Because We’re Here’. Con “Gilmore” mi appresto ad affrontare gli ultimi 15 minuti di questo ‘Univerzum Zna’. Song dall’evidente sapore ‘pinkfloydiano’: musiche, atmosfere e finalmente (le pochissime) vocals all’altezza, a delineare i solchi di un amore mai sopito per i mostri sacri del rock psichedelico, per una effervescente chiusura in bellezza. Mi spiace aver constatato un paio di passaggi a vuoto di questo disco, che a mio avviso avrebbe potuto scalare la mia personale classifica del 2013 e collocarsi definitivamente al primo posto. Sorprendenti!