Pink floyd - The dark side of the moon (1973)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

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dark side of the moonLabel: Harvest

Issued: 1973

 

 

 

 

 

 

Eliminando dalla tracklist On the run (un fastidioso cagnetto da polpaccio retrosperimentale e imbruttitto dagli anni, architettato su una successione apparentemente casuale di beep accelerata da un sequencer) e Money (l'inspiegabile singolo trainante, uno swing claudicante artificiosamente costruito su un pretestuoso 7/8), il resto dell'album che ha sparato nell'iperspazio la band, l'etichetta, il produttore e di riflesso persino il gatto del vicino è costituito da una suite landing-prog straordinariamente coesa, accessibile e confortevole, sincretica di una fase, di una carriera e probabilmente di un intero momento storico cuturale mondiale, ma affatto innovativa nei contenuti musicali e tematici. Si discetta infatti, con una certa approssimazione e genericità, del senso di straniamento generato dai mali del mondo in un modo che potrebbe ricordare più o meno l'80% dei concept del periodo. L'orgasmico assolo di Clare Torry in The great gig in the sky è uno dei momenti maggiormente iconici della storia del rock.

 

Sì però avrei fretta: The great gig in the sky / Any colour you like