Ashes of Chaos - Eye

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: Bob Stoner

Questo utente ha pubblicato 240 articoli.

Ashes of Chaos Eye(Logic(il)logic, 2013)

Voto: 70

#PER CHI AMA: Progressive Avantgarde, Ihsanh, Pain of Salvation, Devin Townsend

 

Bella la prima prova della band riminese che esordisce con questo full lenght intitolato 'Eye', uscito per la logic(il)logic records nel 2013. La band irrompe di peso negli ambienti prog metal con buona verve, idee giustamente ricorrenti nel genere e con qualche velo di novità, tanti variegati innesti che toccano anche il funk ("Ashesh of Chaos"), tempi reggae e astratta opera cabarettistica ("Atmosfear part II") fino ad entrare in alcune parti nel black metal melodico e sinfonico. Sarebbe riduttivo accostarli solo al filone dei Dream Theater, poiché nella band coesistono anime di diversa natura e non tutto è votato al virtuosismo, anzi possiamo dire che la band punta dritto al cuore con fantasia e destrezza utilizzando una tecnica sopraffina. L'anima metallica è riconducibile ai Megadeth per pulizia nei riff più thrashy e per la velocità, oltre che per la straordinaria somiglianza vocale del cantante nelle parti aggressive, mentre quella melodica, con sonorità più malinconiche e space derivate dal prog di certi Marillion e dai gloriosi Goblin che rendono tutto oscuramente affascinante. Altro fattore notevole, la buona prova del vocalist sul pulito, un concentrato di Rush e Leprous, la cui performance amplia di molto gli orizzonti canonici verso nuove idee in stile Pain of Salvation e Leprous stessi. Comunque a far la differenza è il lato melodico/tecnico/compositivo che si eleva per epicità, teatralità, corposità e magnificenza sonora con evoluzioni tastieristiche/chitarristiche che non verranno disdegnate dagli amanti di Planet X, Transatlantic o Devin Townsend Project, ovviamente tutto da immaginare con un' attitudine molto molto più heavy. La parte più violenta di questa sfera magica è data da iniezioni di melodico black metal sulla scia di band dal carattere aperto e sperimentale sulla scia di Ihsanh (vedi l'album 'The Adversary') o Die Apokalyptischen Reiter ed evoluzioni prog/ power sulla falsa riga dei Symphony x o Balance of Power oppure le cose più recenti degli Helloween. L'album nella sua totalità è fluidissimo e variegato con disseminati momenti di calma apparente dominati da un gran cantante. Tanta e tanta carne al fuoco, preparata con perizia e professionalità e una lucida capacità compositiva che va oltre i normali standard (nel brano di chiusura dal titolo "Rinascita" la band si cimenta nel cantato in madre lingua con un risultato decisamente inferiore alla media dovuto al difficile uso dell' italiano, ma ciò non compromette la bellezza dell'intero lavoro). Tassativo non farsi scappare questo ottimo lavoro!